
Ormai sembra essere un grande classico: l’arrivo del caldo torrido in provincia di Caserta ha portato con sé una nuova ondata di black out, lasciando interi comuni al buio e alimentando la protesta della popolazione sui social. I guasti, molto banalmente, potrebbero essere riconducibili alle alte temperature di queste ore. Il surriscaldamento eccessivo dei giunti della rete ne ha ostacolato le prestazioni, rendendola incapace di reggere la forte domanda generata dagli impianti di condizionamento.
Nelle ultime 48 ore, i territori di Capua, Santa Maria Capua Vetere, Curti, San Prisco, Casapulla e persino il capoluogo Caserta hanno dovuto fare i conti con ripetuti blackout, attribuiti a un guasto della rete Enel.
Le conseguenze per i residenti sono le seguenti: famiglie con anziani e bambini, pazienti costretti a dipendere da dispositivi medici salvavita o da farmaci che richiedono refrigerazione, hanno vissuto ore senza elettricità. Nel frattempo, commercianti e artigiani hanno denunciato perdite economiche ingenti, con intere giornate di attività compromesse.
A peggiorare la situazione, secondo i cittadini, è il silenzio delle istituzioni. Nonostante la ciclicità del problema, le amministrazioni locali non sembrano aver intrapreso azioni decisive per sollecitare interventi strutturali da parte di Enel. La mancanza di un piano d’emergenza e l’assenza di comunicazioni ufficiali hanno alimentato la sensazione di abbandono tra la popolazione, che chiede a gran voce soluzioni immediate.
Oltre ai disagi quotidiani, i continui sbalzi di tensione e le interruzioni prolungate stanno danneggiando le reti elettriche locali, con il rischio di ulteriori malfunzionamenti. I residenti esigono garanzie per evitare che l’estate si trasformi in un incubo, con blackout che si ripetono senza alcun intervento risolutivo.
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