
In questi giorni sta facendo discutere l’esclusione di Castel Volturno dai territori vulnerabili su cui si sperimenterà il “Modello Caivano“. I comuni individuati dalla Presidenza del Consiglio beneficeranno di 180 milioni di euro per progettazione pubbliche utili a mitigare le emergenze sociali in corso. Gli enti beneficiari saranno: Scampia a Napoli, Orta Nova a Foggia, San Cristoforo a Catania, Borgo Nuovo a Palermo, Rozzano a Milano e Quarticciolo a Roma.
Il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino è intervenuto sulle pagine de Il Mattino in merito all’esclusione dalla lista del comune castellano, affermando: “Castel Volturno è in forte credito istituzionale, mi sbalordisce che quando finalmente il governo affronta il tema della vulnerabilità sociale proprio noi non veniamo presi in considerazione“.
In primis sorge una riflessione: l’applicazione del Decreto Caivano bis dovrebbe comprendere lo sgombero degli abusivi, spesso immigrati irregolari, che risiedono perlopiù nelle aree di Destra Volturno e Bagnara.
Lo sgombero delle aree periferiche di Castel Volturno darebbe il “via” all’esplosione di un’emergenza provinciale che manderebbe in tilt i comuni circostanti, oltre che la stessa Regione Campania. Eppure ad Agosto 2024 fu lo stesso Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a tuonare: “manderemo via tutti gli irregolari da Castel Volturno“.
La volontà reale, invece, sembra di mantenere lo status-quo per non affrontare le conseguenze di una gestione totalmente deficitaria. Il Decreto Caivano bis dovrebbe prevedere un’azione totale nelle periferie di Castel Volturno, una soluzione che per l’ennesima volta è stata rimandata.
Ma Castel Volturno potrebbe beneificare del Decreto Caivano Bis? La verità è che Castel Volturno ha già un commissario straordinario, oggi nella persona del Prefetto di Caserta, grazie ad un protocollo d’intesa siglato nel 2018. All’interno del protocollo ci sono varie progettualità strategiche, ma quelle più importanti stentano a decollare: su tutte le scogliere di Destra Volturno – Bagnara e l’impianto fognario di Destra Volturno.
D’altronde il protocollo d’intesa del 2018 promuove valori e un’idea di comunità simile a quella della Legge Caivano bis, con un grande accento posto sugli enti del terzo settore e promozione di attività di inclusione sociale. Il protocollo d’intesa è pieno di idee interessanti, ma solo sulla carta. Un esempio è il P.A.G., immobile da due milioni di euro che serviva a creare aggregazione giovanile mentre oggi è sede di un’azienda privata che sta lavorando alla Pineta.
Ad andare avanti sono interventi di co-housing sociale e per le vittime di tratta, ma spesso queste sono si sono rivelate scatole vuote incapaci di risolvere problemi ben più strutturali. Non vogliamo essere disfattisti, ma il sistema di inclusione pensato per Castel Volturno al momento è solo uno sproloquio di buone intenzioni.
In ogni buon stato democratico si sa che al principio vi è un lavoro sulla consapevolezza e la coscienza degli extracomunitari, garantendo prima di ogni cosa il loro ingresso nel dibattito pubblico-politico. Così non è mai stato fatto. Ad alcuna minoranza è garantita rappresentanza e gli stessi immigrati non prendono parte alla vita pubblica del territorio.
Castel Volturno vive sulla propria pelle le trasformazioni sociali che avvengono in Regione Campania, come l’imminente sgombero del campo rom di Giugliano o quello delle vele di Scampia. Cosa fare in virtù di un Governo che sembra aver scelto di non intervenire nonostante i proclami?
Per il presidente dell’Associazione Centro Studi Officina Volturno, Tommaso Morlando, impegnato socialmente da oltre trent’anni sul territorio, una via d’uscita c’è: “Mi consento di suggerire al nostro Sindaco Pasquale Marrandino, che i suoi fans indicano come il miglior sindaco di sempre, di fare un consiglio straordianario “open”, dove ci siano associazioni e politici di livello nazionale e chiedere con un documento unico dei punti essenziali: Esigere di conoscere cosa il GOVERNO intende fare e quale “legge speciale per Castel Volturno” intendano adottare, come ampiamente promesso dalla stessa premier Giorgia Meloni nella sua ultima visita a Castel Volturno. È utopia pensare che queste emergenze si possano risolvere in loco senza un impegno straordinario sia della Regione sia dello Stato centrale“.
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...
Era l’equinozio di autunno, precisamente il 21 settembre dell’anno 19 a. C., quando il Vate lasciò le sue spoglie mortal...
Il cortile del Maschio Angioino è pronto a trasformarsi in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto di musica e teatro....
Qualche mese fa Villa Literno è finita al centro delle cronache nazionali quando i risultati di un monitoraggio sulle acqu...