
Si chiama “D&Drink” ed è il perfetto anello di congiunzione tra il più famoso gioco per nerd e il mondo degli eventi pop. Ce lo raccontano Davide, Francesco e Daniele, tre degli otto organizzatori dell’evento.
L’idea ha mosso i primi passi fra le pareti dell’università che frequentano – l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, nella sede di Santa Maria Capua Vetere – e l’Arkham Pub, un luogo che i ragazzi definiscono “casa” e che rappresenta per tutti loro un punto d’appoggio sicuro.
Il format si struttura così: ti prenoti, ti presenti all’evento e ti accomodi al tavolo che ti è stato assegnato. Ogni tavolo ha un master – una guida, in sostanza – che ti accompagnerà durante la serata nella tua esperienza di gioco. Non servono conoscenze pregresse, né materiali personali; l’unica cosa di cui si ha bisogno è la propria voglia di mettersi in campo. I giocatori esperti si mescolano ai novizi, e ci si lascia andare per qualche ora a queste avventure fantastiche.
Le “one shot” – così si chiamano le storie che si esauriscono nell’arco della serata – possono essere scelte dal narratore tra una vasta gamma di racconti già pubblicati, anche su richiesta, oppure essere redatte di proprio pugno. “Creatività” è quindi la parola chiave dell’evento, che si configura come un gioco co-costruito dove non ci si ritrova ad essere soltanto spettatore passivo ma parte attiva del processo di narrazione. Ci si può muovere in gruppo, ma c’è anche chi inizia da solo e torna con amici conosciuti sul posto. Il fulcro della serata è proprio questo: condividere un momento differente dal solito, mangiando e bevendo insieme, in uno spazio strutturato appositamente per conoscersi.
Con l’aumento dell’interesse pubblico in quell’area di attività bollate come “nerd” l’idea di trasportare una dimensione di gioco tipicamente associata alla solitudine in uno spazio aperto fa breccia, e distrugge lo stereotipo. Ad oggi le serate si svolgono su cadenza mensile e si muovono su più location nella provincia di Caserta, opportunamente indicate sulle loro pagine social.
Il progetto nasce dalla volontà di un gruppo di amici ed è pertanto no-profit; il contributo economico eventualmente richiesto serve, quindi, esclusivamente a coprire le spese organizzative e a rendere sostenibile la serata, attraverso l’acquisto del materiale di gioco che verrà poi fornito ai partecipanti.
Ma un evento del genere necessità di un gran numero di persone per funzionare a dovere, ed è qui che entra in gioco il collettivo creativo “Janara studios“. L’associazione unisce scrittori, illustratori, game designer ed appassionati del fantastico con l’obiettivo di creare insieme, e a detta dei ragazzi è stato un vero punto d’appoggio per cominciare questa avventura.
A unire le due realtà , anche se solo temporaneamente, è stato quindi un obbiettivo comune, quello di riportare la bellezza e la matrice sociale del gioco di ruolo in un territorio come Caserta, dove gli spazi di aggregazione scarseggiano, o si configurano come ripetitivi.
Un progetto pensato e coltivato da ragazzi giovani, e pieni di voglia di fare, che hanno dato vita ad un momento di socialità in piena regola. Un luogo dove metter in campo la propria immaginazione, per tuffarsi in un mondo fantastico che ha un’eco più che reale. Uno spazio dove costruire amicizie e formare legami, dandosi modo per immaginarsi diversi, almeno per una sera.
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