
Magazine Informare festeggia la nostra Grazia Sposito per aver conseguito il tesserino da pubblicista presso l’ODG. Ti facciamo tanti auguri per questo traguardo!
Ho tra le mani il tesserino da giornalista. Sto abbracciando il mio sogno più grande. Mi sento addosso ogni istante di questi quasi quattro anni di gavetta, sorrisi, soddisfazioni, paura di non portacela fare. Mi è sempre piaciuto scrivere, in realtà, in tutta la mia vita ho fatto sempre e solo questo: ho dato voce ai miei pensieri più intimi, mi sono tolta etichette che gli altri mi avevano messo solo e soltanto per nutrire inconsapevolmente pregiudizi verso la mia disabilità.
Era ottobre del 2020, quando in un momento piuttosto buio della mia vita, mi convinsi di intraprendere nuovamente la strada del mondo del giornalismo. Quella stessa strada che anni prima, mi aveva visto sbattere molte porte in faccia e per giunta attese ad email che non conoscevano più l’esatto tempo che era passato. In quel periodo mi spinsi a creare un obiettivo personale che prima o poi mi avrebbe resa di nuovo felice. Mi presentai con un’email alla redazione Magazine Informare, la quale ha abbracciato fin da subito la nuova sfida per coronare il sogno del tesserino da pubblicista con conseguente iscrizione all’Ordine dei Giornalisti della Campania.
Ricordo ancora la risposta di Antonio Casaccio, direttore della testata: “La tua sfida può iniziare senza alcun problema con Informare e saremo felici di accompagnarti al traguardo di giornalista pubblicista, come facciamo con tanti nostri giovani ogni anno”.
Le sue parole mi diedero subito una nuova carica e un’energia tale da trovare subito persone disponili a farsi intervistare per rompere stereotipi che, purtroppo ancora oggi ruotano attorno al mondo della diversità. Ma soprattutto, diffondere parole corrette da usare quando si parla soprattutto di disabilità; eliminando quella narrazione abilista che non conduce a nulla di positivo. I media, molto spesso, diffondono una rappresentazione della persona disabile come “poverina” e allo stesso tempo “eroica” quando riesce in qualche modo a superare la sua disabilità facendo qualcosa di “eccezionale”, come laurearsi o anche solo andare in vacanza con gli amici. Questi stereotipi sono molto dannosi per la comunità disabile. Le persone disabili vengono spesso identificate con la loro sindrome o disabilità, dimenticando che sono uomini e donne al pari degli altri.
Sono grata che Magazine Informare mi abbia dato fiducia. Mi ha insegnato ad alimentare una passione così importante, anche quando io non ci credevo fino infondo. Non è una fine e nemmeno un inizio. È un punto fermo, dal quale ripartire e continuare a sognare. Augurandomi, di avere sempre la possibilità di coltivare parole di speranza, di riscatto sociale e di libertà.
Guardo il tesserino, piango, sorrido e penso di avercela fatta. Oggi ne sono certa: quella felicità è arrivata.
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