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Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

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COPERTINA - Il silenzio uccide: le opere di Gaetano Porcasi tra memoria e denuncia

Antonio Casaccio
Antonio CasaccioRedazione Informare
4 maggio 20228 min di lettura

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COPERTINA - Il silenzio uccide: le opere di Gaetano Porcasi tra memoria e denuncia

Indice (2)

  • 1LUISA IMPASTATO
  • 2PAOLO SIANI

Dal 10 maggio al 10 luglio, presso il Centro commerciale Jambo1 di Trentola Ducenta, sarà possibile visitare la mostra antimafia “Informare con l’Arte”, un’esperienza di curatela collettiva portata avanti dai giovani di Magazine Informare – Associazione Officina Volturno insieme ai professionisti del Jambo1. Le opere in mostra sono quelle dell’artista siciliano Gaetano Porcasi, artista d’impegno civile che ha denunciato il potere di Cosa Nostra nei tempi più bui; la sua arte ha trovato spazio in luoghi simbolo dell’antimafia, dal Museo di Corleone allo studio del dott. Giovanni Falcone.

Immagine articolo
Ma “Informare con l’Arte” non è solo un’esposizione di opere legate alla maestria pittorica dell’artista Gaetano Porcasi, vuole significare qualcosa in più. Innanzitutto essa si colloca in un periodo storico, quello post-covid, che da un lato ha reso più forte un sentimento di unità nazionale dall’altro ha acuito la forbice delle diseguaglianze sociali. La crisi economica dettata dalla pandemia ha fatto sì che aumentasse il volume delle famiglie a rischio povertà, dando modo alle mafie di attivare un welfare solidale attraverso il quale creare consensi, oltre che esercitare il controllo sociale. Oltre ciò, ad allertare le organizzazioni criminali in questo periodo sono i fruttosi fondi derivanti dal Pnrr, che perle mafie significano possibilità di far affari nel pubblico e ripulirei proventi sporchi grazie all’economia legale.

Insomma: questo momento storico pretende una massima allerta della società civile nel contrastare i fenomeni mafiosi. Se il periodo storico ci impone di dare questo segnale, ancor di più ci sprona a farlo la sede di questa entusiasmante mostra, ovvero il Centro commerciale Jambo1 di Trentola Ducenta. Oggi il Cc Jambo1 è un fiore all’occhiello del territorio, testimonianza dei grandi risultati che lo Stato può raggiungere quando, attraverso le proprie competenze, riesce a ripristinare la legalità. Quello che era considerato “il giocattolo economico” del boss Michele Zagaria, oggi gode di nuova vita… non solo commerciale! Difatti grazie all’impegno dell’Amministratore unico Salvatore Scarpa e dell’ANBSC, il Jambo1 è diventato un punto artistico e culturale di assoluto rispetto, che ha ospitato mostre d’arte di rilevanza come quella “Ritratti di Donna”, antecedente a questa mostra antimafia.

«Con la mostra di Porcasi, nell’ambito di quello che è il nostro intendimento di valorizzazione del territorio e non solo della struttura, lanciamo un messaggio chiaro – afferma il dottor Salvatore Scarpa – ovvero che il Jambo1 non è solo un centro commerciale, ma è la casa di chi, attraverso sinergie positive, vuole continuare a costruire una solida realtà economico – occupazionale coniugandola con i sani principi della legalità e del rispetto del territorio, in un contesto martoriato dalla criminalità e, purtroppo, costantemente agli onori delle cronache per tali vicende. È mio convincimento che la conoscenza, l’informazione e il coraggio di costruirsi una strada alternativa, rispetto a quelle già tracciate da chi vede le persone solo come strumenti al servizio dei propri interessi, restino i migliori antidoti al potere mafioso».

porcasi quadro
porcasi quadro
È stata proprio questa visione e propensione a valorizzare il bello che c’è dei nostri territori ad averci avvicinato al dott. Scarpa e al suo team, dove abbiamo constatato con piacere un ambiente che vuole dar spazio ai giovani. Ecco la chiave di volta di “Informare con l’Arte”, perché se i quadri di Porcasi immortalano stragi e vittime che fanno parte del passato del nostro Paese, gli oltre venti giovani cronisti di Magazine Informare hanno deciso di reinterpretare quegli ideali di libertà. Aiutati dai professionisti del Jambo1, abbiamo provato a dare una nuova voce a quei martiri della resistenza contro il potere mafioso, per farlo ci siamo divisi in squadre e ci siamo imbattuti in riunioni-fiume per comprendere al meglio l’importanza di ciò che stavamo creando. Il prodotto di questo lavoro, oltre al catalogo che leggete, sono delle cronistorie scritte e interpretate da oltre venti ragazzi, ognuno con la propria storia, ognuno col proprio quadro all’interno del quale immergere i propri sentimenti. Il prodotto è una mostra interattiva che gira attorno all’immagine dei Qr code, attraverso i quali ogni fruitore può ascoltare la storia dell’opera e la sua interpretazione ideata da giovanissimi cronisti.

