
Vi è mai capitato di passeggiare nella vostra città e rendervi conto che lì, dove fino a poche settimane prima si estendeva un’area verde, magari un prato o semplicemente un terreno ancora libero, adesso c’è un cantiere? In pochi giorni, quello che era uno spazio naturale o semi-naturale viene trasformato per lasciare posto a un edificio, a un parcheggio o a nuove infrastrutture. È il fenomeno del consumo di suolo che in Italia non accenna a fermarsi, come conferma il Report “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2025”, presentato lo scorso 24 ottobre presso la Presidenza del Consiglio dei ministri a Roma. Il monitoraggio del fenomeno è affidato all’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) e al Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) che ogni anno riportano l’evoluzione del suolo nazionale.
Nel 2024 il consumo di suolo in Italia ha registrato un aumento significativo: 83,7 km² di territorio sono stati trasformati in superfici artificiali, con una crescita del 15,6% rispetto al 2023. Il ritmo di trasformazione ha raggiunto i 2,7 m² al secondo, pari a quasi 230.000 m² al giorno. Il ripristino di aree naturali è risultato molto limitato. Poco più di 5 km² sono tornati da suolo consumato a suolo non consumato. Di conseguenza, il consumo netto si attesta a 78,5 km²,il valore più alto degli ultimi dodici anni, con un incremento dello 0,37% della superficie artificializzata a livello nazionale. Complessivamente, infrastrutture, edifici e altre coperture artificiali occupano oggi oltre 21.500 km², corrispondenti al 7,17% del territorio italiano, a fronte di una media europea del 4,4%.
Una parte rilevante dell’aumento delle superfici artificiali è costituita dai 12,9 km² di consumo permanente registrati nel 2024. A questi si aggiungono 11,6 km² di aree che, rilevate come consumo reversibile nel 2023, sono divenute permanenti nell’ultimo anno, determinando un’ulteriore impermeabilizzazione del territorio. Complessivamente, l’incremento della superficie impermeabilizzata raggiunge così i 24,5 km². La crescita netta delle superfici artificiali corrisponde a una densità di consumo di 2,78 m² per ettaro di territorio nazionale, che scende a 2,61 m²/ha considerando i ripristini. Le regioni con la maggiore percentuale di superficie artificializzata restano Lombardia (12,22%), Veneto (11,86%) e Campania (10,61%). Le maggiori perdite di suolo nel 2024 si registrano però in Emilia-Romagna (1.013 ettari), Lombardia (834 ettari), Puglia (818 ettari), Sicilia (799 ettari) e Lazio (785 ettari). Liguria (28 ettari) e Molise (49 ettari) sono riuscite a contenere l’incremento al di sotto dei 50 ettari.
Il consumo di suolo è determinato da diversi fattori. L’analisi delle nuove superfici artificiali consente di distinguere tra la quota dovuta all’impermeabilizzazione, quindi consumo permanente, e quella riconducibile a forme di artificializzazione reversibile. Tra tutte le componenti, le aree di nuovi cantieri rappresentano ancora la parte predominante: 4.678 ettari, pari al 56% del consumo annuale. Si tratta per lo più di aree temporanee, destinate negli anni successivi a trasformarsi in coperture permanenti come edifici e infrastrutture, oppure, in misura minore, a essere ripristinate. Accanto ai cantieri, nel 2024 si registra una crescita consistente di diverse categorie di suolo artificializzato: edifici (+623 ettari), aree estrattive (+436 ettari), infrastrutture (+351 ettari), altre coperture artificiali (+581 ettari)
Escludendo i nuovi cantieri, il consumo permanente costituisce il 35% del totale, soprattutto per effetto della costruzione di edifici, strade e piazzali pavimentati. Un ruolo significativo è svolto anche dai pannelli fotovoltaici a terra, che nel 2024 hanno occupato 1.702 ettari, di cui l’80% su superfici precedentemente agricole. Si tratta di un incremento molto rapido se confrontato con i 420 ettari del 2023, i 263 del 2022 e i 75 del 2021. L’impatto effettivo sull’ambiente varia a seconda delle caratteristiche degli impianti. Per quanto riguarda le destinazioni d’uso, le aree logistiche sono aumentate di 432 ettari in un solo anno, con le crescite più significative in Emilia-Romagna (+107 ettari), Piemonte (+74 ettari) e Lombardia (+69 ettari).
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...