
Terra dei fuochi: una nuova caserma dei Vigili del Fuoco per il contrasto ai roghi tossici
«Ho fondato la mia esperienza proprio a Napoli, sul risolvere i due nodi che erano rimasti insoluti da anni: uno di questi era proprio Giugliano. Trovo che per estensione ed importanza del territorio, essendo il trentesimo comune d’Italia per abitanti, era davvero una stortura di sistema il non aver avuto dallo Stato una risposta adeguata; senza considerare l’elemento della “terra dei fuochi” che aggiunge rilevanza al tutto: era qualcosa di inaccettabile.
Devo dire che ho trovato terreno fertile nell’amministrazione e questo ha facilitato il perseguimento di un obiettivo che penso fosse un atto dovuto nei confronti dei cittadini di Giugliano. Noi adesso partiremo con la prima “sperimentazione” di quest’idea di dispositivo, ma chiaramente il passo già definito è quello di andare ad un distaccamento permanente e definitivo della sede perché non era pensabile, per indice di rischio e rilevanza del sito.
Tutti gli indicatori che noi utilizziamo ci dicevano che “questo matrimonio s’ha da fare” e quindi siamo davvero contenti di questo risultato. Abbiamo fatto un sopralluogo col Direttore Regionale per verificare che tutti gli apprestamenti necessari al corretto funzionamento siano predisposti per poi iniziare l’attività sul territorio che comporterà anche un “servizio di ronda” per i luoghi più a rischio, che noi abbiamo geolocalizzato, proprio per garantire la massima copertura del servizio. È un passo importante e sta andando nel verso giusto».
«Assolutamente, siamo in dirittura d’arrivo per farla partire già da maggio».
«In questo momento non abbiamo ancora del personale specificamente dedicato. Facendo un piccolo excursus, parto col dire che la procedura è abbastanza complessa perché nell’ambito degli aumenti di organico, decretati dal governo per il Corpo Nazionale, bisogna individuare per i nuovi distaccamenti il personale che andrà permanentemente a prestare servizio lì.
Nel caso di Giugliano si va da 24 a 36 unità che devono essere individuate con un decreto del Ministro dell’Interno che va a decretare il nuovo distaccamento, ovvero la nuova sede permanente dei Vigili del Fuoco. Nel frattempo, proprio per dare una risposta immediata alla popolazione, siamo riusciti a ricavare, per ora, 14 unità che presteranno servizio nelle ore diurne con orario 8-20 presso la sede di Lago Patria, che, con un accordo, il Comune ci ha messo temporaneamente a disposizione.
Intanto è già stata individuata la nuova sede e siamo in fase avanzata con l’Agenzia per i beni confiscati alla mafia, avendo individuato uno stabile che acquisiremo e lì faremo i lavori dove metteremo la nuova sede e le nuove unità. Posso già dare ampie garanzie in questi termini poiché il processo è già avviato da un anno e quindi arriverà la decretazione finale per Giugliano e riusciremo a garantire ai cittadini un servizio 24/h».
«Assolutamente, il servizio non è mai solo comunale. Attualmente Giugliano è coperta sia da Pozzuoli che da Scampia. Le nostre sedi, in funzione dell’orografia del territorio, coprono più comuni: da Qualiano a tutta l’area circostante. È chiaro che ha un ambito di competenza territoriale che non si limita al comune, bensì al territorio».
«Abbiamo un accordo garantito attraverso la Prefettura che riguarda tutte le Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco compresi, per un presidio d’area più consistente al fine di garantire la sicurezza del territorio. Dall’altra parte c’è un accordo con la Regione proprio per la terra dei fuochi con personale aggiuntivo durante i periodi di massimo rischio, che si va ad aggiungere al dispositivo ordinario.
In più, chiaramente, quest’anno andiamo ad aggiungere il presidio 8-20 del distaccamento speciale di Giugliano che è un ulteriore rinforzo del dispositivo comprensivo che abbiamo sul territorio. Il tema è molto attenzionato e si sta cercando di dare una risposta quanto più concreta possibile alla problematica. I nostri dati ci dicono che il fenomeno di livello d’inquinamento del sottosuolo inizia ad essere meno importante su quest’area rispetto ad altre aree del Nord Italia;
a volte pensiamo sempre che il Sud sia al centro di tutti i mali, ma le risposte che si sono accumulate negli anni piano piano stanno riportando il fenomeno verso una legalità ed il territorio verso un controllo maggiore. La guardia non va mai abbassata, ma lo sforzo congiunto tra Governo, Prefettura, Forze dell’Ordine tutte, sta dando effettivamente un calo significativo alla problematica. Noi continuiamo e non ci fermiamo».
