
Il nuovo singolo dei Tartaglia Aneuro è uscito e si chiama «CORE», realizzato da ANEURO production in collaborazione con Cuoredinapoli.
«”CORE” esprime il sentimento che ci accomuna, un coro che grida all’unisono l’urgenza che sentiamo. È quel miracolo che ci racconta ogni giorno il potere che abbiamo. Da soli non siamo nulla, insieme siamo l’immenso». Con queste parole i Tartaglia Aneuro insieme al progetto artistico Cuoredinapoli annunciano l’uscita del nuovo singolo. Il titolo è “CORE”, dicitura napoletana proposta come polisemia delle traduzioni “cuore” e “coro“.
«Stiamo lavorando all’album nuovo che dovrebbe uscire dopo l’estate», spiega Andrea Tartaglia. «questo è il primo estratto. Al di là delle blasonate views, mi fa piacere che stia piacendo la canzone e che il video sia stato fatto dai ragazzi di Cuoredinapoli, è stato molto stimolante».
«I ragazzi e e le ragazze di Cuoredinapoli avevano scelto per qualche loro lavoro presentato a Procida alcuni dei miei brani. Sono studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli. I loro docenti sono miei amici e, parlando del nuovo disco in lavorazione mi proposero di fare qualcosa insieme. All’unanimità è stata scelta CORE che, a parte il titolo in riferimento al loro progetto, ci accomuna per l’intento. Si sono rivisti nella canzone come concetto e abbiamo deciso di lavorare insieme al video».
«È un insieme di riprese delle attività che loro svolgono nei quartieri di Napoli e nelle ultime settimane abbiamo girato le parti insieme ai Tartaglia Aneuro. Cuoredinapoli sta organizzando a Montesanto l’istallazione artistica delle loro opere che, come ogni anno, prevede un processo di coesione sociale in cui i ragazzi e le ragazze entrano “nel cuore” di chi vive questi quartieri per celebrare alla fine il lavoro collettivo con una festa, che stavolta si terrà il 13 maggio».
«Questo ritornello “simm o core e chi ce crede ancora” nacque quando allo Sponz Fest ho condotto il Trenodia, un opera d’arte partecipata che facemmo tra Calabria, Basilicata, Irpinia con Mariangela Capossela e, nelle varie tappe, traghettavo questo fiume di persone vestite a lutto per ciò che sta succedendo nel mondo e intonavamo questo coro. Il napoletano ti dà la possibilità di accostare cuore a coro, dal 2019 stavo cercando come contornare questo binomio per valorizzarlo al meglio e un giorno, anche molto velocemente, mi è uscito di getto questo testo».
«È un momento storico nel quale abbiamo bisogno di un coro di cuori per cercare una soluzione agli svariati problemi che viviamo, come la disunione e, attraverso questo testo, ho cercato di dire che anche se viviamo cose diverse, i processi sono uguali, ci sentiamo soli ma siamo un insieme, siamo emozione e corraggio, paura…tutti quanti. Ho provato a cogliere quei punti che uniscono ogni uomo e donna.
La disunione porta a quello che stiamo vivendo, un degrado umano e anche Cuoredinapoli porta come me queste tematiche e vertenze. C’è bisogno di esprimere in questo marasma di emozioni qualcosa di diverso dalla disunione e questa canzone fa questo tentativo».
«Io sono tifoso. Al di là della bellezza dell’unione e della festa, è meraviglioso che Napoli con il suo vissuto sociale in questo momento possa esprimere una gioia e un’unione collettiva immensa per la vittoria dello scudetto. È un evento che prende il cuore di tutti i napoletani. La canzone esce in questo momento e tratta anche di questo tipo di unione: che sia reiterata e portata avanti, che questo tipo di clima e condivisione possa persistere al prossimo campionato e al di là dello scudetto».
«Cuoredinapoli, infatti, per l’occasione ha cambiato la forma delle istallazioni artistiche, creando circa 100 bandiere che non hanno dato fastidio alla festa e hanno portato messaggi di condivisione. Frasi come “Non io, ma noi” ed estratti di brani si sono uniti al coro dei festeggiamenti del Napoli e all’appartenenza territoriale».
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