
Il progetto editoriale “L’arte nelle cupole” del Fondo Edifici di Culto (FEC) del ministero dell’Interno, per il 2025, intende valorizzare i capolavori più sontuosi e maestosi della storia dell’arte: le cupole, un elemento architettonico che da sempre contraddistingue le diverse forme di civiltà e di cultura. Il FEC, che ha lo scopo di valorizzare, sostenere e conservare la bellezza dei più grandi tesori del nostro Paese e di preservare e tramandare la memoria e lo sviluppo della nostra cultura, detiene un patrimonio straordinario che, oltre le chiese, comprende spesso le aree attigue, come, a Napoli, le aree museali il Museo dell’Opera di Santa Chiara, con l’adiacente chiostro maiolicato nell’omonimo monastero, e la sala degli arredi sacri all’interno della Basilica di San Domenico Maggiore. Nello stesso anno in cui la Chiesa Cattolica celebra il Giubileo ordinario, il FEC, istituito nel 1985 in base all’accordo tra lo Stato italiano e la Santa Sede, raggiunge quarant’anni di attività, pubblica il libro “L’arte nelle cupole”, a cui si abbina anche un bellissimo calendario. Non è stato facile selezionare tra le 862 chiese di proprietà del FEC quelle con le cupole più particolari.
Questi capolavori vengono descritti nelle 236 pagine del libro, progetto editoriale di Maria Giovanna Pastorello, con molteplici contributi: da Paolo Mieli, editorialista Corriere della Sera, a Sua Eccellenza il Monsignore Rino Fisichella, Pro-Prefetto, Dicastero per l’Evangelizzazione; dall’Architetto Francesco Purini alla Professoressa Barbara Jatta, Direttrice Musei Vaticani, e al professore Claudio Strinati, Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca. La prefazione è firmata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. I saggi monografici sulle trenta cupole di altrettante chiese del FEC sono scritti da professori universitari e storici dell’arte. Per quanto riguarda la Campania, il professore Riccardo Lattuada ha descritto le meravigliose cupole delle cinque chiese napoletane presentate nel volume: San Gregorio Armeno, San Domenico Maggiore, San Giuseppe dei Ruffi, Sant’Agostino degli Scalzi e dei Santi Severino e Sossio.
Una delle cupole più belle, in assoluto, è quella della chiesa di San Gregorio Armeno, che spicca tra i tetti di Napoli per il suo rivestimento in maioliche multicolori. È a Luca Giordano che, nel 1637, per 200 ducati, viene dato l’incarico dalla badessa del monastero benedettino di affrescare l’interno della cupola che, come osservato da Lattuada, non può fare a meno di guardare al lavoro di Giovanni Lanfranco, pioniere a Roma della composizione di vortici di figure che accompagnano il movimento ascensionale della cupola. Sono ben 600 i metri quadrati a disposizione di Giordano, che affresca la Gloria di San Gregorio Armeno in Paradiso, nella quale mette in scena dei personaggi che diventano sempre meno precisi via via che lo sguardo sale verso il vertice, dove fa la sua comparsa il Cristo abbracciato alla croce. Da notare le otto sante benedettine ritratte tra le grandi finestre del tamburo: oggi riconosciamo Santa Iapasia, Santa Batida, Santa Raimelda, Santa Cunegonda. Lascia stupefatti, seppure nella sua semplicità, la cupola della Cappella del Santissimo Rosario della chiesa di San Domenico Maggiore, voluta dal re Carlo II d’Angiò nella seconda metà del Duecento. La struttura cupola, di fatto, non si nota dall’esterno, mentre all’interno la leggera calotta è decorata a lacunari esagoni riempiti nel Settecento di un blu lapislazzuli che si abbina meravigliosamente con l’oro delle cornici. La cupola della chiesa di San Giuseppe dei Ruffi è affrescata da Francesco de Mura. L’interno della chiesa di Sant’Agostino degli Scalzi, con la sua cupola, abbaglia per la sontuosa decorazione in candidi stucchi realizzata da Lorenzo Vaccaro sul finire del XVII secolo. Infine, la cupola della chiesa dei Santi Severino e Sossio, costruita nel 1561, una delle prime erette a Napoli, su disegno dell’architetto fiorentino Sigismondo di Giovanni, rientra nella prima stagione di una moderna decorazione a fresco e a stucchi nell’Italia meridionale, in voga sul finire del Cinquecento.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...