
Consiglio Comunale di Napoli: le liste civiche e i partiti hanno un ruolo parallelo, un caso locale ma non solo…
Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha dichiarato nell’aprile di quest’anno, come la mancata coalizione tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico a livello nazionale, fino anche nei consigli comunali dell’entroterra parteneopeo, sia una conseguenza del forte radicamento di figure civiche apartitiche nei piccoli comuni.
Accade soprattutto al Mezzogiorno: rendendo scevri questi contesti, in parte, da aspetti ideologici e vasta programmaticità politica. Queste dichiarazioni rappresentano il vero, ma non contestualizzate sulla presenza radicata dei partiti politici in tutta Italia. Possono quindi essere fuorvianti e spingere a sorvolare i differenti accordi tra le forze partitiche nelle grandi e piccole realtà.
Vediamo come la dimensione delle liste civiche, diffuse nei piccoli comuni circostanti, si incontri con l’inevitabile radicamento partitico. L’ex rettore della Federico II, Gaetano Manfredi, è formalmente un candidato indipendente, non associato a nessuna forza politica. Seppur é sostenuto da una coalizione di centro-sinistra.
La città vede un rapporto a volte teso e a volte prolifico tra alta società civile e partiti. Non sorprende quindi ad esempio la protesta di segmenti del PD contro la politica dei trasporti nell’Area Nord del sindaco; malgrado sia un patto PD-M5S-Europa Verde ad aver sostenuto e sostenere il sindaco attuale. Dunque dei 40 consiglieri più il sindaco, ben 28 sono di quest’accordo tripartito con liste civiche per Manfredi, la più vasta “Lista Manfredi sindaco”, con 5 seggi. Mentre le minori accompagnano i 6 rappresentanti del PD, i 5 del Movimento di Conte e uno di Europa Verde.
Così l’ex magistrato Maresca, pur eletto, non ha voluto associarsi a partiti ed ha avuto un sostegno affine dal centro-destra. Vi è un rappresentante del partito di governo della Meloni, due di Forza Italia e un egual numero della Lega e altri due di liste civiche sue sostenitrici. Anche in questo caso vi erano state frizioni soprattutto con la Lega. Essa ha acquisito due seggi al Consiglio dopo solo dopo una dipartita di Forza Italia e di un gruppo politico locale con idee federaliste, nel 2024. Anche la candidata sindaco Clemente, pupilla dell’ex sindaco De Magistris, dopo il fallimento nazionale del partito di sinistra DemA, non ha ottenuto il sostegno di Pap!. Ha portato con lei in seggio un rappresentante di una lista nata per sostenerla. Così come l’ex sindaco Bassolino, ha ottenuto un seggio con un consigliere tecnico suo sostenitore, pur avendo ottenuto egli il sostegno di Azione!.
Questa strategia desueta rispetto all’”italica” competizione partitica ha portato frutti a Napoli? Gli elettori avranno la parola finale nel 2026.
Leggi anche: Province e quartieri abbandonati a favore del “brand” Napoli
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...