
Cos’è un “polycule” e perché ci interessa oggi? Coniato a partire da “poliamore” -la pratica di avere più partner- e “molecola“, “polycule” oggi entra nel dibattito mainstream. Il termine è in circolazione da almeno 15 anni, ma solo adesso sembra assumere rilevanza. Scopriamo perché.
Il poliamore è una tra le tante forme relazionali che non rispettano la famiglia tradizionale, basata su una coppia eterosessuale ed esclusiva. Se a questo aggiungiamo il concetto di struttura, arriviamo a un nuovo modo di intendere il concetto di famiglia. Secondo un’intervista recente del New York Times, il termine descrive una “rete” costruita da più persone, che intrattengono legami sovrapposti e profondi tra di loro. Oltre a legami sessuali e romantici, i 20 membri di un policule a Boston hanno anche relazioni di amicizia e platoniche.
All’interno dell’organismo, tutti sono vicini alla non-monogamia etica -anche abbreviata come ENM- cioè all’idea che sia possibile avere relazioni appaganti e amorevoli con più persone. La maniera etica di praticare la non-monogamia implica che tutti i membri della relazione siano consapevoli e tolleranti rispetto alla pluralità di relazioni. Una pluralità che rende il “policule” stesso un’organismo in continua evoluzione, i cui membri sono liberi di sviluppare rapporti diversi gli uni con gli altri.
L’aspetto più interessante di questa struttura relazionale alternativa è l’assenza di gerarchie al suo interno. Infatti, una relazione poliamorosa può evitare di assegnare una “priorità” a un legame rispetto a un altro. Inoltre, può rifuggire gli standard relazionali che assegnano alle relazioni affettivo-sessuali un’importanza prevalente rispetto ai legami di amicizia o platonici. Se succede, si applicano i principi dell’anarchia relazionale.
Nato in Svezia agli inizi del 2000, l’anarchia relazionale si basa sull’idea che l’amore non sia una risorsa finita e che non abbia bisogno di un insieme specifico di regole. Per cui, tutte le relazioni vengono intese alla pari e costruite dalle persone sulla base del rispetto della libertà e indipendenza altrui. Ciò significa, essenzialmente, non cercare di imporre il proprio “diritto” per controllare il partner. Così, si allontana l’idea del possesso e l’ordine gerarchico, per abbracciare piuttosto un modello relazionale che considera le relazioni come legami sovrapposti e complessi.
Perchè ci interessa? Il merito del “polycule” è che sfida la struttura familiare tradizionale, di stampo patriarcale, che assegna dei ruoli di genere preimpostati ai suoi membri. L’anarchia relazionale, così come le altre pratiche di relazione aperta, offrono un nuovo modo di amare a chi non si rispecchia in questi ruoli. Così, le soggettività non-conformi ottengono il loro spazio. Inoltre, sembra una maniera di evitare la possessività nelle relazioni amorose.
Inoltre, il concetto di “anarchia relazionale” è tornato alla ribalta in un periodo in cui la vivibilità è in crisi, in tutto il mondo, a causa del costo della vita in aumento. Sembra che siamo sempre più attratti da stili di vita in comunità, che differiscono dall’individualismo sfrenato a cui siamo stati abituati. Inoltre, si interseca con il “paradosso della scelta” vissuto dalle generazioni più giovani. Nella sfera amorosa, spesso ci sentiamo sopraffatti dalla quantità di opzioni a nostra disposizione, che sembrano infinite a causa delle app di dating e dei social media. Così, finiamo per evitare di stabilire relazioni più profonde, cadendo in una paralisi da scelta o nel burnout per i troppi appuntamenti.
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