
Dopo lo scandalo delle scorse settimane legato alla figura di Chiara Ferragni, arriva una presa di posizione definitiva da parte del governo italiano. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato in un’intervista che sul tavolo del prossimo Consiglio dei Ministri vi sarà la proposta di un “Decreto Ferragni” volto a regolare le attività di beneficenza promosse dagli influencer.
A un mese dall’invettiva sui «panettoni per pagare cachet milionari» lanciata dalla premier dal palco di Atreju, il governo corre ai ripari per colmare quello che per la leader di Fratelli d’Italia costituisce «un buco nella normativa delle attività commerciali che hanno anche uno scopo benefico in termini di trasparenza». Nel mezzo, lo scoppio del cosiddetto Pandorogate che ha visto coinvolta Chiara Ferragni, travolta nelle ultime ore anche dalle accuse di truffa aggravata relativa alle uova di Pasqua Dolci Preziosi e alla bambola Trudi, e che ha spinto l’esecutivo ad accelerare sulla presentazione del provvedimento.
Arriva l’obbligo di indicare sulle etichette dei prodotti le finalità dei proventi e il destinatario dell’opera di beneficenza, specificando l’importo o la percentuale destinata a tale scopo. Le sanzioni per le violazioni variano da 5.000 a 50.000 euro, con la possibilità di sospendere l’attività per un periodo massimo di un anno in caso di violazioni ripetute. Queste disposizioni sono contenute nella bozza del disegno di legge sulla trasparenza riguardante l’utilizzo dei proventi derivanti dalla vendita di prodotti a scopo benefico. Il testo sarà discusso mercoledì durante la riunione preparatoria del Consiglio dei ministri e l’autorità competente per irrogare le sanzioni sarà l’Antitrust.
Quello 2023 sarebbe stato il secondo Natale del “Pandoro Pink Christmas”. In packaging rigorosamente rosa, la tradizionale pietanza natalizia firmata Balocco in collaborazione con Chiara Ferragni doveva addolcire i consumatori e coinvolgerli in un’opera di bene. In realtà, il progetto forse nato con le migliori intenzioni si è poi trasformato in un caso mediatico. Scoperto l’errore di comunicazione, ciò che n’è seguito è un vero e proprio massacro social.
Le indagini sono ancora aperte e se ne stanno occupando le Procure di Milano, Trento, Cuneo e Prato. Il caso pandoro ha aperto gli occhi anche sulle uova di Pasqua benefiche della Ferragni per Dolci Preziosi. In quell’operazione sarebbero stati donati 36 mila euro dalla sola azienda, tempo prima, a fronte di un cachet per l’influencer di oltre 1 milione di euro. Ferragni, a sua discolpa, si è detta pronta a collaborare con ogni procura italiana che deciderà di indagare sui casi sollevati.
A seguito della notizia, giornalisti ed utenti di qualsiasi social si sono scatenati contro l’imprenditrice. Una credibilità in frantumi che si può recuperare solo in un modo: chiedere venia. Poco trucco, capelli raccolti ed una tuta grigia da 600 euro. È così che Chiara si è presentata in un breve video dove ha trasmesso dispiacere e rammarico. Neppure qui la folla si è placata, è seguita poi la notizia secondo cui il look di scuse è andato sold out. Una notizia incompleta che ha coinvolto nuovamente la giovane in un ciclone di commenti.
Il capo del marchio Laneus è finito esaurito ma una decina di giorni prima del messaggio di scuse della Ferragni. Una storia già vista, l’influencer di turno diventa mirino di polemiche. Nonostante tutto, in modo diretto o meno, presenta un prodotto che fa il fuori tutto. Le testate giornalistiche si danno all’effetto emulazione, l’indignazione della gente aumenta e allo stesso tempo il marchio vende e fa click. Ciò non toglie che questa sia stata l’ultima e diretta esposizione di Chiara Ferragni su un social.
L’Antitrust ha contestato alle tre società riconducibili alla Ferragni di aver attuato una pratica commerciale scorretta per aver pubblicizzato il “Pandoro Pink Christmas” – “griffato” Chiara Ferragni – lasciando intendere ai consumatori che comprandolo, avrebbero contribuito ad una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino, per l’acquisto di un nuovo macchinario per le cure terapeutiche dei bambini affetti da Osteosarcoma e Sarcoma di Ewing.
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