
Il titolo forse è un po’ forte ma denuncia una tendenza ormai consolidata e sempre più netta: parliamo della denatalità.
Secondo l’Istat in Italia, nel 2021, ci sono state meno di 400.000 nascite, segnando una netta diminuzione rispetto all’anno precedente.
È la stima che il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, ha dichiarato ai microfoni di Sky Tg24 questa mattina. Parlando della tendenza alla denatalità del nostro Paese, Blangiardo ha sottolineato che è stata implementata “un’iniziativa positiva come l’assegno unico”, augurandosi “che ce ne siano altre”.
L’assegno unico è certo un’agevolazione che aiuta le famiglie in difficoltà a sostenerle nella crescita dei propri figli ,ma non basta. Lo scarso indice di natalità nel nostro paese segnala problemi ben più profondi: crisi sanitarie, economiche unite alle difficoltà di occupazione, alla precarietà lavorativa, con una pressione fiscale pari al 41,0%, in aumento di 2,0 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono questi problemi che spaventano le nuove generazioni e pongono ostacoli nella formazione e fondazione di nuove famiglie.
A ciò si aggiunge una trasformazione culturale che mette in discussione il concetto stesso di famiglia.
Intanto i dati sono questi, in assenza di improvvisi cambi dirotta, l’Italia sarà sempre più (ricalcando il titolo di un noto film dei fratelli Coen) un “paese per vecchi”.
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