«L’aspetto del volontario è sempre estremamente rilevante; in Italia ha portato al conseguimento di obiettivi significativi e, se oggi abbiamo risultati, molto è dovuto ai Comitati Civici che hanno spinto sulla politica locale e nazionale affinché prendesse in carico il problema».
«Certamente lo strumento principale per noi rimane il 115 perché è sempre la nostra risposta immediata che ci garantisce un rapporto con il cittadino. Oggi a Napoli sono circa 1200/1300 le richieste che arrivano ogni giorno al nostro centralino e che vengono gestite dai 18 (quasi 19) segni territoriali dei Vigili del Fuoco: insomma, ci siamo.
È chiaro che poi va sempre tutto organizzato perché ci sono una serie di operazioni che vanno condotte con una metodica e le risposte a macchia di leopardo non soddisfano un’esigenza complessiva che deve essere garantita».
«Io ho fatto il Comandante per tutt’Italia, avendo modo di lavorare sui piani di gestione in molti comandi provinciali. Successivamente ho iniziato la mia carriera da Comandante e sono stato a Grosseto, Viterbo, L’Aquila, Venezia, Napoli. Inizio ad essere un comandante “di lungo corso” quindi posso sicuramente affermare che: come prima cosa, lascerei da parte l’aspetto dell’eroe impavido per sostituirla con una figura di un “professionista del soccorso”.
Quello su cui noi puntiamo tantissimo e che ci accomuna, è dare una risposta di alto livello professionale, impegnandoci con corsi ed aggiornamenti. Qui a Napoli c’è una professionalità che non è seconda a nessuno, sia per il territorio particolarmente fragile, sia perché si passa da un’emergenza all’altra continuamente. Fare il Vigile del Fuoco a Napoli deve essere motivo di orgoglio e impegno per la rinascita.
Siamo la seconda Scuola Nazionale, dopo Roma Capannelle, ed in questo momento abbiamo tantissimi corsi con personale di rilevanza proprio perché Napoli è considerata un fiore all’occhiello per tutta l’Italia e, da Comandante, posso dire di esserne fiero perché amo tantissimo questa città».
«Il problema è sempre ciò che ti circonda. Troppo spesso siamo chiamati a sostituire, nei loro compiti, altri enti, in particolare territoriali, e questo è il tallone d’Achille di questo territorio; molte volte si vede nei Vigili del Fuoco la risposta a tutti i problemi, che vanno dall’abitativo al sociale, e che tendenzialmente non sarebbero un conto strettamente nostro, anche se subentriamo in sostituzione di carenze. Sarebbe importante, invece, l’assoluta condivisione delle problematiche per dare soluzione.
Certamente, l’area metropolitana di Napoli non è una realtà semplice, ma proprio per questo necessita dell’utilizzo al meglio delle risorse. Cito una per dirne cento: il problema della Mostra d’Oltremare. Da settembre scorso la sede è chiusa a causa di una diatriba infinita di rimpalli e di responsabilità tra Comune ed Ente che da 40 anni andava avanti. Fortunatamente mi sono un po’ imposto e stiamo andando verso una soluzione anche su questo, perché verrà finalmente acquisito il bene dal Ministero dell’Interno e si potrà ristrutturare la sede e renderla sicura e dignitosa.
È un punto di Napoli davvero irrinunciabile. Un’altra nostra perenne richiesta è di avere pari dignità economica rispetto alle altre strutture operative dello Stato, non ci sentiamo migliori, ma nemmeno inferiori…sarebbe importante avere delle risposte su questo punto da chi ci governa».
«Ci sono due cose: in primis i comportamenti poiché ognuno deve pensare che il suo, anche se considerato banale, nel contesto è quello che determina una collettività, quindi la gestione dei rifiuti. Non lasciare mai i rifiuti per strada, perché sono pericolosi sia per la salute che per l’ambiente per gli incendi; avere comportamenti idonei e civili riqualifica e riesalta le più belle città d’Italia.
Bisogna ritrovare quell’orgoglio napoletano nella vita di tutti i giorni: saper portare a petto alto la propria identità. Segnalare, avere comportamenti idonei, non pensare che solo l’altro crea il problema, ma anche spingere sulla differenziata, evitare di accendere fuochi non controllati, avere un atteggiamento di rispetto nei confronti di ciò che ci circonda perché aiuta non solo il lavoro dei Vigili del Fuoco, ma anche e soprattutto per vivere meglio tutti quanti.
Se devo fare un appello, lo faccio in questa direzione e sono sicuro che i campani sapranno rispondere».
di Antonio Casaccio e Luisa Del Prete
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MAGGIO 2021
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