
“Giorgio aveva il cuore piccolo. Per una malformazione fisica, dicevano. Non poteva correre, non poteva stancarsi ma, soprattutto, non poteva emozionarsi. Mai troppo. Giorgio aveva il cuore piccolo e gli occhi grandi, ma quando li alzava il cielo non c’entrava per intero. La materia azzurra, grande e inafferrabile, che il bambino non poteva toccare per capire di cosa fosse fatta, gli regalava un pizzicore nella pancia che gli piaceva tanto. Una specie di solletico profondo. Un po’ perché amava preservare il fascino dei suoi segreti, un po’ perché temeva che quanto gli accadeva non fosse nulla di buono per la salute, Giorgio nascose a tutti gli effetti prodotti dai lunghi minuti trascorsi a osservare il blu. Fece anche un’altra cosa, prese il cielo e lo portò nei suoi giorni, immaginando che i fatti della vita accadessero in aria anziché in terra”. Inizia così, con ciò che definirei un primo “attimo di poesia”, l’esordio letterario della regista Barbara Rossi Prudente. Editato da Castelvecchi nel 2024, “Dell’amore e altri disturbi” ci immerge immediatamente in un affascinante viaggio attraverso le molteplici sfaccettature dell’amore, rivelando la complessità di una famiglia che, seppur singolare, riflette in realtà le sfide e le gioie di ognuno di noi. Inquieti, qualche volta afflitti da una “causa maggiore”, i personaggi del romanzo sembrano non volersi arrendere e anzi sembrano quasi voler uscire dalle pagine per “salvare” il lettore dalla solitudine e dalla stanca quotidianità che spesso lo affligge.
“Dell’amore e altri disturbi” esplora l’amore come fulcro centrale delle nostre esistenze, attraverso le vicende di Giorgio, il protagonista maschile, che vive una vita ricca di emozioni e incertezze, struggendosi nel cercare il proprio posto nel mondo. Giorgio si innamora di Barbarella, una donna più giovane e seducente, con cui ha una figlia, Arianna. Lasciando la sua famiglia precedente, composta da Gilda, Marcella e Riccardo, Giorgio si avvicina a una nuova dimensione affettiva. Nel corso della narrazione, assistiamo alla ricomposizione dei legami familiari, con Gilda e Giorgio che si riavvicinano nel matrimonio di Marcella, riconoscendo l’importanza del sostegno reciproco e dell’affetto nonostante le divergenze. Il romanzo esplora anche le dinamiche amorose di altri personaggi, come Elena e Ivan, intrappolati nei loro sentimenti non espressi, e offre uno sguardo penetrante sul desiderio, la conquista e le delusioni legate all’amore. Con tredici racconti interconnessi, l’autrice crea un tessuto narrativo avvincente che cattura l’attenzione del lettore, offrendo spunti di riflessione su cosa significhi amare veramente e vivere senza amore.
Casertana, Barbara Rossi Prudente ha saputo distinguersi nel mondo della scrittura e della cinematografia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sulla narrativa contemporanea italiana, ha avviato la sua carriera come sceneggiatrice per cinema e televisione, collaborando con importanti produttori nazionali e internazionali. Il suo talento creativo è stato presto riconosciuto, e nel 1999 ha ottenuto il prestigioso premio Solinas per la sceneggiatura del lungometraggio “Esterno sera“.
Il suo contributo al cinema italiano è stato ulteriormente celebrato nel 2004, quando il cortometraggio “Sole”, da lei co-sceneggiato, ha vinto il premio David di Donatello come Miglior Cortometraggio. La sua versatilità artistica si è espressa anche nella regia di diversi cortometraggi indipendenti, che hanno suscitato interesse sia a livello nazionale che internazionale. Tra i suoi lavori più noti vi sono “Non ti aspettavo”, che ha ricevuto particolare attenzione negli Stati Uniti e ha partecipato al Tribeca International Film Festival di New York. Oltre alla sua carriera nel cinema, Barbara ha ampliato i suoi orizzonti artistici dirigendo documentari, come “La carne fresca”, che affronta il tema della prostituzione infantile in Brasile, e “La bambina deve prendere aria” del 2008, che narra l’emergenza rifiuti in Campania attraverso gli occhi di una madre che parla alla sua neonata. La sua sensibilità e impegno sociale si riflettono anche nella sua collaborazione con il co-regista Andrea Cerini per il documentario animato “L’oro rubato”.
“Dell’amore e altri disturbi” segna il suo debutto nel campo letterario, confermando la sua versatilità e profondità artistica. Con questo romanzo, Barbara continua a esplorare le complesse dinamiche umane, offrendo al lettore un’opera ricca di emozioni e riflessioni sull’amore e sulle relazioni interpersonali. La sua capacità di tessere trame avvincenti e di dare vita a personaggi complessi la rende una delle voci più interessanti e originali della narrativa contemporanea italiana. La copertina del libro è stata realizzata da Beniamino Servino, architetto noto per la sua ricerca della purezza e dell’essenza dei materiali.
di Achille Callipo
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