
Via dell’Acqua a secco, colorito verdastro: rischio di ipossia per la fauna ittica presente? Ecco le cause: alla nostra redazione sono pervenuti dei video dove si vedono le vasche della Reggia di Caserta con un colorito verdastro. I video sono risalenti al 31 maggio e 5 giugno 2025. Le vasche del complesso vanvitelliano mostrano un preoccupante colorito verdastro, mentre il flusso idrico dall’Acquedotto Carolino resta ridotto. Ma la situazione potrebbe presto evolversi. Intanto, ci potrebbe essere il serio rischio di ipossia per la fauna ittica presente.
Le vasche del complesso vanvitelliano mostrano un preoccupante colorito verdastro, mentre il flusso idrico dall’Acquedotto Carolino resta ridotto. Gli esperti lanciano l’allarme per l’ecosistema acquatico, ma la situazione potrebbe presto evolversi.
Da settimane le acque monumentali della Reggia di Caserta presentano un’insolita tonalità verde, sintomo di un equilibrio ecologico compromesso. Le immagini riprese tra fine maggio e inizio giugno mostrano chiaramente il fenomeno, particolarmente evidente nella Fontana di Diana e Atteone, dove il livello idrico appare drasticamente ridotto, e nella Fontana di Eolo, ricoperta da una spessa patina algale.
Ai nostri microfoni, Anna Di Cosmo, docente di Zoologia all’Università Federico II di Napoli, ci ha spiegato: «La colorazione è dovuta a una proliferazione di microalghe, favorita dalla stagnazione, dall’eccesso di nutrienti e dall’intensa esposizione solare. Senza un adeguato ricircolo, l’ossigeno si esaurisce, mettendo a rischio la sopravvivenza di pesci e invertebrati». Alcune alghe, come i cianobatteri, potrebbero addirittura rilasciare sostanze tossiche. La docente chiarisce che nelle vasche sono presenti oltre a specie di pesci – come carpe, persico e trote – e probabilmente anche invertebrati. Senza un adeguato ricambio d’acqua ossigenata e filtrata che possa diluire questi nutrienti, si creano condizioni ideali per la proliferazione delle microalghe. Inoltre, l’area è fortemente esposta al sole, e le microalghe, essendo organismi fotosintetici, trovano in questa illuminazione abbondante un ulteriore stimolo alla crescita.
Il flusso ridotto dell’Acquedotto Carolino dipende da molteplici fattori: la scarsità di piogge, possibili criticità tecniche e i lavori di manutenzione straordinaria finanziati dal PNRR. Questi interventi, che coinvolgono l’intero sistema dalle sorgenti ai ponti canale, mirano a ripristinare la piena funzionalità dell’infrastruttura settecentesca. Mentre si auspicano analisi approfondite e soluzioni strutturali, la situazione potrebbe conoscere sviluppi significativi a breve. Servirebbe quindi un tempestivo ripristino del flusso idrico e un monitoraggio continuo per salvaguardare questo patrimonio unico al mondo.
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