
Sono cominciati da poco più di una settimana i lavori di rifacimento dei binari nelle tre stazioni al capolinea della tratta metropolitana, e dunque della loro chiusura, della Linea 1 dell’Anm. Le proteste da parte di una grande componente di cittadini, interessati e penalizzati da questa decisione soprattutto in ambito lavorativo, sono partite in concomitanza con l’annuncio dello scorso mese dell’inizio dei lavori, e non accennano a placarsi.
Proprio ieri c’è stato un incontro con l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Cosenza. Il risultato? Un “no” secco a quasi tutte le proposte dei comitati.
Ricapitoliamo ciò che sta succedendo nella zona Nord di Napoli. Ad inizio del mese scorso Anm annuncia, con un discutibile preavviso di due settimane, l’inizio di lavori urgenti nelle ultime tre stazioni della metropolitana Linea 1, ossia Piscinola–Scampia, Chiaiano e Frullone, lavori che sarebbero durati per l’intera stagione estiva. Il danno per la chiusura delle stazioni della Linea 1, per pendolari e residenti, è stato subito identificato da cittadinanza e istituzioni, che hanno richiesto chiarezza in primis riguardo i servizi sostitutivi.
In tal caso, la risposta è arrivata. Deludente, ma è arrivata. Già, perchè se a fronte di un servizio di metro che conta 1000 posti prevedi dodici bus sostitutivi con 100 posti, non puoi aspettarti che il pubblico ti applauda. E infatti i comitati cittadini hanno fatto sentire ancor più forte le loro lamentele, tanto più perchè i precedenti storici ci dicono che un semplice servizio di bus sostitutivi si è più volte rivelato un flop.
Sabato scorso i comitati si sono fatti sentire in un presidio a Scampia, mentre ieri c’è stato un incontro con l’assessore dei Trasporti Cosenza, dove i comitati hanno esposto le loro proposte
“La delegazione, pur nel rispetto dei lavori a garanzia del trasporto in sicurezza, ha sottolineato innanzitutto il ritardo nella comunicazione delle chiusure, tardive sia nei riguardi dei cittadini che degli stessi lavoratori dell’Anm, spiazzando sia gli uni che gli altri, in uno stucchevole rimpallo di responsabilità tra Comune di Napoli ed azienda, che, alla fine, è gravato, grava e graverà almeno fino a settembre.
Ma la delegazione ha portato anche proposte concrete per il miglioramento della situazione, come, per esempio, continuare i lavori iniziati il 23 giugno scorso nelle ore notturne, in modo da lasciare attivo il servizio per l’intera tratta durante gli orari diurni, magari continuando con le già programmate chiusure anticipate e congelando i prolungamenti il venerdì ed il sabato per i prossimi tre mesi, dando anche più sicurezza agli operai impiegati per i lavori, i quali sarebbero in servizio in orari più adeguati rispetto alle altissime temperature a cui invece sono sottoposti in questo periodo, in cui, tra l’altro, è vietato lavorare con termometro oltre i 35 gradi”.
In alternativa, la delegazione ha proposto di “adeguare alle reali esigenze degli utenti soprattutto gli orari di servizio serale, in quanto la riapertura prevista dalle 21.30 a fine servizio è tardiva per tutti coloro i quali, e sono la stragrande maggioranza, hanno la necessità di tornare a casa dalle 17.30 in poi. Infine, tra le proposte della delegazione, la richiesta di aumentare il numero degli autisti dell’Anm, scorrendo la graduatoria di operatori d’esercizio, anche per dare alternative più concrete ai cittadini aumentando il numero degli autobus sostitutivi”.
Dall’assessore alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Cosenza non sono arrivate risposte soddisfacenti, almeno da quanto riportato dai comitati. L’assessore, ha in primis ammesso “lacune sulle comunicazioni relative alle chiusure, evidentemente previste da mesi e per cui hanno informato l’opinione pubblica solo pochi giorni prima”, ma ha, al contempo, “respinto le richieste della delegazione, eccetto quella sullo scorrimento della graduatoria di operatori d’esercizio e, quindi, sul miglioramento del servizio di superficie, anche perché potenziare gli autobus sostitutivi, considerando la mancanza di personale autista Anm, sta portando, di fatto, a ricadute e disservizi su altre linee aziendali”.
Gli esponenti della delegazione si dicono “insoddisfatti dell’esito dell’incontro, anche se l’assessore Cosenza ha aperto ad un tavolo permanente, congiuntamente all’Anm, per i futuri sviluppi sul trasporto pubblico locale napoletano, in quanto riteniamo essenziale il coinvolgimento preventivo di cittadini, utenti e lavoratori nelle scelte legate alla mobilità che modificano, spesso in peggio, la vita di tutti”.
Vedremo in futuro se l’istituzione di questo tavolo sia sintomo di una sincera volontà da parte dell’amministrazione di un coinvolgimento attivo della cittadinanza nel processo decisionale delle azioni legato alla mobilità,. o al contrario sia uno specchietto per le allodole, una vetrina per mostrarsi democratici all’opinione pubblica, nascondendo decisioni unilaterali che provocano danni gravi alla vita di tutti.
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