
Ha dell’incredibile ciò che è successo nella seduta del 24 aprile della Commissione Affari Costituzionali. Su un emendamento del M5S sul ddl Calderoli sull’autonomia differenziata, la Lega – il partito che questa riforma l’ha proposta – diserta la votazione, facendo passare l’emendamento con 10 voti a favore contro 7 contrari. Il presidente Pagano, però, non accetta l’esito della votazione – nella stessa misura in cui un bambino che perde non accetta la sconfitta e fa ripetere il gioco – e decide, a dispetto di ogni parte del regolamento, di ripetere la votazione il prossimo venerdì.
La modifica in questione sul disegno di legge dell’autonomia differenziata è un emendamento a prima firma della deputata M5S Carmela Auriemma che eliminava la parola “autonomia” dal primo comma del primo articolo del disegno di legge in esame. Il testo, presentato dal M5S, va ad incidere sull’enunciazione dei principi di “indivisibilità e autonomia” che la proposta di legge si propone di rispettare, sopprimendo le parole “e autonomia”. La votazione si è svolta in assenza dei deputati della Lega. Sconosciute finora le cause di questa assenza, che presumibilmente ragguaglia sulla poca convinzione della maggioranza su tale riforma. Tragicomico, però. per non dire ridicolo, che tale titubanza provenga da quella sponda della maggioranza, la Lega, che questa riforma l’ha scritta e la sta portando avanti.
Ciò che fa notizia, ancor più forse della dell’assenza del partito firmatario della riforma sull’autonomia differenziata, è la decisione del presidente, in deroga a qualsiasi normativa, di ripetere la votazione, poichè – a detta della maggioranza – la votazione non era stata proclamata.
Peccato però che, come spiega Alfonso Colucci, deputato del M5S della suddetta Commissione, a verificare e proclamare la votazione non dev’essere il presidente, ma il segretario, il quale aveva appunto certificato i 10 voti a favore e i 7 contrari. Come se non bastasse, l’idea di ripetere la votazione due giorni dopo, magari con la partecipazione dei deputati della Lega, è anch’essa illegittima. Il regolamento prevede infatti – come spiega ancora l’On. Colucci – che una ripetizione può svolgersi solo in caso di grave irregolarità, che non c’è stata, e che in caso di ripetizione della votazione questa debba essere effettuata rebus sic stantibus, nelle medesime condizioni della precedente, vale a dire senza la partecipazione dei deputati della Lega.
Il quadro esaustivo della faccenda si traduce citando le dichiarazioni dell’On. Maria Elena Boschi, intervenuta sulla questione, che ha dichiarato: “in sfregio alle regole, la maggioranza si comporta in modo infantile: perde la partita e si porta via il pallone“.
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