
Da prima donna sindaco di Città del Messico a prima presidente donna del Messico, Claudia Sheinbaum sta facendo la storia. Comunque vada il suo percorso politico, è già riuscita in un’impresa quasi impossibile: considerando il patriarcato profondamente radicato in Messico, la nuova presidente donna ha abbattuto ogni limite. Secondo i dati, la sessantunenne Sheinbaum ha ottenuto il 60% dei voti superando di circa 30 punti percentuali la sua principale avversaria del partito di opposizione, Xòchitl Gàlvez.
“Ringrazio i milioni di donne e uomini messicani che hanno deciso di votare per noi in questo giorno storico per il riconoscimento del nostro progetto di trasformazione”. Queste le parole della prossima presidente del Messico alla notizia della vittoria. Candidata di MORENA, il partito del presidente uscente Andrés Manuel López Obrador (conosciuto anche con l’acronimo AMLO), la Sheinbaum dovrà affrontare numerose problematiche durante il suo mandato.
Tra la forte immigrazione, la costante lotta al narcotraffico ed un’economia che ha bisogno ancora di crescere, Claudia Sheinbaum ha una delicata “eredità” politica e sociale da gestire. “Abbracci, non proiettili“_ questa è la strategia che la futura presidente porterà avanti (seguendo la scia di AMLO), al contrario di ciò che avrebbe fatto la sua avversaria Gàlvez, dichiarando che “gli abbracci per i criminali sono finiti“. Riuscirà questa nuova presidente a sradicare il problema della violenza dei cartelli messicani, o almeno a contenerlo?
Classe 1962, Claudia Sheinbaum è conosciuta come la “Doctora” (la dottoressa), per il suo brillante percorso accademico. Infatti, è una fisica con un dottorato in ingegneria energetica. Inoltre, ha preso parte al gruppo di scienziati del clima delle Nazioni Unite, l’IPCC, che ha ricevuto un premio Nobel per la pace nel 2007. Claudia Sheinbaum non è solo la prima presidente donna ad essere eletta in Messico, ma anche la prima donna ebrea che deve le sue origini all’emigrazione dei suoi nonni materni dall’Europa, per sfuggire all’Olocausto.
Il suo attivismo nel mondo della politica comincia nei suoi anni universitari, passando dall’Università nazionale autonoma del Messico (UNAM), dove ha conseguito la laurea, fino all’Università californiana di Berkeley. Dopo il master è ritornata per il dottorato all’UNAM e negli anni 2000, dopo anni di attivismo contro la privatizzazione dell’istruzione pubblica, entra ufficialmente in politica.
Viene nominata segretaria all’ambiente di Città del Messico da Obrador, per poi dimettersi nel 2006 e dedicarsi allo studio dell’energia. Successivamente, come anticipavamo prima, il suo team riceverà il Nobel per la pace nel 2007. Qualche anno dopo, nel 2015 torna in politica e diventa la prima donna eletta capo del distretto di Tlalpan, a Città del Messico. Nel 2018 diventa capo di governo dell’intera città (Città del Messico), fino al 2023, quando lascia l’incarico per candidarsi alla presidenza.
“Per la prima volta in 200 anni della repubblica diventerò la prima donna presidente del Messico. Immaginiamo un Messico plurale, diversificato e democratico. Il nostro dovere è e sarà sempre quello di prenderci cura di ogni messicano, senza distinzioni“: queste le parole del discorso della vittoria della prossima presidente Sheinbaum. Ma qual è la sua direzione politica?
Molti in Messico si aspettano che segua in maniera indiscutibile la stessa direzione del suo predecessore, AMLO, ma Claudia Sheinbaum ha chiarito che, nonostante i principi che seguirà siano gli stessi, non ci sarà alcuna interferenza nella sua amministrazione da parte di Obrador. Sheinbaum ha poi promesso di mantenere la politica della Quarta Trasformazione, garantendo l’austerità fiscale e finanziaria, così come vari programmi sociali attuati nell’attuale amministrazione e altri grandi progetti infrastrutturali.
Nel suo mandato, Obrador ha ridotto gli eccessi della burocrazia e migliorato le condizioni di vita dei lavoratori agricoli e delle popolazioni indigene. Inoltre, ha portato la povertà ad una riduzione del 6%. Ma se da una parte AMLO ha trovato successo sulla questione povertà, dall’altra rimane un grande interrogativo sulla questione sicurezza. L’obiettivo della Sheinbaum sarà proprio questo: arrivare ad un netto miglioramento della sicurezza e ad un controllo maggiore del narcotraffico, o almeno questo è quello che sperano e si aspettano i cittadini messicani.
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