
Enrico Forti, detto “Chico” ritorna in Italia. L’uomo dalle “tre vite” si prepara a scontare la pena nel suo Paese d’origine. Ma facciamo un passo indietro. Il 65enne, campione di windsurf, produttore televisivo e cineoperatore d’assalto, è stato arrestato negli Usa per l’omicidio di Dale Pike.
Chico Forti è in carcere da quasi 24 anni ed ha rischiato (letteralmente) la sedia elettrica. E non solo. Forti è stato così condannato all’ergastolo anche senza appello. Un caso controverso. Lui si è sempre dichiarato vittima di un errore giudiziario e ha iniziato una lunga battaglia legale per cercare, almeno, di tornare in Italia. Battaglia che con il tempo è diventata anche politica e in suo favore si sono susseguiti pure appelli e messaggi di solidarietà di personaggi dello spettacolo e inchieste televisive per dimostrarne l’innocenza. Un incubo che si indirizza verso la fine. Infatti, venerdì 1 Marzo Forti ha ricevuto l’inattesa chiamata di Giorgia Meloni. «Grazie, mi avete salvato la vita», le prime commosse parole dette da Forti ad Andrea Di Giuseppe, eletto nella circoscrizione Usa per Fratelli d’Italia, residente a Miami, che ieri è riuscito a parlargli.
Il ritorno in Italia di Chico Forti probabilmente non sarà a Pasqua, come sperano la famiglia e i tantissimi amici di Trento che stanno già preparando un grandissimo comitato di accoglienza. Ma entro aprile Chico Forti, oggi 65enne, o meglio, come dice lui, “40 anni libero +25 in carcere”, dirà per sempre addio a quell’incubo americano e tornerà in Italia. In manette, a scontare il resto della sua pena in carcere o agli arresti domiciliari (questa la condizione per l’estradizione pretesa dagli Usa) ma almeno in Italia e con la possibilità di permessi-premio.
Una volta fatto il suo rientro in Italia, Chico Forti potrebbe appellarsi alla norma secondo la quale “dopo 26 anni dall’applicazione dell’ergastolo se il condannato resipiscente ha dimostrato condotta irreprensibile, può ottenere la libertà condizionale”. A sottolinearlo è l’avvocato Alexandro Tirelli, consulente della famiglia Forti. “Lui grazie alla libertà condizionale potrebbe uscire dunque dal carcere e cominciare il periodo di cinque anni di libertà vigilata al termine del quale, se non avrà commesso ulteriori reati, potrà ottenere la piena libertà, cioè il fine pena”. Sono state queste le parole dell’avvocato Alexandro Tirelli. Nessuna dichiarazione definitiva in merito né c’è ancora una data precisa per il rientro in Italia. Probabilmente tutto dipenderà dalle tempistiche delle autorità giudiziarie americane.
“Sono contento per lui, mi pare un’ottima notizia – ha sottolineato Roberto Salis, papà di Ilaria -. Un italiano che risolve il suo problema è una notizia positiva che fa ben sperare”. Con queste parole, il padre di Ilaria Salis, detenuta oltre un anno a Budapest, commentando l’annuncio della premier Meloni sul rientro in Italia di Chico Forti, detenuto negli Usa da 24 anni. “Prestando la massima attenzione si possono ottenere dei risultati come è successo nel caso di Chico Forti – ha aggiunto Salis -. Credo che l’Italia abbia storia, trascorso, e nome per essere rispettata nel mondo”.
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