
Un tuono sul comune di Castel Volturno e su Cittadella scolastica, l’impianto da 31,8 milioni di euro finanziato dal Pnrr per affrontare la difficile situazione delle strutture scolastiche.
È scattato il maxi-sequestro ai danni dell’ex funzionario a capo dell’Ufficio tecnico comunale e alcuni dipendenti comunali, accusati di un danno patrimoniale dal valore di 214.053,33 euro.
Prima di entrare nel merito della notizia in sé, occorre fare una riflessione su come una conferma dell’illecito potrebbe avere risvolti molto più estesi.
Castel Volturno ha collezionato nella passata amministrazione un record di 442 milioni di euro di lavori pubblici tra progetti del Pnrr, riqualificazione dei beni confiscati e finanziamenti regionali. Parliamo di un totale di potenziali 100 opere pubbliche da seguire, in un ufficio tecnico che aveva una dotazione di 4 persone.
Addirittura all’epoca è stato lo stesso ufficio tecnico (che oggi sarebbe incriminato) a denunciare la possibile perdita di gran parte dei finanziamenti, inviando una missiva all’attenzione della Prefettura di Caserta. L’ufficio lasciava intendere che a sancire il fallimento della naturale prosecuzione dei finanziamenti era l’intervento della classe politica che componeva la passata giunta comunale.
Ora l’occhio della Giustizia è rivolto proprio all’ex dirigente all’ufficio tecnico del comune ed alcuni dipendenti, ma con queste premesse si capisce bene che il rischio è molto più grande. Cittadella è il più grande finanziamento del Pnrr nel Sud Italia per il settore scolastico, ma quello stesso ufficio ha gestito moltissimi altri lavori, al punto che si è arrivati al rischio “esplosione“.
Nei fatti il territorio non ha visto alcuna nuova opera realizzarsi, così ci chiediamo come sia possibile che un comune capace di intercettare 400 milioni di euro di finanziamenti non sia riuscito ad inaugurare una sola opera. Quante di quelle risorse oggi sono a rischio?
La gestione ha riguardato una mole di denaro e di lavori che è impossibile non andare oltre la mera notizia di oggi.
I soggetti avrebbero beneficiato di incentivi non dovuti per la realizzazione della cittadella in questione e per altre opere pubbliche. Un comportamento definito dalla Guardia di Finanza come: “Inquinato da evidenti conflitti d’interesse” che ha condotto al sequestro conservativo avvenuto stamane.
Al centro dell’operazione condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria, coordinata dalla Procura e dalla Corte dei Conti, ci sarebbe la gestione irregolare di incentivi, finalizzati a favorire terzi. Scardinato quindi un presunto meccanismo illecito, con il quale, sarebbero stati predisposti gli atti necessari all’autoliquidazione degli incentivi.
L’appalto è stato vinto dal Consorzio Stabile Unyon s.c.a.r.l con sede legale e operativa a Scafati (SA), che stava già procedendo ai lavori nell’area destinata lungo la Domiziana, nella direzione del centro cittadino.
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