
Il 2 novembre 2025, durante la registrazione del programma “48h con Luchè” per Le Iene (di cui è stata trasmessa da pochi giorni la prima parte), il rapper Luca Imprudente e il giornalista Nicolò De Devitiis, hanno deciso di raccontare Scampia a modo loro. In un incontro con un gruppo di “turisti”, Luchè ha accusato i ragazzi di strumentalizzare il quartiere e mercificarne il passato. Peccato che quei “turisti” non fossero altro che studenti Erasmus che partecipavano a un progetto educativo organizzato dall’Associazione Coordinamento Periferie Unite (CPU), che da anni lavora sul territorio senza scopo di lucro. Ma a quanto pare, la verità non è mai abbastanza sensazionale per Le Iene.
Maurizio Apicella è uno dei volontari dell’associazione CPU e uno dei protagonisti di quanto accaduto durante il servizio di Luche e Le Iene. Maurizio, che da anni si batte per il territorio, ci racconta con rabbia e frustrazione quanto sia stato ingiusto il trattamento ricevuto: «La prima domanda che faccio sempre ai ragazzi Erasmus quando arrivano a Scampia è se conoscono il quartiere. La maggior parte non ne sa nulla, e quelli che lo conoscono lo associano solo alla cattiva fama che lo precede. Io gli racconto la storia di Scampia, di come vent’anni fa fosse un territorio dominato dalla camorra e da guerre tra clan. Oggi però, Scampia sta vivendo un processo di rinascita grazie anche al lavoro delle associazioni locali, e questa camminata che facciamo non è un semplice ‘tour’, ma un’esperienza che racconta il cambiamento in atto nel quartiere».
Maurizio continua: «Siamo andati a visitare il parco Corto Maltese, ci siamo fermati all’università che è sorta dove prima c’era una vela, simbolo di quel cambiamento. Abbiamo visitato l’associazione Ciro Vive, dove raccontiamo la storia di Ciro Esposito, giovane napoletano ucciso a Roma. Tutto questo è un viaggio culturale che dura almeno due ore e mezza. Eppure, nel servizio delle Iene, è stato tutto ridotto a pochi minuti, con gran parte delle nostre dichiarazioni e dei ragazzi Erasmus tagliate, e nessuno di noi aveva dato il consenso per essere ripreso».
Maurizio racconta come l’incontro con Luchè, che stava girando il servizio, inizialmente sia stato tutto tranne che improntato all’ascolto. «Quando ci siamo incontrati, Luchè ha subito accusato noi e i ragazzi Erasmus di strumentalizzare le vele, di mercificare il quartiere. Ma come si fa a parlare di mercificazione quando la nostra associazione è senza scopo di lucro, e tutto ciò che facciamo lo facciamo gratuitamente, per il bene del territorio». I pregiudizi del rapper e del resto della cricca non sono finiti lì.
«Tra le varie cose ci hanno detto anche che non avevamo il coraggio di portare i turisti nel vero cuore di Scampia, come nel rione 33, ma di limitarci alle Vele vuote. Ma la realtà è che io vivo proprio in quel rione!». E la parte più ironica di tutta questa faccenda è che l’artista, che si autoproclama esperto di Scampia, in realtà è di Marianella, a circa 20 minuti di auto da Scampia. Come può allora l’intero servizio dipingerlo come il “padrone” di Scampia?
Giuseppe Mancini, vicepresidente del Coordinamento Periferie Unite, non ha nascosto la sua delusione per l’accaduto. «La nostra associazione esiste da quasi sei anni e si impegna da sempre a promuovere il bene comune senza alcun interesse economico. Abbiamo iniziato con il Coordinamento per il Volontariato Scampia, e nel tempo siamo cresciuti, collaborando anche con associazioni Erasmus come l’associazione Erasmus ESN Napoli. Ogni anno portiamo questi ragazzi a visitare Scampia per fargli conoscere il nostro territorio. Siamo anche noi contro quei tour a pagamento che sfruttano i nostri luoghi senza entrare in contatto con la comunità locale». Giuseppe continua: «Luchè e chi ha seguito il montaggio del servizio, hanno frainteso la nostra attività. Il nostro obiettivo è combattere la disinformazione e far conoscere la vera Scampia, quella che non appare nei film o nei videoclip».
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