
In un mondo che corre veloce, dove l’innovazione è la chiave per affrontare le grandi sfide della medicina, la ricerca scientifica ha bisogno di visione, coraggio e, soprattutto, alleanze solide. È su queste basi che si muove la Sbarro Health Research Organization (SHRO), un ente internazionale con cuore americano e anima italiana, che da oltre vent’anni lavora per combattere il cancro e le malattie genetiche attraverso la ricerca biomedica più avanzata. Ma SHRO non è solo laboratori e scienza: è anche rete, territorio, persone. E oggi più che mai ha deciso di investire in Italia, aprendo una nuova Fondazione con sede a Torino e annunciando un grande evento che coinvolgerà istituzioni, imprese e cittadini: il Gala Dinner, che si terrà il 25 giugno 2025 presso Le Axidie Resort di Vico Equense.
Abbiamo intervistato Giancarlo Arra, Vicepresidente di SHRO, che ci ha raccontato le strategie messe in campo dall’organizzazione, l’importanza delle partnership per far avanzare la scienza e le prospettive di un’Italia che può tornare protagonista nel panorama internazionale della ricerca.
«L’apertura di SHRO Italia a Torino rappresenta un passo fondamentale. Insieme al partner biotech Rigenera HBW abbiamo avviato un polo tecnologico d’avanguardia a Candiolo. La struttura ospiterà laboratori di ricerca e aziende biotech, creando un ecosistema in cui scienziati e imprenditori potranno lavorare fianco a fianco. Avere una base in Italia ci permette di valorizzare il talento dei ricercatori italiani senza costringerli a emigrare e, al contempo, di attirare investimenti internazionali. La Fondazione SHRO Italia sarà un ponte tra la ricerca scientifica italiana e la rete globale di SHRO, dove formazione, ricerca e innovazione tecnologica convergono. Puntiamo a sviluppare progetti con istituzioni locali e nazionali, contribuendo a fare dell’Italia un polo d’eccellenza nell’innovazione biomedica».
«Sarà una serata molto significativa. Il Gala di Vico Equense nasce per ringraziare il territorio campano, che ha visto nascere SHRO Italia, e per rafforzare il legame tra ricerca scientifica e società. Sarà l’occasione per condividere con istituzioni, aziende e sostenitori i risultati raggiunti e le prossime iniziative. Vogliamo ribadire l’importanza di fare rete, unendo risorse e competenze per la salute pubblica. Inoltre, la serata servirà a raccogliere fondi da destinare ai progetti di ricerca più promettenti. Innovazione e collaborazione saranno al centro della serata: vogliamo dimostrare che investire nella ricerca biomedica significa investire nel futuro di tutti».
«Senza dubbio, la scoperta del gene oncosoppressore Rb2/p130 da parte del professor Antonio Giordano ha segnato una svolta. È stato un punto di partenza per decine di studi che hanno portato a comprendere meglio i meccanismi che regolano lo sviluppo tumorale. Ma non è l’unica: le ricerche su CDK9 e CDK10, la messa a punto di marcatori tumorali innovativi e, più recentemente, lo sviluppo di terapie a base di intelligenza artificiale e nanomedicina ci stanno portando verso una medicina sempre più personalizzata. Per noi, ogni scoperta è una pietra miliare che costruisce un ponte tra laboratorio e vita reale».
«Direi quasi identitario. Abbiamo creato un modello che consente a studenti e ricercatori di muoversi tra le nostre sedi di Philadelphia, Torino e Siena. Questo approccio non solo arricchisce la formazione scientifica, ma apre anche alla contaminazione culturale e metodologica. Oltre 400 studenti da più di 40 Paesi hanno partecipato ai nostri programmi. Per un giovane, lavorare a contatto con esperti internazionali, utilizzare tecnologie d’avanguardia e contribuire a pubblicazioni scientifiche è un’opportunità che può cambiare il percorso professionale. In SHRO, la crescita dei giovani non è un effetto collaterale, è un obiettivo primario».
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