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Cipro della Bellezza

Redazione Informare
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10 maggio 20226 min di lettura

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Cipro della Bellezza
Se il Mediterraneo ha un cuore, il suo nome è Cipro. Non c’è dubbio: basta andare anche una sola volta in quest’isola fortunata per capire, sentire, con il cuore prima ancora che con la mente, che l’eredità di Antiochia e Smirne, Seleucia e Alessandria è qui, nel verde intenso del Troodos glassato dall’azzurro senza fine del più sontuoso angolo di Mare Egeo.
Cipro è al centro di tutto perché una straordinaria posizione geografica ne ha fatto punto di approdo naturale per le genti, i popoli che da sempre hanno la loro casa nel Mediterraneo: basta avere il ‘privilegio’ di poter gustare la cucina cipriota per capire quanta storia, quanta ricchezza c’è in questo popolo che da tutti ha saputo prendere un aroma, un colore, un sapore. Una cucina ricca e festosa dove un’insalata greca e un riso armeno si alternano ad un dolce turco e un dessert veneziano, pur mentre tutti sono diventati ciprioti. Insomma Cipro, la fascinosa Cipro è un universo, è un unicum dove si incontrano, si scontrano, si fondono e si confrontano tutte le culture del Mediterraneo in un continuum dialettico che proprio nella complessità trova la ragione della sua ricchissima identità.
A Cipro si può parlare greco, turco, arabo, armeno o, perché no? italiano (come nella vecchia Nicosia), si può essere ortodossi, musulmani o cattolici, maroniti o animisti: a Cipro si è ciprioti e si sa che questo è un regalo della storia e della geografia.
Per millenni qui le lingue e i costumi, le tradizioni e le religioni si sono fatte armonica polifonia che ha regalato al popolo cipriota una ricchezza umana e culturale davvero singolari per fascino e vivacità. Prima di conoscere Cipro ed i ciprioti usavo anch’io, come molti, parlare di ‘comunità greco-cipriota’ e ‘comunità turco-cipriota’, ma questo non mi è più possibile dopo essere stata in quest’isola felice dove ogni cosa, ogni strada, ogni monumento parla di storia ‘cipriota’ che al suo interno ha tutte le importanti diacronie della differenza: ha ragione chi ritiene che se i problemi di Cipro fossero stati affidati ai ciprioti (come sembrerebbe ‘logico’), oggi sarebbero già stati risolti.

Splendida, splendida Cipro. Certo, io sono fortunata: sono arrivata a Làrnaca la prima volta (tanto tempo fa …) nel fiore del tramonto che da quelle parti sa essere grande spettacolo, un’abbagliante scenografia che abbraccia tutta la fascia dei rossi, dei rosa dei fucsia dei viola degli azzurri. Solo Eros sa darti lo stesso straniamento e qui Eros è di casa.

Cipro è l’isola di Afrodite perché è nata qui, a Paphos la dèa dell’Amore, né si capirebbe dove altro sarebbe potuta nascere.

A Paphos tutto è predisposto per l’amore, a cominciare dai grandi albatri bianchi che passeggiano impettiti come dandies.

Ne hanno ragione, perché vivono davvero in paradiso. Un altro mito narra che Afrodite corse qui in aiuto del suo bellissimo amante Adone aggredito da un cinghiale selvaggio: per correre più rapidamente, dimenticò di indossare i sandali. ‘Per fortuna’ una spina le punse un piede e il suo sangue fece cambiare di colpo il colore delle rose dal bianco al rosso: ancora oggi ogni donna sogna la sua rosa rossa in pegno d’amore. In attesa, può andare alla grande ‘Petra tou Romniou’ a contemplare la roccia dietro la quale Afrodite prese vita dalla bianca spuma del mare.

Arrivare a Paphos, Patrimonio Unesco, da Nicosia non è facile perché gli alberi gareggiano con fiori sontuosi per distrarti, per trattenerti. Ma è bene resistere perché l’area di Paphos è una dolcissima miniera di antichità raffinate: penso al museo pavimentale della Casa di Dioniso di gusto romano (Piazza Armerina, in fondo, non è lontana) con scene di grande allusività erotica.

Non lontano, a Lara, il WWF ha realizzato con la collaborazione del Governo un progetto per la salvaguardia delle tartarughe marine.
Penso che l’educazione estetica di chiunque debba considerarsi incompleta senza un viaggio a Cipro perché l’isola tutta è regno di delizie inattese. Quante civiltà si sono incontrate qui! E’ possibile sentire espressioni in veneto ancora oggi, se, per esempio, cercate di comprare qualcuno dei prodotti dell’artigianato nell’antico mercato di Nicosia: merletti di gran classe, ricami d’antan, legni intarsiati.

A Nicosia è facile perdersi nella storia perché di qui sono passati tutti e tutti hanno lasciato il segno: basta entrare in un Museo o semplicemente passeggiare per le strade. Le mura veneziane, che risalgono al 1570, abbracciano la città per tre miglia con undici bastioni ad intervelli regolari: ma anche Cipro ha dato molto a Venezia!
Dovunque ti giri, c’è storia: da una parte Larnaca, l’antica Cizio, patria di Zenone, fondatore della Scuola Stoica, dall’altra parte c’è il fantastico Kurion, un grande anfiteatro dalla scena infinita, fatta di mare e cielo.
Nel cuore dell’isola domina il Troodos, gran monte verde dove l’inverno si va a sciare o ad ammirare i tanti monasteri bizantini, (Patrimonio Unesco), i loro superbi cicli pittorici (splendidi!), ad assaggiare il miele, il miele che gocciola su un bianco formaggio ‘halloumi’, i deliziosi dolci al sesamo, alle mandorle …

Sono andata sul Troodos per amore del verde intenso, sono andata per innamorarmi degli angeli bizantini, sono andata per rendere omaggio ad Elena (sì, Lei), la bella che a Platres non dormiva a cagione del canto degli usignoli, come scrive Giorgio Seferis, e mi sono definitivamente convinta con lui, il grande poeta greco, che Cipro è l’unico luogo dove il miracolo funziona ancora.

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di Jolanda Capriglione

Tags
  • #cipro
  • #Patrimonio Unesco
  • #WWF
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