
“Processo del Millennio“, questo l’appellativo dato al processo tenutosi pochi giorni fa presso la Corte Europea dei Diritti Umani con sede a Strasburgo, un processo dall’impatto non solo politico ma anche mediatico che rappresenta quasi un unicum della storia europea. Vediamone assieme i motivi.
Il Processo del Millennio: sei ragazzi portoghesi citano a giudizio 32 Stati, per il mancato rispetto degli accordi della Conferenza di Parigi sul Clima del 2015.
Ripercorriamo un po’ la vicenda. L’azione è iniziata infatti già qualche anno fa, nel giugno 2017 ed il tasto di accensione di questa catena fu l’evento che interessò proprio il Portogallo: un disastroso incendio che rase al suolo il bosco di Pedrógrão Grande. Ancora poco dopo, ulteriori incendi si susseguirono portando il bollettino delle vittime a circa 100.
Stanchi della situazione, nel 2020 questi sei giovanissimi ragazzi portoghesi hanno deciso di agire portando di fronte alla corte di Strasburgo ben 32 Stati, gli Stati dell’UE insieme a Russia, Svizzera, Gran Bretagna e Turchia.
L’accusa sarebbe infatti proprio quella di non aver fatto abbastanza per tener fede alla promessa di proteggere il nostro Pianeta con interventi attivi da parte dei vari Stati contro il mostro del cambiamento climatico. Una denuncia per il non rispetto degli accordi di Parigi nati proprio come conseguenza di un forte campanello d’allarme in tema di climate change già anni fa e, di riflesso, per il non rispetto del diritto “vivere una vita degna” sancito nella Convenzione sui Diritti Umani.
Un tema caldo ed ancora aperto dunque quello frutto dell’iniziativa dei giovani portoghesi il cui esito è ancora incerto anche perchè in caso di vittoria, la sentenza risulterebbe vincolante per i 32 Stati rischiando di fungere anche poi da terreno fertile per l’avvio di altre azioni simili.
Oggi le cosiddette “Cause Climatiche” sono molteplici ed in crescente aumento, frutto di un’altrettanta crescente sensibilità nei confronti dei danni che l’inquinamento sta portando progressivamente alla Terra.
A prescindere dunque da quale sarà l’esito di questa battaglia, è importante conservarne il valore simbolico. Un gruppo di giovani pronti a segnare la storia portando in giudizio davanti ad una Corte così importante un numero tanto elevato di Stati per una controversia in materia ambientale. Un monito per tutti gli Stati internazionali ad aprire gli occhi di fronte un rischio concreto della Terra di vedersi morire lentamente a causa di una spaventosa indifferenza dei suoi abitanti.
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