
L’amministrazione appena insediata e il suo attivismo non sono riusciti ancora a mitigare fenomeni sociali potenzialmente pericolosi e che sono attualmente in corso. Chi vive da anni in quel territorio ci parla anche di dinamiche sociali inedite, con l’arrivo di tanti nuovi nuclei familiari proprio negli ultimi mesi. Sembra proprio che per l’ennesima volta un enorme problema regionale venga scaricato a Castel Volturno.
Cosa sta avvenendo a Destra Volturno in queste settimane? Tutto ha inizio con l’annuncio di un futuro sgombero delle vele di Scampia, un cambiamento che ha costretto molti nuclei familiari a riorganizzare la propria vita e spingersi in nuovi territori. Vista la disponibilità di immobili e la loro svalutazione, tantissime famiglie hanno comprato casa nei viali di Destra Volturno e Pescopagano, in alcuni casi riuscendo a “colonizzare” intere strade private.
Si tratta di famiglie che soffrono povertà e odio sociale, formate da uomini, donne e bambini di etnia rom. Purtroppo questi soggetti sono i più odiati al mondo, costretti a vivere in campi senza diritti, servizi e dignità. Un’etnia odiata visceralmente in tutto il globo che in alcuni casi sfoga la propria frustazione immettendosi nei tanti circuiti illegali offerti dai territori.
L'”allarme rom” tra i cittadini di Destra Volturno è già iniziato da tempo. Anche perché chi riesce a risparmiare un po’ di soldi ha già lasciato il campo rom di Giugliano alla ricerca di una sistemazione più dignitosa. Non è raro trovare nei cortili di alcune case di Destra Volturno auto smembrate, materiali ferrosi ammassati ovunque e discariche abusive di materiale edilizio.
Noi di Informare siamo ben distanti dal gioco dell’odio che a nulla giova, ma siamo convinti che non governare questi processi aumenterà il degrado, con rischi altissimi per l’incolumità sociale di ognuno. A Destra Volturno le illegalità sono molteplici, strutturali e interconnesse tra loro: la miccia perfetta per una bomba sociale imminente.
Al termine della votazione per il PUC, il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, ha deciso di lanciare un appello molto discutibile: “Voglio fare un appello ai tecnici, alle agenzie mobiliari e ai vari mediatori. Chiunque arrivi a Castel Volturno passa per i vostri uffici, il messaggio è questo: NON è necessario vendere una casa, NON è necessario fittare una casa o peggio ancora consentire di occupare una casa. Il 31 Dicembre scorso ho dovuto lasciare la mia famiglia per recarmi a Destra Volturno, dove un intero quartiere era al buio perché era arrivata una famiglia dal campo rom di Giugliano che si è allacciata abusivamente alla rete elettrica, costringendo i cittadini di quell’area a passare il Capodanno al buio. Sono stati momenti terribili, ma li abbiamo scovati“.
Ai più potrà sembrare un invito anche abbastanza ragionevole, ma è qui che non bisogna incappare in errore, soprattutto se si ha un incarico istituzionale. In primis risulta davvero inefficace invitare agenzie immobiliari e altri intermediari a evitare di vendere e/o fittare, in tal senso l’appello non riuscirà mai ad avere l’impatto repellente che si propone. Per far fronte ad un nuovo esodo di uomini, donne e bambini in condizioni di povertà e precarietà lavorativa, occorrono soluzioni condivise con le massime autorità politico-istituzionali (che al momento restano in silenzio).
L’altro errore da evitare è quello di dare alla bomba una miccia per esplodere. Il sindaco Marrandino ha fatto questo discorso nel consiglio comunale più visto nella storia di Castel Volturno, scegliendo di utilizzare come esempio una famiglia di etnia rom che si è allacciata illegalmente alla rete elettrica e ha lasciato decine di abitazioni circostanti al buio. Alla fine dell’esempio, il sindaco richiama ogni cittadino a “difendere” il territorio.
Di certo le buone intenzioni avranno preso il sopravvento, ma il primo cittadino dovrebbe stare attento a non creare motivi ingiustificati per acuire l’odio sociale, soprattutto in un’area che vede oltre 90 minoranze etniche. Oltre che soluzioni adeguate, in questa fase è bene utilizzare termini meno divisivi in virtù di una situazione che è già estremamente in bilico.