jambo redazione informare
jambo redazione informare
Come afferma lo stesso maestro Porcasi sulla mostra: «All’interno di ogni quadro c’è una storia di resistenza e di esistenza. Da Boris Giuliano a Lea Garofalo, Rocco Chinnici, Don Pino Puglisi, fino ai piccoli Giuseppe Di Matteo e Claudio Domino: tutte vittime innocenti di associazioni mafiose. È una pittura di impegno civile contro la mafia: attraverso il pennello racconto fatti di cronaca. È una pittura quasi giornalistica: l’obiettivo è quello di denunciare i crimini e raccontare la verità, riuscendo anche ad unire i racconti delle vittime e le loro testimonianze di legalità, con la bellezza dell’arte».

All’analisi del maestro Porcasi si aggiunge quella di Tommaso Morlando, fondatore di Officina Volturno e Magazine Informare, che dal 2002 ha creato a Castel Volturno una vera e propria oasi giovanile in cui tanti ragazzi ripongono impegno. «Chi si oppone sente sul suo collo il fiato pesante dei malfattori. Non importa che si tratti di una persona comune, di un’autorità o di un rappresentante dell’istituzione. La mafia non ha paura. Ma neanche noi. Bisogna reagire e denunciare, ma soprattutto raccontare la speranza di un mondo diverso. I nostri messaggi devono parlare ai giovani, e per farlo devono essere semplici e diretti. La mostra “Informare con l’arte” sarà un vero e proprio simbolo di riscatto sociale» – conclude Tommaso Morlando.

Sarò di parte, ma credo che la qualità dei prodotti sia sintomo di una profonda sensibilità dei giovani nei confronti di chi è stato credibile, di chi ha posto i suoi valori ai propri interessi privati. Credo sia questa una delle grandi lezioni che fuoriesce da questa esperienza collettiva e giovanile, e che può essere utile alle Istituzioni.

LUISA IMPASTATO

Tanti giovani oggi credono nel valore dell’antimafia e con il proprio impegno portano avanti le istanze e le lotte di chi ha pagato con il sangue

lucia impastato informare
lucia impastato informare
Quest’anno ricorre il quarantaquattresimo anniversario dell’assassinio mafioso di Peppino Impastato, mio zio. Uno zio che non ho conosciuto personalmente ma che ho imparato ad amare grazie alle parole di chi gli è stato a fianco, soprattutto mia nonna, che dopo la morte del figlio ha consacrato il resto della sua vita alla memoria e al tentativo di riscattarlo e trasformando il suo dolore individuale in una storia collettiva. Se oggi a ricordare Peppino siamo in tanti, è sicuramente merito della forza delle sue idee innovative e rivoluzionarie, ma anche di chi in questi lunghi anni, dopo il suo assassinio, si è speso per non disperdere la sua memoria e per affermarla e difenderla. Compito che adesso spetta a ognuno di noi. Quello che mia nonna mi ha lasciato, infatti, con il suo esempio e la sua storia di resistenza, è l’importanza della trasmissione della memoria che deve diventare responsabilità di tutti, se si vuole difendere quello che si è ottenuto in tutti questi anni. Io stessa sono il frutto di questo percorso, come tanti giovani che oggi credono nel valore dell’antimafia e con il proprio impegno portano avanti le istanze e le lotte di chi ha pagato con il sangue il tentativo.

PAOLO SIANI

Il mestiere del giornalista, di chi informa, al pari di chi fa arte e cultura, è fondamentale per la democrazia del nostro Paese

siani paolo informare
siani paolo informare
Dal giorno che ha irrimediabilmente segnato la mia esistenza, quello in cui fu ucciso mio fratello Giancarlo, ho intrapreso un lungo e duraturo percorso di impegno sociale centrato proprio su queste tematiche, con uno scopo ben preciso: fare sì che Giancarlo, un giovane pieno di sogni, passioni e aspirazioni, continuasse in qualche modo a vivere e ad essere presente. Soprattutto tra i giovani che ho incontrato in tutti questi anni: studenti, cronisti di frontiera, ragazzi che hanno saputo scegliere l’unica strada veramente saggia e conveniente, quella della legalità. Tra i tanti che ho avuto il piacere di conoscere lungo questo cammino, che è stato e continua ad essere al contempo doloroso e necessario, ci sono proprio i valorosi giornalisti di “Informare”, la cui redazione, il 26 febbraio 2021, è stata dedicata a Giancarlo. A tutti loro rinnovo la mia gratitudine, ribadendo un concetto che viene ulteriormente avvalorato da questa mostra di Gaetano Porcasi: il mestiere del giornalista, di chi informa, al pari di chi fa arte e cultura, è fondamentale per la democrazia del nostro Paese.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°229 – MAGGIO 2022

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Antonio Casaccio
Redazione Informare

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