
Dovremmo prepararci a salutare le squadre di Serie C perché, per la nuova Coppa Italia, ci sarà spazio solo per 20 squadre di A e 20 di B. Il tutto, com’era successo per la presentazione della Superlega – realizzata e sfumata nel giro di 24 ore -, è stato proposto come un prodotto per migliorare il prodotto calcistico e dare, in questo modo, più qualità ai tifosi spettatori delle sfide.
Il modello FA Cup, che vede i grandi club andarsi a conquistare i match o, talvolta, perderli sui terreni più disparati delle periferie inglesi sarà solo l’ennesima illusione di un calcio che vorrebbe migliorare. Ormai l’obiettivo comune è chiaro: il calcio è un prodotto commerciale e, come tale, fa pagare le spese alla passione che dovrebbe essere pilastro fondamentale dello sport.
Di questo passo sfide divertenti come Alessandria-Milan, datata gennaio 2016, le potremmo rivedere solo in giro per internet. Perché se prima le piccole erano poche, domani potrebbero non esistere più.
di Rossella Schender
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