
La sua nuova mostra si affaccia sull’antico Largo di Palazzo, lì dove nel ‘95 espose la famosa Montagna di Sale. Dal lato opposto, nel Giardino Romantico del Palazzo Reale, i cavalli visibili tutt’oggi della sua Prova d’orchestra. Ora tra quelle mura barocche ha inaugurato I 104 Disegni di Pulcinella. O meglio 105, perché c’è un segreto. Torna in città dopo un anno dalla proiezione del suo film “Quijote” il maestro Mimmo Paladino, classe ‘48, nel cuore Reale di Napoli. Opere che hanno già una lunga storia e arrivano finalmente alla galleria del Genovese. I disegni furono realizzati più di trent’anni fa su ispirazione dell’album “Divertimenti per li regazzi” di Giandomenico Tiepolo (1797).

Racconta il maestro: «Avevo visto con quale eleganza Tiepolo si era soffermato sulla nostra maschera, offrendone una sua particolare visione. Lui, un veneziano alle prese con una figura napoletana. La forza del Pulcinella sta proprio nei molteplici spunti che può offrire, nei suoi tanti volti, quello della fame, della furbizia, dell’arguzia, dell’indolenza, del tragico, del comico e così via».
«Ma anche quello che lo rende superiore a ogni altra maschera, ovvero la sua origine mitologica, che affonda le radici nelle antiche farse atellane: uomo, donna, pulcino generatore di altri pulcini. Un dna che ti aiuta così anche a sfuggire a quegli stereotipi di cui è spesso vittima. L’idea cominciò a frullarmi nella testa e così, senza committenze ma in totale libertà, iniziai a fare una serie di disegni in vacanza a Stromboli, all’inizio degli anni ‘90». Quello di Paladino è un omaggio in chiave contemporanea ad un capolavoro degli ultimi anni del Settecento veneziano e illustra vita e morte della maschera Partenopea.
All’inaugurazione Mimmo Paladino ci ha guidato tra i suoi Pulcinella, opere d’arte come punti di incontro tra tradizione e modernità. «Esposi i disegni tra il ’92 e il ’93 alla Fondazione Agnelli a Torino. Lo stesso avvocato si appassionò dicendomi di volerli comprare tutti ma alla fine non lo fece. E fu meglio così. Anche perché il gallerista Lucio Amelio mi disse subito: “No, i Pulcinella non si vendono”». «Aveva ragione: perché poi dopo varie vicissitudini, quei disegni sono ancora qui, con alcune integrazioni, dopo una successiva mostra all’Albertina di Vienna e il più recente restauro fatto a Padova per l’esposizione del ciclo attuale fatta al Museo dei frati Eremitani della Cappella Scrovegni. Ma Pulcinella non poteva non tornare a Napoli ed eccoci qui nel Palazzo più importante della città per questa mostra a cura di Flavio Arensi, che resterà aperta fino al 3 ottobre 2023».

Ma perché proprio 104 più uno? La risposta è semplice: il terzo scudetto del Napoli. Per festeggiare i campioni, l’artista ha pensato ad una nuova opera: Scala Reale. Così questo lavoro celebrativo si aggiunge ai 104 disegni che compongono la mostra. Il maestro ha ricordato: «Quando il direttore del “Foglio”, Claudio Cerasa, mi ha chiesto di disegnargli la copertina del suo giornale in occasione della vittoria non mi sono tirato indietro. E così ho pensato di farne un’altra versione anche per la città e per questa mostra. Quanto al resto, come dicevo, Pulcinella è in sé un’occasione per liberare mente e fantasia per innumerevoli visioni. Non sono un tifoso, ma sotto la maschera immagino che ci sia il volto di Maradona»
Di Ciro Giso
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