
Nella giornata di mercoledì 3 luglio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Carcere, fortemente voluto dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, in risposta alla situazione di emergenza del sovraffollamento carcerario. Inoltre, nei primi sei mesi del 2024, si sono registrate cifre drammatiche di suicidi, cifre che non sono mai state così alte. Questo provvedimento era ormai atteso da tempo, ma Nordio ha dovuto “combattere” contro l’opposizione della Lega e di Fratelli d’Italia, fortemente contrari a qualsiasi agevolazione carceraria.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, commenta: «Il provvedimento approvato oggi è un intervento vasto e strutturale che affronta in modo organico un altro settore del sistema dell’esecuzione penale. Questo intervento è frutto di una visione del governo Meloni, condivisa dai nostri sottosegretari, che sul punto di vista della Giustizia è orientata essenzialmente su quello che potremmo chiamare umanizzazione carceraria».
Al centro del decreto, come spiega anche Nordio, c’è sicuramente l’istituzione di un albo di comunità. Quest’ultima misura è indirizzata in particolare ai minori ed ai tossicodipendenti, ma anche ai carcerati con residuo di pena basso e quelli condannati per determinati reati. Ci si augura così di offrire percorsi di riabilitazione e riqualificazione professionale. Un’importante menzione va fatta anche all’intervento psicologico: aumenta il numero di telefonate per chi è ristretto, nello specifico da 4 a 6 telefonate mensili consentite.
Un’altra misura con la quale interviene il decreto sul sovraffollamento carcerario riguarda la semplificazione del procedimento per ottenere la liberazione anticipata. Ad esempio, i detenuti che rispetteranno la “buona condotta” avranno diritto a una riduzione di pena di 45 giorni ogni sei mesi. Verrà poi introdotto un procedimento con il quale si spiegherà al detenuto quali sono gli sconti che potrebbe avere durante la sua permanenza in carcere. Si spera che tramite questo procedimento, si possa incentivare la buona condotta, aumentando così la possibilità di una liberazione anticipata. Infine, ci sarà l’assunzione di mille nuovi agenti di polizia penitenziaria.
«Tra i 15 e i 20mila detenuti sono in attesa di giudizio, in carcerazione preventiva. Una buona parte sarà prosciolta, dimostrando che la carcerazione sarà ingiustificata. Col ddl Nordio si inverte il provvedimento di carcerazione e la carcerazione preventiva avrà un impatto sul numero di detenuti che non sarà insignificante» commenta il Ministro della Giustizia. Il 31 maggio 2024, il numero dei detenuti ha superato di oltre 10.000 unità la capienza regolamentare prevista. Parliamo nello specifico di 61.547 detenuti presenti nelle 189 carceri italiane, che però hanno una capienza di 51.241 posti.
Il sovraffollamento nelle carceri in Italia è un problema sempre più presente che richiede soluzioni immediate e concrete. In più ha gravi conseguenze come: condizioni di vita precarie, difficoltà nel garantire servizi essenziali e problemi di sicurezza. Infatti, nelle carceri italiane, dall’inizio dell’anno al 20 giugno si sono registrati 44 suicidi. Dai dati emerge che si tratta di 42 uomini e 2 donne, 24 sono italiani e 20 stranieri, provenienti da 14 diversi Paesi.
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