
Confusione, anche ideologica, e di conseguenza divisione. Sono le due facce simili che regnano nel PD dal 2007, anno di nascita del partito dopo la fusione tra i Democratici di Sinistra e la Margherita, che vantavano tra le loro fila figure appartenenti insieme alla Democrazia Cristiana, al Partito Socialista e al Partito Comunista. Quasi venti anni di storia per una forza politica sempre classificatasi ai primi posti alle elezioni nazionali, ma che continua a presentare notevoli differenze al suo interno, raccogliendo tutto e il contrario di tutto. Divergenze di idee ed opinioni che da qualche anno si ripercuotono anche tra i vertici del partito nazionale e i piani alti del Partito Democratico campano, soprattutto da quando Elly Schlein è diventata segretaria. In questo senso, gli ultimi mesi sono stati a dir poco bollenti e pieni di fibrillazioni, prima con scaramucce e frecciatine lanciate a vicenda da una parte e dall’altra, poi con duri attacchi senza nemmeno troppi peli sulla lingua. Fino ad arrivare all’odierno argomento di scontro tirato in ballo dai dem nazionali, che riguarda il possibile terzo mandato da governatore a cui punta in Campania Vincenzo De Luca, il quale, nonostante i recenti avvenimenti che hanno scosso la sua “macchina del potere”, al momento non sembra avere alcun tipo di ostacolo (eccetto quello coadiuvato da Schlein&Co.) e rivale.
In un recente articolo è stato spiegato che De Luca, sfruttando una serie di cavilli e vuoti della l. n. 165/2004, potrebbe essere rieletto per la terza volta consecutiva, sulla scia di quanto accaduto in Veneto con Luca Zaia. Una possibilità che fa storcere di brutto il naso e su cui si sono già pronunciati i nomi forti del Nazareno: dalla stessa Schlein a Sandro Ruotolo, da Marco Sarracino ad Antonio Misiani, tutti hanno ribadito più volte la loro contrarietà sulla faccenda. Mossa delle ultime ore partita direttamente dalla sede dem di Roma è stata quella di contattare i consiglieri regionali del PD campano. “Chi vota per il terzo mandato di De Luca è fuori dal partito” è la sintesi della comunicazione.
Ma il governatore tira dritto e non si preoccupa della volontà dei personaggi di spicco dem. Dopotutto, col tempo lo è diventato anche lui, a tal punto che i suoi seguaci preferirebbero abbandonare il partito nazionale piuttosto che fargli mancare sostengo e supporto per le prossime elezioni fissate in primavera. “Mi ricandido e chi ci sta ci sta – ha tuonato il presidente campano – Il partito (PD ndr) sta peggio di due anni fa e non propone un’alternativa seria a Meloni”. La spaccatura tra le parti sembra quasi irreparabile, diventata così profonda che l’ipotesi di una separazione tra il governatore e il Partito Democratico non è poi così remota e lontana. Il veto apposto dai vertici del Nazareno sul terzo mandato è più chiaro che mai e De Luca potrebbe essere lasciato solo nella corsa verso la seconda riconferma, ma colui che è stato soprannominato “lo sceriffo” può vantare l’aiuto di uomini forti tra le sue fila.
Zero ostacoli di natura giuridica, dunque, per De Luca, che si prepara alla campagna elettorale e a concorrere ancora una volta per il posto più ambito in Consiglio regionale. Sui rivali dell’altro schieramento che potrebbero rovinargli piani e ambizioni, invece, al momento sembra essere una sfida a due tra Fulvio Martusciello, in quota Forza Italia, e Edmondo Cirielli, di Fratelli d’Italia. Nomi che destano ben poca preoccupazione al governatore, che ancora oggi conta a suo favore una “macchina del potere” degna di nota. Nonostante gli scossoni politici che hanno colpito rispettivamente, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, Franco Alfieri, presidente della provincia di Salerno arrestato per corruzione, e Giuseppe Zannini, anch’egli indagato per corruzione e concussione, entrambi fedelissimi di De Luca e portatori di un gran numero di voti, il presidente della regione non pare essere uscito ridimensionato dalle vicende. Il governatore è riuscito a costruirsi bene nel tempo, così bene da conquistare politici ed elettori, al pari dei personaggi di punta del PD. È grazie a questo che ha vinto per ben due volte le elezioni in Campania. Ed è per questo che molto probabilmente correrà da indisturbato verso il terzo mandato. Un uomo del Partito Democratico (quasi) solo al comando, ma fortissimo.
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