
Dal 2022, il numero di cittadini cubani che ha lasciato l’isola per migrare verso gli USA ammonta a 850mila. Si tratta, a detta di questi ultimi, «più grande esodo nella storia del paese». Secondo la U.S. Customs and Border Protection (CBP), che si occupa della gestione della dogana, tale perdita rappresenterebbe un calo demografico del 18% nell’isola.
I numeri reali sono certamente più alti, poiché il registro della CBP non comprende i 110mila cubani che hanno beneficiato del permesso umanitario o con altri tipi di visto. Al momento, inoltre, mentre Cuba si sta svuotando, non ci sono segnali che facciano sperare in una ripresa, data l’enorme mole della crisi economica e sociale.
Nel 2024 sono stati quasi 66mila i cubani intercettati dalla Guardia Costiera statunitense in mare. Questo rende la rotta dello Stretto della Florida una delle più pericolose che i migranti. Se alcuni sono disposti ad intraprenderla è a causa della situazione dell’isola. In seguito alla pandemia, infatti, la situazione di Cuba è vertiginosamente precipitata: pochi beni di prima necessità, tagli di corrente, sistema sanitario in ginocchio e stipendi che mal si adattano all’inflazione. Alcune persone scelgono di partire da Cuba per il Nicaragua usandolo come corridoio migratorio per poi andare altrove. Molti arrivano a Miami remando. Altri ancora migrano verso Spagna, Italia, Messico e Canada, o in uno qualsiasi dei pochi posti che prevedono un visto gratuito per i cubani.
L’economista e demografo cubano Juan Carlos Albizu-Campos ha spiegato che, nonostante la mancanza provvisoria dei conteggi dell’ultimo trimestre dell’anno, per il 2024 «si può tranquillamente prevedere che il numero totale degli emigranti arriverà a più di 260mila, superando i dati dello scorso anno». Mentre il governo cubano sostiene che la popolazione dell’isola si attesti a 11 milioni, secondo l’economista Cuba si sta svuotando progressivamente, arrivando agli 8,62 milioni. Se all’esodo si considerano le due tendenze demografiche della diminuzione delle nascite e dell’aumento della mortalità, la situazione risulta disastrosa. Le proiezioni dell’ONU, addirittura, attestano che nel 2100 la popolazione cubana potrebbe scendere sotto i 6 milioni. Analizzando i flussi migratori, si nota che la maggior parte di chi va via appartiene alla fascia di popolazione tra i 20 e i 40 anni e che più del 50% sono donne. La popolazione giovane e attiva sta cercando condizioni di vita migliori, privando il paese di forza lavoro.
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