
A circa due anni e mezzo dal Decreto Caivano, voluto dal Governo Meloni nel 2023, è innegabile il risultato principale che questa legge ha avuto sul sistema carcerario minorile, ossia il sovraffollamento negli Istituti Penali per i Minorenni (IPM).
L’ultimo rapporto dell’associazione Antigone rivela infatti che sono aumentati i detenuti nei centri minori. Di primo acchito, sembrerebbe che il sovraffollamento degli IPM sia stato accompagnato da un conseguente aumento dei crimini commessi dai minorenni. Eppure non è così.
I dati rivelano un quadro ben diverso:
– le segnalazioni di minori per omicidio sono rimaste stabili, addirittura in calo rispetto al 2014-2017, o ai decenni passati.
– le denunce hanno un andamento oscillante: negli anni ‘90 era oltre i 40 mila, nel 2020 si scende al di sotto delle 30mila segnalazioni, per poi ricrescere nel 2023-2024.
– i tentati omicidi aumentano del 26% e così, le violenze sessuali del 25%. Crescono lievemente anche i furti (+6,2%), e ancor di più le rapine (+10,3%). Diminuiscono del 4,2% i reati relativi alle violazioni della normativa sugli stupefacenti.
– l’Italia ha uno dei tassi più bassi d’Europa, secondo i dati ISTAT del 2023 infatti vi è un tasso di denunce per centomila abitanti, di 363,4. Questo numero risulta essere quasi la metà della media europea, che nello stesso 2023 era di 647,9 per centomila abitanti.
Tuttavia, non bisogna fermarsi alle sole segnalazioni. Non bastano le denunce a rendere criminali, ma queste vanno accompagnate da indagini, quindi processi ed eventualmente condanne. Sebbene la crescita di segnalazioni del 2023-24 (+16,7%), il numero di minori riportati dall’autorità giudiziaria agli Uffici di servizio sociale per minorenni (USSM) è molto più basso, con una crescita del 2,4% nel 2024.
Questo è comprensibile se si considera che più segnalazioni possono anche essere commesse dalla stessa persona. O semplicemente, queste denunce non vengono confermate come reati. Allo stesso tempo, sarebbe poi inadeguato non considerare anche altri indicatori importanti: l’aumento della povertà assoluta, il raddoppio dell’uso di psicofarmaci tra il 2016 e il 2024 e la diminuzione dei fondi disponibili per l’accoglienza migranti, specialmente se esaminiamo i Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA).
Relativo alla Campania, i dati aggiornati al 30 giugno 2025 mostrano che la regione produce il 30,9% dei minori detenuti in Italia. A seguire, la Sicilia con il 17,4% e il 10,4 % per la Lombardia. Per Napoli, a Nisida, gli operatori di Antigone, in visita, hanno registrato 78 ragazzi detenuti, grave, rispetto alla capienza massima di 74. Tutto ciò risulta ancora più deplorevole se si considera che la maggioranza dei detenuti sono in carcere sulla base del provvedimento di custodia cautelare, mentre diminuiscono i fondi legati alle politiche di reinserimento e per le possibili attività da svolgere.
In generale, non vi è comunque un’emergenza di criminalità giovanile, tuttavia le conseguenze del Decreto Caivano sono preoccupanti. E i ragazzi? L’appello comune è “Io non ti credo più”, ossia il risultato di uno Stato malato che reprime, senza educare. Una legge che punisce, senza offrire un futuro. Per quanto lo si ignori, anche questi giovani ragazzi sono parte integrante del paese.
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