
Prima di riportare il comunicato, spieghiamo cos’è avvenuto oggi. Il 22 Gennaio alle ore 17:09 arriva alla mail di redazione (redinformare@gmail.com) uno scritto che recita: “Egr. Responsabili testate giornalistiche. Siamo un gruppo di cittadini stanchi della situazione in cui versa Castel Volturno in particolare le periferie. Siamo stanchi di vedere di essere stati illusi per l’ennesima volta da una amministrazione che sta scoprendo piano piano il suo vero volto. Per ora però, anche per paura di ritorsioni, preferiamo rimanere nell’anonimato. Vi chiediamo pertanto, se volesse essere così gentili da divulgare a mezzo stampa questa nostra lettera aperta, in modo da far sì che le nostre voci si sentano. non creda che siamo pochi, il dissenso verso questa amministrazione è la maggioranza silenziosa del paese. La ringraziamo molto per ciò che potrete fare per noi. Vi preghiamo di inviarci link dell’articolo, qualora sarà pubblicato sulla vostra testata“.
Non vi è logo né nominativo, solo una firma in calce “Cittadini Liberi di Castel Volturno“. Per dovere di cronaca pubblichiamo la missiva, invitando i lettori a fare tesoro della premessa iniziale dato che si tratta di un evento singolare ed inedito (al momento). Per ora il sedicente Comitato non ha reso pubblico nulla sui social o stampa, specificando nella mail la volontà di restare anonimi per evitare ripercussioni.
Di seguito si riporta integralmente la mail inviata alla nostra redazione e, presumiamo, alle altre testate casertane.
“È clima di festa, in questi giorni, a Castel Volturno. È stato approvato, dopo ben 82 anni, il piano urbanistico comunale, fra brindisi, celebrazioni di vario genere, anche discutibili, “ricchi premi e cotillons”. Come si può notare dai social network infatti, l’amministrazione ha organizzato un piano di festeggiamenti che nulla ha da invidiare al capodanno cinese o al matrimonio di Anant Ambani.
In effetti pare che questi giovani amministratori siano particolarmente propensi ad eventi conviviali in cui non mancano brindisi alla nostra e alla loro (ma soprattutto alla loro) salute. Sia chiaro, il puc è senz’altro un passo avanti per la città, ma che spinge ad una riflessione doverosa ed a un primo bilancio di questi sei mesi sotto la guida di Pasquale Marrandino. La prima riflessione è che probabilmente, anzi, sicuramente, questo Puc sarebbe stato approvato esattamente così com’è anche nel caso in cui a vincere le elezioni sarebbe stata Anastasia Petrella. Infatti, il progetto, partito durante l’era Russo di cui Anastasia era assessore, è rimasto sostanzialmente invariato.
Ci chiediamo se su altri temi, una giunta di colore politico diverso si fosse comportata differentemente. Se Pinetamare viene tirata a lucido, altrettanto non si può dire per le periferie, zone in cui il cambio di passo, purtroppo, ancora non si è visto, ma anzi, sembra di essere rimasti ai tempi della precedente amministrazione. Se per l’assessore ai lavori pubblici, infatti, posizionare un faretto con accensione automatica davanti a un passaggio pedonale è un grande risultato (tanto da sfilare sull’attraversamento a favore di telecamera) diciamo che i cittadini di destra volturno si aspettavano qualcosa in più.
Ci risulta infatti che questo sia stato l’unico intervento svolto in sei mesi dal responsabile dei lavori pubblici nonché vicesindaco nella zona periferica (e già dimenticata), mentre le strade continuano ad essere un colabrodo e in caso di pioggia, dei veri e propri laghi. Ci ricordiamo bene cosa diceva il sindaco, in campagna elettorale, per giustificare la totale assenza del Comune su destra Volturno; “una noce nel sacco non fa rumore”, era il motto di Marrandino per far capire che un solo consigliere esponente di destra Volturno non bastava a convincere l’allora sindaco a fare qualcosa per la zona.
Ora, di noci, ce ne sono tre: ben tre consiglieri sono stati infatti eletti con i voti di destra Volturno eppure non sono in grado neanche di garantire l’illuminazione pubblica sulla consortile, per non parlare del degrado e della viabilità. Se da un lato possiamo comprendere l’indifferenza di Natale per questa periferia, zone in cui non ha raccolto consensi, il silenzio dei tre consiglieri ci lascia piuttosto perplessi al punto da pensare che forse, fa comodo così anche a loro.
Ma al di là degli scarsi per non dire nulli risultati ottenuti nelle periferie, crediamo sia doveroso spendere due parole proprio sull’incarico conferito all’architetto Natale: era proprio necessario concedere l’assessorato ai lavori pubblici a chi detiene uno dei più grandi impianti di smaltimento di materiali di risulta della zona? Materiali che provengono dai cantieri, quindi. A nessuno, opposizione compresa, è balenata l’idea che ci fosse un leggero conflitto di interessi?
Magari formalmente l’architetto si sarà dimesso dalla azienda di famiglia, ma le perplessità rimangono e la famiglia resta sempre la famiglia. E proprio sul conflitto di interesse e sul familismo che ci vogliamo spingere a fare un’altra riflessione: come tutti sanno, presso il parco urbano di Pinetamare (parco urbano la cui apertura ha avuto la stessa eco mediatica della riapertura della cattedrale di Parigi) si è svolto il mercatino natalizio, con le casette di legno noleggiate a 100/150 euro al giorno ai negozianti da parte della società che ha avuto l’incarico dal Comune di organizzare l’evento.
Società peraltro specializzata in organizzazione di matrimoni e non di fiere e mercatini. I cittadini sanno che tale società appartiene alla sorella di un altro esponente di spicco della giunta comunale? Possibile – domanda retorica – che l’ottimo assessore al ramo, Andrea Scalzone (il quale doveva essere eletto secondo i piani di chi muove le fila dell’amministrazione, per poi essere “ripescato” in giunta) non lo sapesse? Cosa c’è dietro questa scelta?
Potremmo andare oltre e affrontare il tema dell’amichettismo, ma meglio fermarci qui, almeno per ora. L’amministrazione sappia però, che da ora in avanti, c’è chi saprà guardare sotto al tappeto e non si lascerà sfuggire nulla del suo operato, nella speranza che questo tipo di storture vengano ricomposte e non si verifichino più”.
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