
Nella sua abituale diretta del Venerdì, il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca ha attaccato aspramente la misura del Reddito di Cittadinanza. De Luca non risparmia neanche il capo politico del M5S Giuseppe Conte, accusandolo di truffa mediatica e politica.
Le elezioni sono ormai alle porte e il governatore della Campania ne ha approfittato per dire la sua opinione riguardo l’ex premier Giuseppe Conte e il suo cavallo di battaglia: il reddito di cittadinanza. Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari. Questa misura, è stata tema di dibattito in questa campagna elettorale.
Ad oggi, il percorso del Reddito di Cittadinanza vede mancata della parte riguardante il lavoro. Navigator e centri per l’impiego non hanno funzionato a dovere, riducendo questa riforma sociale ad un sussidio che è comunque servito per far fronte al problema povertà, soprattutto nei due anni della pandemia.
Vincenzo De Luca ha chiuso così la giornata di Venerdì: “Abbiamo avuto modo di apprezzare Giuseppe Conte e qui siamo di fronte a trasformismo e truffa politica e mediatica – tuona l’inquilino di Palazzo Santa Lucia -. I 5 stelle hanno governato con la Lega, il Pd, Forza Italia e Draghi. Sono stati per 4 anni al governo, tre con Conte presidente.
Ora gira per l’Italia come un turista, capitato in Italia per caso. Fino a tre mesi fa Conte ha votato Draghi. Fanno demagogia. I loro cavalli di battaglia sono reddito di cittadinanza, superbonus. Questa del reddito è una grande truffa politico mediatica. Il partito democratico ha sbagliato a non chiarire le posizioni. Il reddito viene presentato da Conte come una misura essenziale di contrasto alla povertà”.
E proprio al reddito di cittadinanza, Vincenzo De Luca non risparmia una dura stoccata: “Si era presentata come una misura per avviare al lavoro i giovani. Ma i due terzi poi non possono lavorare, primo punto da chiarire quindi: è una misura di contrasto alla povertà o di avviamento a lavoro? Io sono d’accordissimo a prendere misure per aiutare la povera gente ma regalare uno stipendio a chi non può lavorare è un’altra cosa. Si mescola così chi ha bisogno di aiuto con i parassiti, non c’è modo di controllare. Noi abbiamo messo insieme la povertà vera con parassitismo e clientela”.
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