
Nato nel 1988 negli stati uniti d’America, si celebra oggi il Coming Out Day. Una ricorrenza con il quale la comunità LGBTQIA+ celebra l’importanza del Coming Out.
Partiamo con il definire bene la differenza tra Coming Out ed Outing, due termini e due “pratiche” che vengono abbondantemente confuse o sovrapposte.
Il Coming Out, letteralmente “venire fuori”, è la decisione di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità sessuale. Questo quindi definisce bene che fare “Coming Out” non significa solo definirsi omosessuali, ma affermare con consapevolezza la propria sfera sessuale e la propria identità. Il Coming Out è quindi un atto che fa la persona stessa, quando ritiene opportuno farlo e con chi ritiene opportuno farlo.
Per Outing invece si intende l’atto di rivelare l’identità sessuale o l’orientamento sessuale di una persona anche la sua volontà.
Da i Moti di Stonewall, che hanno dato inizio al così detto orgoglio gay, ad oggi ne è passato di tempo, ma possiamo e dobbiamo definire il Coming Out come un vero e proprio atto politico.
È facile nascondersi dietro l’idea che ognuno nel suo letto può fare quello che vuole, che ognuno può amare chi vuole, che nella società attuale non serve per forza sbandierare il proprio orientamento sessuale. Ma siamo sicuri che sia proprio così?
Ci sono luoghi, situazioni, in cui è ancora difficile fare Coming Out, pensiamo per esempio allo sport ed in particolare al calcio. Nell’industria cinematografica e musicale, almeno in Italia, fare Coming Out non è così facile ed immediato, si pensi per esempio a Tiziano Ferro o a Gabriel Garko e il suo famoso “segreto di Pulcinella”, costretto a nascondersi per non perdere la sua “virilità” e la sua fama di sex symbol.
Allo stesso tempo ci sono persone, anche di una certa rilevanza, che hanno scelto di trasformare il proprio Coming Out in un atto politico, dichiarando il proprio orientamento o la propria identità sessuale in maniera netta e pubblica.
Se allarghiamo lo sguardo ricordiamo David Bowie e Elton John, icone pop. Kristen Stewart ha utilizzato il suo coming out pubblico per lanciare un messaggio all’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Tom Daley, tuffatore americano, ha acceso il riflettori su questo “tema” anche nel mondo dello sport.
Alcuni dei luoghi preferiti per fare Coming Out sono sicuramente i social.
Tra Instagram, Tik Tok e Twitter sono tantissime le persone che ogni giorno si definiscono e definiscono il loro orientamento sessuale attraverso i social.
Ricordo perfettamente il video con il quale Guglielmo Scilla (in arte Willwosh uno dei primi youtuber ad ottenere grande successo) ha fatto Coming Out come uomo gay! Più recentemente ricordiamo il coming out come uomo trans di Elliot Page.
In un mondo che ancora non garantisce pieni diritti alle persone con un diverso orientamento sessuale (ma poi diverso da cosa?) e in particolare in una paese come l’Italia in cui “avete già le unioni civili”, abbiamo ancora bisogno di celebrare giornate come queste.
Il Coming Out è un atto potente, consapevole, che pone al centro la persona e che la definisce nella sua interezza.
Il Coming Out oggi fa ancora paura, perché definirsi persona omosessuale, trans o semplicemente non etero ti pone sicuramente su un livello diverso, potremmo dire un livello più basso. Ti espone a critiche, ti garantisce, purtroppo, meno diritti.
Per questo abbiamo ancora bisogno di questo tipo di celebrazione, per fare in modo che fare Coming Out non renda quella persona una persona di serie B.
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