
La demolizione della Vela Gialla a Scampia, iniziata i primi di marzo, è quasi giunta al termine: il progetto “ReStart Scampia” procede senza freni.
Il progetto “ReStart Scampia” rappresenta un’iniziativa di profonda rigenerazione urbana del quartiere delle Vele, con l’obiettivo primario di migliorare non solo l’aspetto fisico dell’area, ma anche di garantire agli abitanti una casa dignitosa e un ambiente più vivibile. Il piano prevede la demolizione della Vela Gialla e della Vela Rossa per far posto a 20 edifici contenenti 433 nuovi alloggi autosufficienti dal punto di vista energetico, classificati come NZEB (Nearly zero-emission building) per massimizzare l’efficienza energetica tramite l’uso di fonti rinnovabili e componenti passive.
Questi alloggi sono destinati alle stesse persone che oggi abitano nelle Vele, purché in possesso dei requisiti previsti per legge, per le quali il Comune di Napoli ha previsto un programma particolare per agevolare il trasferimento ed un piano di mobilità per il coordinato spostamento degli abitanti. La Vela Celeste, invece, è l’unica per la quale è disposta la riqualificazione e, secondo il progetto, sarà sede di diversi uffici pubblici tra cui quelli della città Metropolitana.
Gli spazi aperti sono un elemento cruciale del progetto, con la trasformazione delle aree esterne in paesaggi ordinati e funzionali che promuovono la biodiversità e il benessere collettivo. Questi spazi ospiteranno diverse attività sociali e ricreative, come parchi giochi, campi sportivi, una fattoria didattica e un mercato locale, la cui distribuzione sarà definita attraverso processi di coprogettazione con la comunità locale. La progettazione degli spazi aperti e delle soluzioni architettoniche è guidata dalla sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di migliorare l’ecosistema dell’area e ridurre il consumo di risorse, in linea con gli obiettivi della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. Per l’attuazione dei progetti, il Comune di Napoli ha ottenuto circa 159 milioni di euro. Tali risorse provengono principalmente da Piani Urbani Integrati “PUI” nell’ambito del PNRR, dal Fondo Complementare e dal Fondo PON Metro Plus, integrando precedenti linee di finanziamento come il Fondo Programma Periferie e il Fondo Sviluppo e Coesione.
Le Vele di Scampia, complesso residenziale situato nella periferia nord di Napoli, furono concepite tra il 1962 e il 1975 dall’architetto Francesco Di Salvo. Il progetto originario nasceva con l’intento di rispondere alla crescente domanda di abitazioni popolari a basso costo e di creare una vera e propria “città nella città”, autosufficiente e dotata di tutti i servizi necessari. Le sette Vele, dalla caratteristica forma triangolare, dovevano essere integrate da piazze, spazi verdi, aree gioco per bambini, scuole e centri di aggregazione sociale, formando un tessuto urbano comunitario e funzionale. Tuttavia, questo ambizioso progetto utopico fu tragicamente tradito dalla mancata realizzazione di gran parte delle infrastrutture e dei servizi previsti, unita a gravi carenze nella manutenzione e a un’urbanizzazione selvaggia del territorio circostante.
Con il passare degli anni, e aggravato dall’emergenza abitativa post-terremoto del 1980 che portò a occupazioni abusive di massa, il complesso delle Vele si trasformò progressivamente in un simbolo di abbandono istituzionale e degrado. L’assenza dello Stato e la mancanza di politiche sociali adeguate hanno creato un vuoto che è stato presto riempito dalla criminalità organizzata. Le Vele sono diventate tristemente note come “piazze di spaccio” e roccaforti della camorra, un’immagine amplificata dalla risonanza mediatica di opere come “Gomorra”. Questa realtà ha avuto un impatto sociale devastante sui residenti onesti, costretti a vivere in condizioni disumane e stigmatizzati dal resto della società. Il senso di isolamento, la carenza di servizi essenziali e la violenza quotidiana hanno generato un profondo disagio e un forte senso di esclusione, ma allo stesso tempo hanno fomentato una straordinaria resilienza e una forte identità comunitaria tra gli abitanti, che hanno lottato per decenni per il riscatto del loro quartiere. Oggi, con la demolizione di alcune Vele e la riqualificazione della Vela Celeste, si cerca di voltare pagina, trasformando un simbolo di fallimento in un’opportunità di rinascita e di riscatto sociale.
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