
La procura di Palermo ha chiesto sei anni di carcere per Matteo Salvini nel processo Open Arms. L’accusa è di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver impedito alla nave dell’ong spagnola di attraccare a Lampedusa nel 2019.
Sulla vicenda è intervenuta la Giunta esecutiva sezione di Palermo dell’Associazione nazionale magistrati per «esprimere solidarietà ai colleghi impegnati nella trattazione del processo che hanno rassegnato, con compostezza e diffuse argomentazioni giuridiche, rispettose dei principi dettati dalla normativa sovranazionale e nazionale in materia di salvataggio in mare, le conclusioni di un processo delicato sotto molteplici punti di vista».
Ci sono tredici casi, secondo Matteo Salvini, simili a quello di Open Arms «che non risulta abbiano fatto scattare qualche Procura». Li elenca lo stesso vicepremier e leader della Lega nei capitoli “processo a un italiano” con cui ha aggiornato il suo libro.
Ieri pomeriggio nell’aula bunker del Pagliarelli si è conclusa la requisitoria del procuratore aggiunto Marzia Sabella e dei sostituti Calogero Ferrara e Giorgia Righi che hanno chiesto una condanna a 6 anni per sequestro di persona.
Poche ore dopo l’esponente di Governo ha pubblicato sui propri canali social un video: «Sono Matteo Salvini, nato a Milano il 9 marzo 1973, vicepresidente del Consiglio e ministro dell’interno da giugno 2018 a settembre 2019. Oggi – dice l’esponente della Lega – sono a processo e rischio il carcere perché in Parlamento la sinistra ha deciso che difendere i confini italiani è un reato».
Sempre nel video ricostruisce quanto successo in quei giorni: «Il 29 luglio 2019 una nave spagnola di una ong spagnola salpa da Siracusa diretta a Lampedusa, dove non arriverà mai. Improvvisamente cancella la destinazione dal diario di bordo e si dirige verso le coste libiche».
Dopo il video in cui si «dichiara colpevole di aver salvato l’Italia» Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle infrastrutture e trasporti e leader leghista vuole ancora il colpo di teatro. Il processo diventa, spiega oggi il Corriere della Sera, un modo per misurare la leadership dentro il Carroccio e soprattutto un modo per profilare anche eventuali futuri leader dentro la Lega. A ore, spiega il quotidiano, i tipografi riceveranno i file dei volantini, con citazione di frasi della requisitoria dei pm, che saranno distribuiti nelle centinaia di gazebo che il partito sta organizzando per i prossimi fine settimana.
Fino al 18 ottobre, data in cui la legale di Salvini, Giulia Bongiorno, terrà la sua arringa difensiva. E per quel giorno i parlamentari sono tutti convocati davanti al tribunale. Salvini stesso lo ha anticipato in un’intervista a Libero: «C’è una responsabilità politica della sinistra, che ha deciso di vendicarsi del sottoscritto mandandomi a processo. Un film già visto con Silvio Berlusconi e che stiamo vedendo — per certi aspetti — perfino con Donald Trump».
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