
Il 24 luglio in Italia e il 26 luglio negli Stati Uniti d’America è uscito uno dei pochi e più attesi cinecomics del 2024: Deadpool&Wolverine, il terzo capitolo della saga di Deadpool. Si tratta di un top o di un flop?
La storia di questo film è piuttosto travagliata: a marzo del 2019 la Disney riuscì, dopo ben due anni di trattative, ad acquisire la Fox e tutti i suoi diritti per supereroi Marvel come tutti gli X-men, Daredevil e Elektra, The Punischer, i Fantastici 4 e Blade. Perciò Ryan Reinolds, dopo l’acquisizione della Disney e l’ingresso nel Marvel Cinematic Universe, annunciò un terzo atto della saga di Deadpool con l’aggiunta nel cast di Hugh Jackman nei panni, ancora una volta dopo 24 anni, di Wolverine. E così nacque Deadpool&Wolverine.
Il film perciò si presentava come l’ingresso nell’MCU di Wade Wilson e di James “Logan” Howlett. Tuttavia, alla visione risulta chiaro che si tratti di un film senza una trama ben precisa. L’incipit, lo svolgimento e la conclusione risultano piuttosto confusionari e gli avvenimenti accadono senza spiegazioni o motivazioni chiare. I personaggi non sono approfonditi o se sono approfonditi è solo in maniera superficiale, poiché le battaglie interne che stanno combattendo tutti i personaggi sono trattate solo in superficie. Le stesse problematiche e insicurezze che girano attorno ai due protagonisti non sono affatto chiare e sono solo abbozzate.
Se da un lato i fan di Deadpool possono stare tranquilli per lo spirito volgare e violento di Wade, dall’altro si ritroveranno davanti ad una trama e una regia di gran lunga inferiore rispetto ai primi due capitoli. Il film e il protagonista, infatti, non sono stati per nulla edulcorati, al contrario, sangue, parolacce e volgarità sono stati potenziati in maniera esagerata e rappresentano il fulcro (e forse l’unico elemento) del film.
A chi piace l’ironia sboccata ed esagerata, forse in certi casi fuori luogo, e a chi piacciono tanti combattimenti, molto cruenti di certo, senza uno scopo ben preciso, questo film è perfetto. Tuttavia, a chi piace il “fan service”, quel fenomeno per cui le grandi casi produttrici si piegano al pubblico per dargli ciò che vuole, non è il film adatto. Al contrario di “Spider-Man No Way Home”, in questo film il fan service non è reso nel migliore dei modi: molti protagonisti e molti villain non sono interpretati dagli attori storici e la quantità e l’importanza dei camei lascia molto a desiderare, con la comparsa di un solo X-men dell’intera saga, composta da ben 10 film.
Infine, si tratta dell’ennesimo film Marvel in cui gli sceneggiatori non hanno tenuto conto degli altri prodotti dello stesso universo. Questo perché i team dei vari prodotti Marvel, rispetto al passato, non collaborano più, di conseguenza anche in questo film si riscontrano svariate contraddizioni con le due stagioni della serie TV dedicata a Loki e con l’ultimo film di Doctor Strange.
Come ho accennato nella parte no spoiler, i personaggi di questo film non sono per nulla approfonditi e si fa una fatica immensa a trovare una trama tra battute e gag sull’universo Fox. Prima tra tutti Cassandra Nova, la sorella mai nata del Professor X, Charles Xavier. Per un personaggio di questo calibro ci si aspetterebbe un’introspezione psicologica di spessore o magari dei Flash-Back e una spiegazione più dettagliata del suo passato. Tutto questo non c’è e le sue motivazioni cambiano in maniera contraddittoria durante la pellicola. Se dopo lo scontro con i due protagonisti sembra redenta, pochi minuti dopo, a favore di trama, è impegnata a distruggere il multiverso per un motivo non ben noto. I “camei” come Pyro, Blade, Elektra, Gambit e la stessa figlia in provetta di Logan, Lora o X23, sono poco meno che abbozzati. La caduta di Deadpool e il suo rapporto con Vanessa, la sua compagna comparsa in tutti e tre i film, sono confusi e non naturali. Allo stesso modo la comparsa dei “Deadpool corps” è inutile ai fini della trama e non c’è alcuna motivazione della alleanza con Cassandra Nova: si tratta di una rappresentazione non degna dell’ispirazione fumettistica. Mentre la storia di questo nuovo Logan, il “peggior Logan”, non è stata nemmeno presentata, quindi priva di un vero e proprio di contenuto. In definitiva i personaggi a schermo sembrano tanto delle prime bozze di sceneggiatura non sviluppate nella sala di produzione.
Arriviamo ora all’elefante nella stanza: Loki stagione 2. Tutto ciò che è presentato all’interno di questa pellicola va in contraddizione con ciò che è stato raccontato nella seconda stagione di Loki. Il finale di Loki parla chiaro: il dio norreno si è sacrificato creando l’albero della vita, è diventato il dio delle storie e ha messo fine all’egemonia della “sacra linea temporale”, in favore dell’infinità delle linee temporali del multiverso. Perciò è lecito pensare che il luogo dove è ambientato la gran parte del film non dovrebbe nemmeno più esistere. Inoltre, nella conclusione del film Cassandra Nova, senza un preciso motivo e in maniera del tutto contraddittoria rispetto alle sue scelte durante il resto della pellicola, è quasi riuscita a distruggere il multiverso tramite una macchina chiamata “time reaper”. E Loki? E il dio delle storie, al centro dell’albero della vita, che ha donato la sua intera esistenza alla sopravvivenza di tutte le linee temporali? E la TVA? E la time variant authority, il cui scopo era ormai proteggere il multiverso? E Doctor Strange o Wong? Gli stregoni che in “Doctor Strange in the Multiverse of Madness” e in “Spider-Man No Way Home” si sono già occupato di minacce multiversali? Tutti immobili proprio come se non stessimo guardando un universo condiviso dove le scelte di un film devono, anzi dovrebbero, ricadere sull’altro.
In conclusione, Deadpool&Wolverine, pieno di buchi di trama, errori concettuali e ingenuità di sceneggiature, è un film che non è un film, bensì solo il funerale mal riuscito del moribondo, da quasi 10 anni, universo Marvel della Fox.
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