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Consorzio di bonifica a Castel Volturno, cittadini vessati da una tassa ingiusta

Redazione Informare
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24 giugno 20174 min di lettura

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  • 1L’amministrazione di Castel Volturno assente e disinteressata

L’amministrazione di Castel Volturno assente e disinteressata

Le problematiche del Consorzio di Bonifica nella zona del Volturno sono come gli esami: non finiscono mai… ogni anno, dalle tabelle esattoriali nascono ricorsi, tutti vinti dal cittadino, ma sempre e comunque a suo discapito poiché deve scegliere se accettare di pagare una tassa indebita ed ingiusta oppure ricorrere alla Legge (con un costo più alto della stessa tassa). Ma cerchiamo di capire qualcosa in più. È bene dire che la legislazione regionale in materia è decisamente sfavorevole al contribuente, infatti la L.R. n. 4/2003, nella sua nuova formulazione con la L.R. 24/2005, prevede il pagamento del contributo per ogni residente nella zona compresa dal Piano di Classifica, e l’esenzione dal detto pagamento nel caso che l’immobile sia già onerato dalla tariffa per il servizio idrico integrato, si verifica solo nei casi di contributo per scolo o collettamento: per intendersi, attività di scarico.
Vi è invece l’obbligo di pagare sia il contributo che il servizio idrico in tutti gli altri casi in cui il Consorzio svolge attività idrauliche di varia natura. Praticamente, siamo giunti alla legalizzazione della doppia imposizione tributaria.
Questione controversie innanzi il Giudice Tributario: la Commissione Tributaria Provinciale di Caserta, di solito, accoglie i ricorsi dei contribuenti. La Commissione Tributaria Regionale di Napoli, di solito, accoglie gli appelli del Consorzio: e così si torna punto e da capo.
La Corte di Cassazione con varie sentenze, ne cito una, la n. 17559/16, ha ormai stabilito che la prova del beneficio derivante dall’attività del Consorzio si presume: questo significa, in parole chiare per tutti, che dobbiamo essere noi contribuenti a provare che il Consorzio, in realtà, non adempie la propria funzione e quindi non vi è nessun beneficio per le nostre case o terreni. È evidente che questa posizione assunta dalla Corte Suprema del nostro paese, rende molto onerosa e difficile la situazione dei contribuenti che volessero ricorrere alla giustizia tributaria per non pagare questo odioso balzello. È chiaro che così non se ne esce: e veniamo alla questione Comune di Castel Volturno. L’autorità municipale ha più volte comunicato anche a mezzo stampa, di ritenere che il contributo di bonifica non vada pagato: buono a sapersi! Ma il Comune “dovrebbe” farsi parte diligente e attivarsi per l’unico rimedio che potrebbe risolvere una volta per tutte il problema Consorzio: un ricorso amministrativo al TAR per chiedere la declaratoria di illegittimità e del Piano di Classifica e, magari, della stessa Legge istitutiva del Consorzio di Bonifica, assolutamente non più rispondente alla situazione attuale del territorio interessato, soprattutto una legge che, con i vari “aggiustamenti” regionali in virtù dell’autonomia degli enti locali, ha finito con il diventare una vera e propria istituzione di una tassa. Ma non dovrebbe essere così, infatti trattasi di un contributo alle opere di bonifica e di manutenzione del territorio da pagarsi se e nella misura in cui queste opere sussistono e funzionano, e diversificando da contribuente a contribuente in base all’effettivo beneficio che ne traggono. Il consiglio che si può dare a chi legge è di attivarsi non per il singolo anno di contributo che viene richiesto, ma mettere insieme una vasta compagine di residenti con la partecipazione del Comune. In ogni caso, per le cause in corso o per quelle che verranno innanzi le Commissioni tributarie, occorre assolutamente:
1) Impugnare e contestare espressamente la validità del piano di classifica per il territorio, approvato con delibera commissariale n. 29/CA del 28.05.1998;
2) Chiedere già con il ricorso introduttivo la nomina di un Consulente Tecnico d’Ufficio per verificare lo stato dei luoghi ed il funzionamento, ma più corretto sarebbe dire il non funzionamento, degli impianti che operano nel territorio. E vediamo se, all’esito di decine di CTU, il Consorzio potrà chiedere ancora somme fondamentalmente non dovute.

a cura dell’avv. Carlo Ponticiello
carlo.ponticiello@libero.it

Tags
  • #castel volturno
  • #Consorzio di bonifica
  • #tassa
  • #tasse
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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