
Splendida, splendida Cipro. Certo, io sono fortunata: sono arrivata a Làrnaca la prima volta (tanto tempo fa …) nel fiore del tramonto che da quelle parti sa essere grande spettacolo, un’abbagliante scenografia che abbraccia tutta la fascia dei rossi, dei rosa dei fucsia dei viola degli azzurri. Solo Eros sa darti lo stesso straniamento e qui Eros è di casa.
Cipro è l’isola di Afrodite perché è nata qui, a Paphos la dèa dell’Amore, né si capirebbe dove altro sarebbe potuta nascere.
A Paphos tutto è predisposto per l’amore, a cominciare dai grandi albatri bianchi che passeggiano impettiti come dandies.
Ne hanno ragione, perché vivono davvero in paradiso. Un altro mito narra che Afrodite corse qui in aiuto del suo bellissimo amante Adone aggredito da un cinghiale selvaggio: per correre più rapidamente, dimenticò di indossare i sandali. ‘Per fortuna’ una spina le punse un piede e il suo sangue fece cambiare di colpo il colore delle rose dal bianco al rosso: ancora oggi ogni donna sogna la sua rosa rossa in pegno d’amore. In attesa, può andare alla grande ‘Petra tou Romniou’ a contemplare la roccia dietro la quale Afrodite prese vita dalla bianca spuma del mare.
Arrivare a Paphos, Patrimonio Unesco, da Nicosia non è facile perché gli alberi gareggiano con fiori sontuosi per distrarti, per trattenerti. Ma è bene resistere perché l’area di Paphos è una dolcissima miniera di antichità raffinate: penso al museo pavimentale della Casa di Dioniso di gusto romano (Piazza Armerina, in fondo, non è lontana) con scene di grande allusività erotica.
Non lontano, a Lara, il WWF ha realizzato con la collaborazione del Governo un progetto per la salvaguardia delle tartarughe marine.
Penso che l’educazione estetica di chiunque debba considerarsi incompleta senza un viaggio a Cipro perché l’isola tutta è regno di delizie inattese. Quante civiltà si sono incontrate qui! E’ possibile sentire espressioni in veneto ancora oggi, se, per esempio, cercate di comprare qualcuno dei prodotti dell’artigianato nell’antico mercato di Nicosia: merletti di gran classe, ricami d’antan, legni intarsiati.
Sono andata sul Troodos per amore del verde intenso, sono andata per innamorarmi degli angeli bizantini, sono andata per rendere omaggio ad Elena (sì, Lei), la bella che a Platres non dormiva a cagione del canto degli usignoli, come scrive Giorgio Seferis, e mi sono definitivamente convinta con lui, il grande poeta greco, che Cipro è l’unico luogo dove il miracolo funziona ancora.
di Jolanda Capriglione
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