
Perfezione, bellezza. Ma anche standard e omologazione. Chi è che decide cosa corrisponde al bello o al perfetto nella società odierna? Una domanda che potrebbe trovare risposte più disparate, con diverse teorie ipotizzate. C’è però una cosa che pare ovvia e scontata nella vita quotidiana del terzo millennio: tra essere e apparire, il secondo è diventato più importante del primo. Parleremo più avanti del racconto di Clarissa (nome di fantasia ndr) ad Informare, la testimonianza di una donna che alcuni anni fa decise di ricorrere ad un’iniezione filler al viso. Il risultato fu disastroso, con danni alle labbra ancora visibili oggi. Siamo entrati così nel vasto e complesso mondo della chirurgia estetica in Italia, uno dei rami della medicina a presentare più vuoti dal punto di vista normativo nel nostro Paese. E le cui leggi, quando ci sono, destano dubbi e perplessità. Nel frattempo, è necessario chiarire una cosa: la legge italiana stabilisce che soltanto chi è iscritto all’elenco FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, può iniettare filler e botox.
Ciò significa che chiunque non sia un medico ed esegua trattamenti del genere sta compiendo un’irregolarità. Sorge quasi spontanea la prima considerazione da fare: sebbene esistano corsi dedicati esclusivamente a pratiche estetiche di questo tipo, seguiti anche da medici che vogliono specializzarsi nel settore, essi risultano essere inutili per qualsiasi altro professionista che vuole effettuare un’operazione filler o botox. Si dà quasi per scontato che una persona facente parte dell’Ordine dei Medici sia in ogni caso più preparata ed esperta. Molte volte è così; in altri casi, invece, può verificarsi il contrario.
Tuttavia, in seguito all’esplosione dei social network e allo spopolamento di figure e modelli ai quali ispirarsi, decisamente cambiati nel corso del tempo, e nonostante la normativa vigente in materia, oggi capita spesso di trovarsi nelle mani sbagliate. Non è affatto difficile infatti imbattersi e incrociare offerte su Instagram e Tiktok su iniezioni a labbra, zigomi e sull’intero viso, con prezzi molto più bassi se paragonati a quelli di un medico chirurgo. È bene ricordare che si tratta di attività che in ogni caso non sono in regola o non stanno rispettando i dettami della legge. Sono ormai all’ordine del giorno i casi di soggetti che hanno denunciato un danno permanente al viso o in altre zone del corpo, i quali vengono spesso causati da prodotti scadenti o, appunto, da figure non esperte. L’impennata della richiesta di interventi estetici ha generato dunque la nascita di attività che possono essere definite illegali, con nuovi schemi per evadere il fisco e pericolosi effetti collaterali. Durante la nostra inchiesta, abbiamo scovato centri estetici che si dilettano in qualsiasi attività: tra una manicure e una depilazione si ha modo di poter approfittare di un piercing al naso, di un tatuaggio sul fianco e, guarda caso, anche di un filler. Il tutto con pagamento in contanti per approfittare di una “promo” sul costo finale dell’operazione.
Inoltre, c’è un altro punto fondamentale che incentiva la nascita di centri non autorizzati alle operazioni. Può anche accadere che il cliente si rechi presso l’attività commerciale non in regola con prodotti filler a portata di mano. In che modo? Acquistandoli in farmacia. Difatti, se la legge italiana chiarisce bene chi può iniettare, allo stesso tempo non specifica chi è che può comprarli. E c’è la possibilità di reperirli facilmente anche online. Per dimostrare quanto affermato, il nostro lavoro ha previsto anche un sopralluogo in più di dieci farmacie situate tra Napoli, Giugliano e Castel Volturno, per capire se fosse davvero fattibile portare via articoli dai costi che vanno dai 150 ai 250 euro per fiala. Soltanto due di queste ci hanno detto esplicitamente che, senza un’autorizzazione o ricetta da parte del medico chirurgo, non sarebbe stato possibile effettuare l’acquisto. Tutte le altre non hanno posto ostacoli e problemi alla prenotazione dei prodotti. Azzardiamo allora un’ipotesi, certamente non la più remota, per sensibilizzare sul pericolo: chiunque può comprare filler o botox e farseli iniettare da un altrettanto chiunque.
Per avere ulteriori conferme sui fatti raccontati sopra, abbiamo contattato un medico chirurgo iscritto all’elenco FNOMCeO, il quale ci ha ospitati nel suo studio. Con il Dott. Antonio Savanelli, ci siamo concentrati sulle fasi che permettono di poter dire “sono un chirurgo estetico”. «Nemmeno gli infermieri possono iniettare, neanche sotto la supervisione di un medico, figuriamoci i centri estetici. E, invece, vediamo continuamente in giro trolley che viaggiano un po’ ovunque con all’interno filler pronti per essere iniettati. Per abilitarsi alla professione bisogna iscriversi all’albo dei medici, il pilastro fondamentale è la laurea in medicina» racconta l’esperto. La percentuale di individui che ricorrono ai famosi “ritocchini” è aumentata incredibilmente negli ultimi tempi e, contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, ci sono sia donne che uomini ad esserne interessati. «Non ci sarebbe nessun problema se questi fantomatici centri ospitassero dottori per compiere trattamenti di chirurgia estetica. Ma quando a farlo è una sprovveduta allora è diverso. Vedo pazienti che arrivano da me con danni da filler fatti nei centri estetici. Molti di questi è difficile risolverli. Non mi preoccupa la concorrenza ma la cattiva informazione e diseducazione dei pazienti» dice il dottore.
Sulla questione normativa il Dott. Savanelli ribadisce che «esiste già una legge, che andrebbe solo applicata. L’esercizio abusivo della professione è condannato con una pena che arriva fino a due anni di reclusione». A volte però, come detto all’inizio, non basta essere iscritto all’albo per “saper fare”: «Non esiste trattamento scevro da rischi, che può portare complicanze nel breve e nel lungo periodo. Io faccio sempre firmare un consenso informato al paziente. Perché, come si suol dire, errare è umano» ci tiene a precisare il medico chirurgo. Invece, sulla facilità di mettere le mani sui prodotti filler o botox l’esperto afferma che «non mi stupirebbe se si iniziasse ad iniettare in autonomia filler. I farmacisti sono tenuti almeno a chiedere se si è operatori medici».
La corsa alla perfezione dunque si è fatta più agguerrita che mai. E in questa corsa non sempre i professionisti del settore riescono a stare al passo. Ne abbiamo parlato con Clarissa, che ci ha raccontato il suo caso. Ad eseguire la sua operazione è stato un medico abilitato: «Mi sono fatta iniettare il filler da una dottoressa che lavora al San Raffaele di Milano, nipote di una mia amica. Mi sono fidata, anche perché era già medico. Aveva anche appena finito un corso di specializzazione per questa tipologia di intervento».
Come è avvenuto l’intervento?
«A casa della mia amica. Dopo tre ore dall’iniezione mi sono gonfiata in modo mostruoso. Solitamente ti lasciano un tagliandino informativo del prodotto che ti iniettano, in modo che, qualora tu avessi una reazione allergica, in ospedale sanno già come procedere. Nel mio caso non mi è stato dato nulla, probabilmente si trattava di ialuronico per il corpo».
Altre persone si sono affidate a questa dottoressa?
«Non sono stata l’unica a stare male a causa sua. Inoltre, per compensare l’errore mi ha fatto un danno ancora maggiore. Sul viso avevo delle piccole “palline” che ha voluto eliminare usando il laser. L’effetto del laser mi ha provocato, al contrario, un danno permanente».
di Donato Di Stasio e Martina Amante
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