
Lo sviluppo del coordinamento penale e investigativo in Europa
La criminalità organizzata ha da tempo assunto una portata transnazionale a causa della progressiva scomparsa delle frontiere, sia fisiche che virtuali, sfuggendo così alle giurisdizioni nazionali. Nell’Unione Europea esiste uno Spazio di Libertà, Sicurezza e Giustizia che si fonda sul titolo V del Trattato sul funzionamento della stessa, che, con l’assenza di controlli alle frontiere interne, intende garantire la protezione delle libertà fondamentali dei cittadini.
Inoltre, secondo le stime diffuse dalla Commissione europea, nel 2018, gli Stati membri dell’UE hanno accusato perdite di gettito IVA pari a 140 miliardi di EUR a causa delle frodi transnazionali, segnalando inoltre che nel 2015 circa 638 milioni di EUR provenienti dai fondi strutturali dell’Unione sono stati usati impropriamente. Dunque, è diventata fondamentale la cooperazione e la condivisone di informazioni a supporto delle investigazioni e dei procedimenti penali tra due o più Stati membri.
Eurojust, Agenzia dell’UE per la cooperazione giudiziaria penale, fondata nel 2002, ha il compito di favorire il coordinamento e la cooperazione fra le autorità nazionali responsabili delle indagini e dell’azione penale contro le forme gravi di criminalità, qualora esse interessino due o più Stati membri o richiedano un’azione penale comune. I principali reati sui quali interviene Eurojust sono: terrorismo, traffico di stupefacenti, immigrazione clandestina, criminalità organizzata, tratta di essere umani, falsificazione e riciclaggio di denaro, frode, criminalità informatica, criminalità ambientale.
Europol, Agenzia dell’UE europea per la cooperazione nell’attività di contrasto, istituita nel 1992, assiste le autorità degli Stati membri, favorendo lo scambio e l’analisi di informazioni su una serie di attività criminali gravi e a carattere transnazionale. Europol lavora a supporto delle operazioni di contrasto, funge da centro di informazioni sulle attività criminali e centro di competenze in tema di applicazione della legge. Oltre alla raccolta, conservazione, trattamento, analisi e scambio di informazioni, l’Agenzia sostiene e rafforza le azioni delle autorità competenti degli Stati membri facendo attività di coordinamento, organizzazione e svolgimento di indagini e azioni operative comuni.
La Procura europea (European Prosecutor Office – EPPO), prevista dal Trattato di Lisbona (2007), istituita nel 2017, tramite cooperazione rafforzata, è operativa dal 1° ottobre 2021 e comprende 22 Stati membri. Prima che l’EPPO diventasse operativa, solo le autorità nazionali potevano indagare su frodi e reati che ledevano gli interessi finanziari dell’UE, ma con strumenti limitati, dato che la loro competenza si limitava ai confini nazionali. Analogamente, gli organi dell’UE che hanno preceduto l’EPPO in questo settore, quali l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), Europol e Eurojust, non possono avviare indagini o azioni penali negli Stati membri. EPPO si occupa di frode Iva, connessa al territorio di due o più Stati membri, riciclaggio di denaro proveniente da frodi a danno del bilancio dell’UE, corruzione e appropriazione indebita a danno degli interessi finanziari dell’UE nonché la partecipazione a un’organizzazione criminale se il fulcro dell’attività è la commissione di reati contro il bilancio dell’UE.
All’OLAF, istituito nel 1999, sono stati per la prima volta assegnati poteri di inchiesta amministrativa nell’UE ed i risultati delle sue indagini possono essere ammessi come prove nei procedimenti penali degli Stati membri. OLAF effettua indagini su casi di frode e corruzione riguardanti i fondi dell’UE, contribuisce a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee attraverso indagini su gravi inadempimenti degli obblighi professionali da parte del personale e dei membri delle istituzioni dell’UE ed elabora la politica antifrode dell’UE.
Il sistema di cooperazione è completato dalla Rete giudiziaria d’Europa in materia penale, istituita nel 1998, che rappresenta è una rete di punti di contatto degli Stati membri al fine di migliorare la cooperazione tra gli Stati membri in materia penale.
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