
L’imponente sagoma del Monte Soratte, custode di un bunker segreto svelato recentemente dal
documentario di History Channel (e approdato su La7), è tornata prepotentemente al centro
dell’attenzione. Questo complesso sotterraneo nel comune di Sant’Oreste, un tempo cuore pulsante
delle strategie belliche, oggi si offre come testimonianza tangibile di un’epoca cruciale. La sua
riapertura al pubblico ha innescato un rinnovato interesse storico, culminando nell’atteso ritorno del
“Bombing Day” il 10 e l’11 maggio.
Dopo una pausa forzata, il Comune di Sant’Oreste, in sinergia con l’Associazione Bunker Soratte, si
prepara a offrire un’edizione ancora più coinvolgente. Il sindaco Paolucci, figura chiave di questa
rinascita, sottolinea l’entusiasmo per l’evento: “Quest’anno segna la prima edizione completa
post-Covid, arricchita dal ‘trenino’ con realtà virtuale che sta già riscuotendo un grande successo nel
bunker.” Ma le novità non finiscono qui: “Stiamo allestendo nuove scenografie con pezzi originali per
immergere ancora di più i visitatori nell’atmosfera degli anni ’40, come dimostrano le numerose
prenotazioni.”
Il culmine della manifestazione sarà la “Bombing Fest” nella serata del 10 maggio, quando il centro
storico di Sant’Oreste si trasformerà in un set cinematografico d’epoca. “L’intero paese si vestirà in
stile anni ‘40,” anticipa il sindaco, “e ogni attività commerciale parteciperà a questa celebrazione”.
Un vero e proprio tuffo nel passato che coinvolgerà anche la gastronomia, con ristoranti che
proporranno menù tipici degli anni ’30 e ’40.
L’11 maggio sarà dedicato al “Bombing Day”, con la simulazione di un bombardamento aereo
realizzata con cariche esplosive innocue che rilasciano amido di mais colorato. “Ci saranno tredici o
quattordici aerei in pattuglia,” annuncia Paolucci, sottolineando la sicurezza e l’impatto emotivo
della rievocazione, con tanto di picchiate simulate e una spettacolare chiusura con ultraleggeri che
coloreranno il cielo con il tricolore. L’affluenza prevista è notevole, con quasi diecimila persone
attese e il bunker vicino al sold-out con 1900 prenotazioni già registrate. Un efficiente servizio
navetta garantirà la comodità degli spostamenti.
L’esperienza di Sant’Oreste, dove un sito legato al conflitto bellico è diventato un potente attrattore
turistico grazie a una sapiente valorizzazione storica e alla creazione di eventi coinvolgenti, offre un
modello stimolante per la vicina costa Domizia. Proprio qui, tra Mondragone e Sessa Aurunca, giace
silente e dimenticato il rifugio “Proto”. Analogamente al bunker del Soratte, questa struttura
sotterranea potrebbe rappresentare una straordinaria opportunità di rinascita per il territorio.
L’idea di un recupero intelligente del rifugio “Proto” potrebbe svelare un nuovo capitolo di storia
nascosta, integrandosi perfettamente con l’offerta turistica esistente, ricca di bellezze naturali,
storia e tradizioni enogastronomiche. Un “Bombing Day” in salsa domizia, magari arricchito da
rievocazioni dello sbarco di Anzio o di altri eventi storici significativi per il litorale, potrebbe attrarre
visitatori in cerca di esperienze autentiche e suggestive, generando un circolo virtuoso per
l’economia locale.

Il successo del “Bombing Day” e la valorizzazione del Monte Soratte dimostrano chiaramente come
il passato, con una visione lungimirante e un impegno concreto, possa illuminare il futuro del
turismo, trasformando vestigia belliche in motori di sviluppo culturale ed economico per l’intero
territorio, dalla montagna alla costa. Il rifugio “Proto” attende solo di essere riscoperto per
contribuire a questa promettente narrazione di rinascita.
Bruno Marfè
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