
Attimi di paura nella notte a Scampia, dove intorno alle 23:00 del 19 maggio 2026 è crollata una parte della Vela Rossa, struttura già interessata dalle operazioni di demolizione legate al progetto ReStart per la riqualificazione dell’area. Il cedimento ha provocato un boato violentissimo e un forte tremolio avvertito in tutto il quartiere, tanto da spingere molti residenti a credere, almeno inizialmente, che si trattasse di una scossa di terremoto.
Subito dopo il crollo, una densa nube di polvere si è sollevata nell’aria ed è rimasta visibile per diversi minuti. A raccontarlo sono anche alcuni abitanti della zona. Uno dei testimoni, residente nel Lotto S, conosciuto come “Rione 33”, riferisce di aver sentito distintamente il rumore del cedimento e di aver visto la polvere propagarsi rapidamente tra i palazzi. Nonostante la gravità dell’episodio, non si registrano morti né feriti. Un bilancio che molti definiscono quasi miracoloso, considerando la vicinanza della Vela a un edificio abitato delle “Case Nuove”.
Il crollo ha però avuto conseguenze dirette sul palazzo adiacente, rimasto senza corrente elettrica dopo il cedimento. Per motivi di sicurezza è stata disposta l’evacuazione dell’edificio e 47 famiglie hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni durante la notte. Sul posto sono intervenute in pochi minuti ambulanze, vigili del fuoco e forze dell’ordine, che hanno transennato l’area e avviato le verifiche strutturali necessarie.
La Vela Rossa era completamente disabitata. Il suo abbattimento era iniziato il 17 dicembre 2025 nell’ambito del programma ReStart, il piano destinato a cambiare il volto di Scampia attraverso demolizioni, riqualificazione urbana e nuovi alloggi. Il nuovo crollo riporta inevitabilmente alla memoria quanto accaduto nel 2024 alla Vela Celeste, quando il cedimento di un ballatoio causò la morte di tre persone, segnando profondamente il quartiere e l’intera città di Napoli.
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