
Benito Mussolini, Bettino Craxi e Silvio Berlusconi: tre nomi pesanti e ingombranti della storia contemporanea italiana degli ultimi 100 anni. Tre leader politici che hanno unito e poi spaccato il Paese in due, tra ammiratori nostalgici e feroci oppositori. Un confronto sui tre destini che molto hanno in comune: ascesa e declino, culto della personalità e controllo dei media.
La storia politica italiana è stata plasmata da figure carismatiche e controverse che hanno influenzato profondamente il corso del Paese. Ma prima di parlarne, una nota curiosa. Ci avete mai fatto caso di quando sentivamo parlare i nostri avi dell’epoca del ventennio? In particolare, vi ricordate dell”espressione “Quando c’era lui” riferito al Duce? Questa frase viene utilizzata evocando sentimenti di nostalgia, rimpianto o desiderio di ritorno a quel periodo. I nostri genitori, invece, ricordavano benissimo il periodo craxiano. Stiamo parlando dei centralissimi anni 80′, quegli anni di crescita economica, polarizzazione politica, di riforme e di attivismo sociale e culturale. Sono stati anche gli anni del terrorismo, di Brigate Rosse e dei gruppi di estrema destra.
Tre personalità emergono come pilastri della politica italiana moderna: Benito Mussolini, Silvio Berlusconi e Bettino Craxi. Questi tre uomini, sebbene con ideologie e posizioni in contesti storici diversi, hanno condiviso una serie di similitudini nella loro ascesa e caduta politica. Esplorare le loro storie politiche e personali ci offre una prospettiva unica su come il potere e la politica possono plasmare il destino di un paese.

Benito Mussolini, fondatore del fascismo italiano, salì al potere nel 1922 e divenne il leader indiscusso del regime totalitario fascista. Bettino Craxi, leader del Partito Socialista Italiano, divenne il primo socialista a ricoprire la carica di Primo Ministro italiano negli anni ’80. Silvio Berlusconi, magnate dei media e uomo d’affari, ha fondato il suo partito politico, Forza Italia, negli anni ’90, trasformandosi nel più ricco e potente politico italiano. Tutti e tre i leader sono riusciti a sfruttare abilmente il potere delle parole e delle promesse catturando l’attenzione del popolo italiano e conquistando, o con la forza o con il voto, il consenso elettorale. C’è chi li chiama statisti, chi li ha consegnati all’inferno.
Indubbiamente oggi li riteniamo come tre personaggi che hanno inevitabilmente segnato nel profondo il nostro Paese, hanno unito in un sogno le sorti di un popolo spesso incantato e accondiscendente. Poi lo hanno tradito con i loro da destini da compiere, con i loro errori causati da specifiche condizioni storiche.
Mussolini ha cercato di forgiare un’identità nazionalista attraverso la promozione del culto della personalità e della propaganda fascista. Con il regime fascista, l’Italia ha conosciuto l’alleato nazista, le leggi razziali, la guerra. Azioni che hanno contribuito a spaccare la società tra coloro che lo sostenevano e coloro che si opponevano al suo regime. Bettino Craxi è stato un personaggio di grande carisma e abilità politica, ma la sua carriera è stata segnata da scandali di corruzione che hanno minato la fiducia nella politica e nelle istituzioni. Craxi e il suo Partito Socialista Italiano (PSI) sono stati coinvolti in un vasto sistema di tangenti e finanziamenti illeciti, che hanno creato divisioni tra coloro che li consideravano come un’opportunità di progresso economico e coloro che li vedevano come un’onta per la democrazia e l’integrità delle istituzioni. Berlusconi, a priori, è stato l’inventore del bipolarismo in politica: liberali contro comunisti.
Come imprenditore mediatico e politico, ha dominato la scena politica italiana per diversi decenni. La sua ascesa al potere ha generato divisioni profonde nel paese. Da un lato, i suoi sostenitori ammiravano le sue promesse di prosperità economica, la sua abilità comunicativa e la sua immagine di imprenditore di successo. Berlusconi ha saputo portarci dentro il suo mondo grazie alla rivoluzione delle antenne televisive. Dall’altro lato, i suoi critici lo accusavano di conflitto di interessi, manipolazione dei media e di aver indebolito la democrazia italiana, processi, accuse, scandali. La sua leadership è stata caratterizzata da tensioni e polarizzazioni politiche.

Le divisioni create da queste figure politiche si riflettono ancora oggi nella società italiana, e l’eredità politica di ciascuno di loro continua a essere oggetto di dibattito e analisi critica. Sono storie in cui i comuni denominatori sembrano essere uguali per tutti e tre: incanto e tradimento. In mezzo, il grande rumore di pentole che è la storia stessa. Tre personaggi che hanno lasciato un rumore capace di attraversare tutti questi anni ed arrivare perfino a ricoprire un ruolo simbolico nei nostri tempi.
Mussolini, Craxi e Berlusconi hanno dimostrato una notevole abilità nel capitalizzare il potere dei media per plasmare l’opinione pubblica al fine di consolidare il loro potere politico. Siano essi giornali o televisioni. Oggi trovano spazio sui social e sulle piattaforme attraverso meme, post commemorativi, video di repertorio su YouTube, pagine dedicate. Storie che ci hanno propinato al liceo e poi all’università. Storie di un passato non molto lontano, epitaffi che ancora oggi e domani faranno rumore e continueranno a dividere, ad aumentarne quell’insano fascino verso i leader.
Tanto da sentire ancora per strada i loro nomi con un velo di malinconia, nonostante tutto. Se i nostri nonni, tra nostalgia e avversione, ci hanno raccontato di Mussolini e i nostri genitori in egual modo ci parlano di Craxi, a noi millenials toccherà spiegare non molto tardi di Silvio Berlusconi.

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