
Combattere contro tutto e tutti al Sud, fuggire dalle discriminazioni, crearsi delle opportunità, sognare, credere, soffrire e amare: sono tutte parole chiave se vuoi conoscere a fondo Luigi Di Iorio, fondatore della Di Iorio Srl e direttore tecnico della stessa. Parliamo di una delle più importanti aziende operanti nel settore delle infrastrutture come posatore e applicatore di lavori specifici per viadotti e gallerie; un team di oltre 40 professionisti che ha condotto lavori infrastrutturali strategici per il Paese, come il risanamento della rampa di uscita del Ponte Morandi di Genova, la galleria di Ventimiglia o il Ponte Caffaro, luogo dove si combatté nel 1866 la battaglia di Ponte Caffaro tra le forze garibaldine e austriache. Dalla fiducia di Autostrade e A.N.A.S a quella del gigante Hilti, la famiglia Di Iorio ha macinato successi straordinari, ma per capire a fondo questa realtà dobbiamo muoverci all’indietro.
Torniamo solo per un attimo ai primi anni ’90, Luigi già ad 8 anni frequenta il cantiere del papà ed è affascinato dagli enormi strumenti che lo circondano. D’altronde aveva potuto assistere già da piccolissimo ai lavori svolti dall’azienda di famiglia, come quelli della piazza adiacente al comune di Castel Volturno. Gli anni della scoperta sono da tutti ricordati come i più belli, ma pian piano Luigi cresce e le vicissitudini della vita lo porteranno lontano da quella spensieratezza infantile. Il territorio di Castel Volturno già all’epoca offriva ben poco per un ragazzo. Per un attimo tutto crolla e a 16 anni Luigi è già consapevole che a Castel Volturno non poteva realizzarsi. Così, come tanti ancora oggi, decise di partire e cercare fortuna al Nord.
Con pochi soldi in tasca e tanta determinazione, Luigi colleziona un bagaglio di esperienze che avrebbe contribuito a renderlo l’uomo che è oggi. Accanto a lui tante persone speciali, ma su tutte una: sua mamma. «La mia forza è stata la famiglia. Nei momenti di sofferenza ho avuto sempre accanto mia madre, mia moglie e i miei figli. Sono ciò che di più prezioso ho. Quando mi chiedevano perché mi stessi riducendo così per il lavoro, ho sempre risposto di non preoccuparsi. Ho sempre creduto in me e nella mia determinazione» afferma Luigi.
I sacrifici lo hanno ricompensato nel tempo. Dapprima costituisce una società individuale per poi passare alla Di Iorio Srl. «Mi dissero di utilizzare un nome più accattivante, ma non l’ho mai preso in considerazione. Quel nome è quello della mia famiglia e non rappresenta solo la nostra storia, ma i sacrifici che ho fatto per arrivare al punto in cui sono» – spiega. La forza data da una famiglia solida è la fortuna della Di Iorio Srl ancora oggi, grazie alla guida aziendale impressa da Consuelo Iuliano, amministratore unico dell’azienda a moglie di Luigi.
La famiglia Di Iorio decise di trasferirsi in Lombardia, una scelta dettata dalla volontà di lavorare prevalentemente al Nord, dove vengono apprezzati per la professionalità e le competenze acquisite. Una permanenza destinata a finire. Luigi crede ai segni e cinque anni fa la comparsa di una terribile malattia ai danni della madre lo porta a ritornare sul litorale domitio. «Decisi di ritornare perché mia madre aveva bisogno di me. Forse era un segno del destino: dovevo tornare dove sono partito».
Così Luigi rientra a Cancello ed Arnone, comune in cui attualmente opera. Le commesse nazionali e internazionali lo portano spesso a spostarsi, d’altronde sono tanti i cantieri nelle aree di confine del Paese. «Lavorare al Sud è difficile, specialmente nella provincia di Caserta. Io sono contro qualsiasi tipo di illegalità e sopraffazione, ma soprattutto ho sempre rigettato qualsiasi forma di corruzione. Non sono abituato a scendere a compromessi perché nella mia vita non l’ho mai fatto, ho dovuto lottare con le unghie e con i denti per essere libero come sono: nessuno può togliermi questo risultato. Ecco perché ho deciso anche di impegnarmi politicamente per Castel Volturno, partecipando alle elezioni come candidato consigliere. Non ho nulla da nascondere e mai ne avrò, il mio nome è garanzia delle mie qualità umane, riconosciute fuori regione». Ed effettivamente è proprio così, come attestato dalle collaborazioni con DRACO, col marchio internazionale BASF, oppure con l’olandese Bridge Dainage e la Janson Bridging, quest’ultima ha contribuito proprio ai lavori al Ponte Caffaro. Insomma: una realtà aziendale del genere è una vera ricchezza per il territorio, soprattutto se animata da quei valori morali che possono portare il cambiamento tanto auspicato.
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