
L’aeroporto internazionale di Capodichino nel 2025 ha registrato, tra arrivi e partenze, un traffico di più di 13 milioni di passeggeri. Quello di Napoli è il quarto aeroporto in Italia per numero di passeggeri nel 2025, dopo Bergamo, Malpensa e Fiumicino. La portata dell’aeroporto di Napoli sembra destinata ad aumentare: secondo le stime dell’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) tra aeroporto e linee ferroviarie la città partenopea arriverà al flusso annuo di 22 milioni di visitatori entro il 2035. Proprio per garantire che questa ulteriore passo avanti nel settore del turismo, l’aeroporto di Capodichino resterà chiuso per tutto il mese di novembre del 2026 per “radicali e programmati interventi di riqualifica della pista, in conformità con le rigorose normative di settore e in linea con l’impegno prioritario di GESAC per garantire i massimi standard di sicurezza”, come si legge nel comunicato sul sito dello scalo.
Il piano prevede che le tratte più gettonate vengano momentaneamente traslocate all’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento. Tra i tanti, figurano i voli giornalieri per Milano Malpensa, Madrid, Parigi Orly e Dubai. Fermo restando la necessità e l’impellenza dei lavori di riqualifica, e benché il mese di novembre non rientri nell’alta stagione, lo stallo dello scalo aeroportuale per un intero mese ha suscitato non pochi dubbi tra gli addetti ai lavori nel settore del turismo. In particolare l’ABBAC (Associazione dei Bed&Breakfast ed Affittacamere della Campania), tramite un comunicato del suo presidente nazionale Agostino Ingenito, ha sollevato un interrogativo in merito a quei voli per cui non è previsto ufficialmente il dirottamento su Salerno. Il rischio è che queste tratte vengano sospese per tutto il periodo di chiusura dal 1 al 30 novembre. Pertanto l’ABBAC ha richiesto che la società che gestisce lo scalo partenopeo, la GESAC, renda pubblico un piano che per ciascuna compagnia aerea chiarisce quali voli saranno effettivamente traslati all’aeroporto di Salerno e quali invece verranno sospesi.
L’interrogativo più scontato poi riguarda il trasferimento dei passeggeri che atterrando a Salerno si dirigeranno verso Napoli, Pompei o la penisola Sorrentina. A tal proposito l’ABBAC ha portato all’attenzione della Regione Campania la necessità dell’incremento dei collegamenti dallo scalo di Salerno e gli altri centri di interesse turistico della nostra regione. Lo scenario ideale sarebbe una collaborazione con Trenitalia, Busitalia, Air Campania e il potenziamento del Salerno Airlink. La necessità di chiarezza però non si esaurisce al dirottamento dei voli. Come già sottolineato dall’ENAC, l’ABBAC ritiene essenziale che la GESAC renda pubblico un cronoprogramma ufficiale dei lavori, per evitare che il periodo di chiusura dello scalo sfori i 30 giorni previsti, o addirittura per velocizzare i lavori.
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