
“Non deve esservi luogo che non sia passione; lungo le ribollenti terre bagnate da sale e da solitudine sovente pianta le radici un piccolissimo petalo. Crescendo fra le più ostinate idee ed i più resistenti costumi si alza per regalare quella leggera brezza di sollievo ed un poco d’ombra dalle boccheggianti giornate della vita”. In un’area metropolitana assai complessa e sfaccettata come quella dei Quartieri Spagnoli sta pian piano crescendo una piccola perla che sta col tempo divenendo sempre più lucente. La Fondazione FOQUS è un progetto che parte dalla rigenerazione dell’Istituto Montecalvario, un complesso di circa 10.000 mq situato nell’area dei Quartieri Spagnoli di Napoli fondato nel 1560 dalla gentildonna napoletana Maria Ilaria D’Apuzzo.
Dopo esser stato lasciato per decenni alla più totale incuria, il complesso viene rilevato nel 2014 dando così inizio al progetto. FOQUS ha allora promosso un percorso di riqualificazione della struttura formando gruppi di giovani verso esperienze di auto-imprenditorialità per creare nuova occupazione, costruire nuove imprese cooperative, ospitare imprese indipendenti, pubbliche e private, tutte impegnate nei campi della formazione, dell’istruzione, delle industrie culturali e creative e dei servizi alla persona. Affermatasi ormai come importante realtà sul territorio, la Fondazione FOQUS si è recentemente vista riconoscere il premio “Robert F. Kennedy Human Rights Italia 2023″; conferito ogni anno a persone, organizzazioni e istituzioni che si siano distinte nella difesa dei diritti umani. In virtù degli importanti risultati ottenuti da FOQUS, la Redazione di Magazine Informare ha avuto l’opportunità di intervistare Rachele Furfaro, presidente della Fondazione e fautrice, insieme ai suoi collaboratori, di un piccolo miracolo sociale.
«Il nostro lavoro, costruito negli anni, sta portando risultati che possiamo dire stupefacenti poiché quando abbiamo posto la prima pietra dieci anni fa non immaginavamo di poter realizzare tutto questo in così poco tempo. Oggi possiamo parlare di una realtà sui Quartieri Spagnoli che ospita più di 1200 persone tra giovani, ragazzi e bambini che vengono qui per giocare, studiare e formarsi. Siamo riusciti a creare un piccolo miracolo perché i Quartieri Spagnoli sono un’area socialmente molto fragile: una periferia anomala perché posta proprio nel cuore della città» ha spiegato la dottoressa Furfaro.
«Il merito di questo lavoro non è però solo mio poiché appena mi sono resa conto delle infinite opportunità che offriva la struttura ho subito chiamato il dottor Quaglia, attuale direttore della Fondazione, ed insieme abbiamo provato ad immaginare cosa questo spazio potesse diventare. Siamo partiti da un’area di circa 10.000mq ma oggi, dopo aver annesso un edificio che apparteneva in passato al complesso, possiamo disporre di oltre 17.000mq. Qui nella struttura possiamo vantare ben 21 diverse realtà come per esempio un asilo nido, il primo nei Quartieri Spagnoli, una scuola per l’infanzia, una scuola primaria ed una scuola secondaria di primo grado. Ospitiamo inoltre il centro ARGO che si occupa di ragazzi che vivono in condizioni di disabilità oltre che disporre poi di un ristorante, di una pizzeria ed un bar. In estate viene adibito uno spazio cinematografico dove vengono proiettati dei film ed in inverno lo stesso spazio è utilizzato per allestire delle mostre d’arte» continua ancora la Furfaro.
Infine, poi conclude: «Il nostro lavoro è stato quello di ascoltare gente: abbiamo provato ad accogliere i loro bisogni ma soprattutto i loro sogni poiché siamo convinti che in realtà sociali così complicate troppo spesso i sogni e le aspirazioni personali vengano soffocate dal contesto all’interno del quale si vive. Tutto ciò che ha fatto la Fondazione FOQUS è stato semplicemente dare forma ai sogni della gente dei Quartieri Spagnoli».
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