Il sindaco continua affermando: “Questo accade tutti i giorni all’ufficio anagrafe, dove la gente si presenta con documenti che non oso neanche definire e che vengono avallati dal consiglio e dal consenso dei famosi “sanzari“. Ci sono dipendenti che devono subire angherie, pressioni e minacce per sopperire a richieste impossibili. Abbiamo un ufficio per i servizi sociali che si ritrova a combattere con gente che arriva qui solo con l’intento di predare questo territorio. Quindi vi imploro: facciamo selezione e difendiamo il territorio. Non è possibile che per un profitto di 50 euro si facciano nuovamente entrare persone con le scarpe sporche a macchiare la nostra dignità[…] Il primo avamposto all’arrivo di queste persone siete voi (rivolto al pubblico .ndr), aiutateci a difendere Castel Volturno“.
Le dinamiche in corso a Destra Volturno hanno un carattere d’urgenza, ma l’immobilismo di Regione e Presidenza del Consiglio aumenta il sospetto che a Castel Volturno sarà scaricata nuovamente un’emergenza regionale: il disastro delle politiche di integrazione delle comunità rom.
Castel Volturno potrebbe ripiombare in un’altra era di degrado, minando lo sviluppo promosso dai numerosi finanziamenti del Pnrr. Se l’amministrazione non farà sentire la sua voce in modo deciso e determinante, allora sarà complice del disastro. Noi ci auguriamo davvero che non sia così, vista la passione mostrata dalla Giunta nei primi mesi di attività.
In questi giorni è esplosa la rabbia social dei cittadini di Destra Volturno, quartiere periferico che vive problematiche impensabili in un paese moderno. Non ci sono reti fognarie, le strade sono continuamente dissestate, non vi sono spazi pubblici, non vi sono trasporti pubblici né luoghi di aggregazione in cui giovani e bambini possono trovare riparo (fatta eccezione dell’Associazione Black and White).
In uno scenario del genere la svalutazione immobiliare ha raggiunto cifre da “record negativo”, con ville vendute a poco più di 4mila euro. Il quartiere è diventato col tempo un’enorme sacca di povertà che dà spesso spazio a famiglie sulla soglia della povertà assoluta. Nel quartiere va evidenziata anche la sproporzionata presenza di soggetti al regime degli arresti domiciliari (più di 300 sull’intero territorio), nella stragrande maggioranza legati allo spaccio di stupefacenti e all’associazione mafiosa.
D’altronde Destra Volturno ha aree completamente convertite allo spaccio, ma ciò che desta più preoccupazione sono i possibili incontri proprio tra quei soggetti legati ai clan camorristici del napoletano e del casertano. Un humus perfetto per l’instaurazione di nuove alleanze di tipo mafioso. Tali dinamiche sarebbero alimentate anche dall’impossibilità di un controllo diffuso e vigile su tutta l’area.
A Destra Voturno (e non solo) gli extracomunitari appena arrivati in Italia possono trovare una sistemazione abusiva, esponendosi costantemente a sfruttamento lavorativo, abitativo e umano. Ovviamente senza affrontare alcun tipo di percorso di inserimento sociale e senza trovare strutture abbastanza grandi da soddisfare una domanda in crescita. Per alcuni di questi “invisibili” la strada più semplice è l’illegalità, anche perché di alternative non ve ne sono.
La rabbia social dei cittadini di Destra Volturno è solo un primo messaggio all’amministrazione di Pasquale Marrandino, che proprio in quella periferia ha fatto il pieno di voti nella passata elezione. Ora i cittadini vogliono risposte concrete, non limitate al rappezzamento della buca, ma mirate all’uscita del quartiere da una situazione sempre più allarmante.
A fronte di tali problematiche stenta a prendere piede un dibattito sulla gestione di tali emergenze. Per la politica sembra che gli immigrati a Castel Volturno siano solo un problema che deve continuare a galleggiare nel silenzio. Alcun tipo di rappresentanza politica è garantita a questi invisibili e anche quest’amministrazione non ha un assessore espressione delle minoranze etniche, che sul territorio superano quota 90.
Mettere continuamente pezze non risolverà alcun problema, ma ritarderà delle conseguenze potenzialmente disastrose.
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