
Approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto Campi Flegrei, che prevede un’emissione di fondi pari a 442 milioni di euro per affrontare l’emergenza sismica che da mesi si sta registrando tra i comuni di Napoli, Pozzuoli e Bacoli. I primi fondi saranno destinati in particolare all’edilizia pubblica, alla ricostruzione ed alla riqualificazione dell’area dei Campi Flegrei. Saranno poi aggiunti altri 20 milioni di euro per l’edilizia privata, infrastrutture di trasporto ed altri servizi essenziali prioritari, ma saranno esclusi dagli aiuti ai privati gli immobili abusivi, le seconde case e, sembrerebbe, anche quelli con condono pendente.
Inoltre, come precisato dai ministri Raffaele Fitto e Nello Musumeci, ci saranno 22 milioni di euro destinati agli interventi di edilizia scolastica nella zona. La parte principale della somma di denaro arriva dal Fondo Sviluppo e Coesione (400 milioni di euro), divisi a loro volta in 200 milioni dalla quota FSC in capo alle amministrazioni centrali e in una restante parte dalle risorse assegnate alla Regione Campania.
Il decreto prevede che la gestione degli interventi sia affidata ad un commissario straordinario, che verrà nominato entro 15 giorni dall’emanazione del decreto. Al commissario verranno affidati i compiti riguardanti l’attuazione del PNRR e dovranno essere presentate due modalità di interventi: la prima destinata alla riqualificazione sismica degli edifici pubblici presenti nell’area dei Campi Flegrei; la seconda a garantire la funzionalità delle infrastrutture di trasporto e degli altri servizi prioritari nella zona. Mentre per garantire l’attività scolastica, il Comune di Pozzuoli dovrà provvedere all’esecuzione di interventi urgenti di ripristino degli edifici scolastici danneggiati.
Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha però specificato che “la gestione degli interventi per i Campi Flegrei non può essere essere affidata alla Regione, ai Comuni o al Dipartimento. Il governo sta dando più di quanto non abbia il dovere di dare. E questo perché emergono gravissime responsabilità, remote e meno remote, omissive e commissive, che coinvolgono tutti gli enti, a cominciare dalla Regione e dai comuni interessati: Napoli, Pozzuoli e Bacoli”.
Il decreto Campi Flegrei riconosce anche un contributo di autonoma sistemazione (CAS), previsto per ogni caso di calamità naturali, a favore delle famiglie sfollate. Il contributo mensile va dai 400 ai 900 euro ed è destinato alle famiglie la cui abitazione principale è stata sgomberata per inagibilità. Musumeci ha infatti spiegato che “le persone costrette a lasciare la casa usufruiscono di un contribuito da 400 a 900 euro a persona al mese, suscettibili di integrazione. Il governo non intende tirare fuori un solo quattrino per le case abusive o le seconde case. Lo ribadisco per evitare di alimentare facili attese”. Inoltre, con il decreto, scatta anche il divieto di realizzare nuove abitazioni per civili, esclusi stabilimenti, opifici e luoghi di lavoro.
Musumeci ha poi duramente attaccato i sindaci flegrei e il presidente della Campania Vincenzo De Luca. Il sindaco di Bacoli, Josi della Ragione, ha risposto così: “Cosa penso delle nuove polemiche del Governo sul bradisismo? Nulla. Non mi interessano. So solo che qui, nei Campi Flegrei, abbiamo famiglie che non possono più dormire nelle proprie case. Donne e uomini, anziani e bambini, che meritano azioni concrete. Non chiacchiere in libertà. Ma fatti. Da Roma vogliamo i fatti. Ci vogliono i soldi veri per mettere in sicurezza le case lesionate dal bradisismo. Non elemosine, e a oggi, i fondi previsti non bastano”.
Arriva anche la delusione del sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, che commenta: “Pochi soldi per la manutenzione delle case private danneggiate dallo sciame sismico del 20 maggio scorso. Mentre anche le risorse destinate ai Campi Flegrei sono in parte presi dai fondi FSC già spettanti alla Campania”.
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