
Cosa succederebbe se tutti gli esseri umani sparissero dalla terra e il pianeta venisse restituito alla natura? Quest’ultima si riapproprierebbe dei suoi spazi ma alcune aree manterranno a lungo le nostre tracce. Abbiamo influenzato il pianeta più di qualunque altra specie: il clima è stato alterato, specie animali si sono estinte e gli ambienti sono stati modificati. Tutto ciò, purtroppo, in modo irreversibile.
Il riscaldamento del pianeta è ad uno stato così avanzato che anche senza di noi procederebbe ancora per qualche decennio. Eppure, senza le attività umane, la CO2 atmosferica si ridurrebbe lentamente. La biosfera, così, ritroverebbe la sua capacità di assorbire il carbonio. La vegetazione guadagnerebbe spazio e recupererebbe il carbonio immesso nell’atmosfera dall’uomo attraverso il consumo del suolo e la deforestazione. Una lieta previsione se non fosse per i tempi. Infatti, per rimuovere tutta l’anidride carbonica che abbiamo riversato ci vorrebbero diverse decine di migliaia di anni.
Per quanto riguarda gli oceani, la cessazione delle attività umane porterebbe al riequilibrarsi dell’ecosistema marino in pochi decenni. Con la nostra assenza tornerebbero a prosperare i grandi cetacei come tonni e delfini. Anche per i fiumi le cose andrebbero meglio, le acque tornerebbero limpide in quanto non trasporterebbero più le sostanze inquinanti fino al mare.
Senza la nostra presenza, nel giro di cinquanta anni, le città andrebbero sgretolandosi. Le erbe spontanee come l’edera e la gramigna crescerebbero libere ovunque e le aree urbane si spegnerebbero lentamente. In un ambiente più silenzioso e tranquillo alcune specie di grandi mammiferi potrebbero prosperare. Alcuni esempi sono i cavalli selvaggi e i leoni. Inoltre, se alcune specie riuscissero a scappare dagli zoo potrebbero ambientarsi nelle città in cui si ritrovano.
Se abbiamo contribuito drasticamente all’estinzione di molte specie, altre invece hanno proliferato grazie a noi. È il caso dei topi, sono arrivati in Europa grazie all’uomo e riescono a vivere bene soprattutto in ambienti modificati da quest’ultimo. Se sparissimo, probabilmente i topi farebbero altrettanto. Oltre ad un’infinità di plastica e cemento, ciò che rimarrebbe di noi invece, sono le ossa di pollo. Un team di studiosi dell’Università di Leicester ha stabilito che sulla terra sono presenti oltre 22 miliardi di polli. Questo per soddisfare la richiesta globale che porta a consumare 65 miliardi di polli. È così che le ossa si accumulano e gradualmente si fossilizzano andando a creare i fossili che troveranno gli scienziati del futuro.
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