
L’intervista per Informare a DEZ: “Napulegno” è l’ep dell’artista italo-cubano disponibile su tutte le piattaforme streaming.
Francesco De La Caridad Ravo Hernandez, in arte DEZ, è un giovane artista che sta facendo parlare di sé nella scena musicale. Nato a Cuba nel 1998 da padre italiano e madre cubana, DEZ ha vissuto una vita segnata da continui cambiamenti geografici e culturali. La sua storia è quella di un giovane in cerca della propria identità, e la sua musica ne è la testimonianza più autentica.
Cresciuto tra le strade di Napoli, città che lo ha segnato profondamente, e trasferitosi in Danimarca a soli 18 anni, DEZ ha avuto la possibilità di abbracciare più culture e linguaggi musicali. A Napoli, dove ha scoperto la danza e la musica hip hop, ha messo radici artistiche che ancora oggi continuano a nutrire il suo stile. A Copenaghen, invece, ha affinato la sua dimensione da artista, attraversando le sfide del distacco dalla sua terra e dell’adattamento a un mondo che sembrava parlare una lingua e vivere una cultura lontane dalla sua.
Per Informare DEZ si è raccontato, parlando delle sue influenze, delle sue difficoltà e delle sue ambizioni. Il punto di partenza per una comprensione più profonda della sua musica, infatti, non può che essere il suo primo EP, NAPULEGNO, un progetto che, come ci ha spiegato lui stesso, racconta di una crescita artistica e personale, ma anche di una città che, purtroppo, fa fatica a offrire opportunità ai suoi giovani.
Quando gli chiedo come le diverse culture — quella cubana, quella napoletana e quella danese — abbiano influenzato la sua musica, DEZ risponde con chiarezza e passione:
«Sono tre paesi che intendono la musica in modo diverso. In centro e Sud America, la musica è sempre stata un mezzo di comunicazione diretto, quasi viscerale, che nasce dalla necessità di esprimere un popolo. Cuba ha bisogno della musica, è una cosa naturale. In Italia, Napoli mi ha dato tanto, è la mia più grande fonte di ispirazione. A Copenaghen, invece, mi sono definito come artista. È stato un percorso lungo, non facile, ma grazie a questo ho potuto capire quali fossero le mie qualità più forti e cercare di renderle riconoscibili in ogni traccia. Anche se a volte, purtroppo, non tutti capivano cosa volessi dire».
Il viaggio che lo ha portato dalla Cuba alla Danimarca, passando per Napoli, è il racconto di un giovane che, pur lontano da casa, non ha mai smesso di cercare la sua identità musicale. La decisione di trasferirsi in Danimarca, pur non essendo inizialmente legata alla musica, è stata una sfida che ha segnato profondamente il suo cammino: «La scelta di andarmene ha avuto poco a che fare con la musica. In teoria sarei dovuto andare a studiare, ma non ho mai abbandonato il sogno di fare musica. Copenaghen è bellissima, ma all’inizio è stata davvero una sfida. La lingua, il clima, la cultura: erano tutti aspetti difficili da affrontare. Ma questa città è anche un posto sicuro e multiculturale, e se hai la mentalità giusta, qui puoi trovare mille occasioni».
Un tema ricorrente nelle sue canzoni è quello della nostalgia per Napoli, una città che DEZ non ha mai dimenticato, ma dalla quale si è dovuto allontanare per inseguire i propri sogni. Il suo primo EP, NAPULEGNO, è proprio il risultato di questo conflitto tra il desiderio di tornare a casa e la necessità di andare avanti. «Il titolo è una provocazione. Il Napulegno è visto come la parte di Napoli che fa rumore, quella che non rispetta le regole. Ma io mi sento un po’ Napulegno. E credo che, oggi, molti napoletani si sentano così. La città sta cambiando, le regole stanno cambiando, e a volte è necessario fare un po’ di rumore per fare in modo che le cose cambiino davvero». Il suo Napulegno, dunque, diventa un simbolo di resistenza, di lotta e di cambiamento.
Con NAPULEGNO, DEZ esplora proprio questa tensione tra la nostalgia per la città d’origine e il desiderio di crescita, di evoluzione. La sua musica, infatti, non è solo una riflessione sulla città che ha lasciato, ma anche una ricerca della propria identità, tanto musicale quanto personale. «Quando scrivo di Napoli, mi sento strano, perché mi rendo conto che sono passati sette anni da quando me ne sono andato. Sette anni sono tanti. Ma non posso fare a meno di guardare la città con occhi diversi ogni volta che torno». Una delle tracce più significative dell’EP, “Sparirò”, è proprio una dedica alla sua città, alla periferia di Napoli, e ai giovani che vorrebbero rimanere ma sono costretti ad andare via. «Vorrei che i ragazzi della mia età avessero gli strumenti per costruirsi un futuro senza dover necessariamente cercare altrove».

Ma non è solo la nostalgia a caratterizzare NAPULEGNO. Il progetto è anche un atto di speranza, un inno al cambiamento e alla perseveranza, ma anche alla lotta per un futuro migliore. Questo lo si evince dalle collaborazioni con artisti come Bl4ir, DEVA e Million, che arricchiscono l’EP con diverse sfumature sonore e tematiche, creando una narrazione complessa ma affascinante. «Con queste collaborazioni, ho avuto la possibilità di esplorare le mie sfide interiori. L’EP cattura il conflitto tra la nostalgia e la spinta verso nuovi orizzonti, tra il passato e il futuro. È un viaggio di autodeterminazione».
Dal suo percorso, DEZ ha vissuto diversi momenti di difficoltà, ma anche enormi gratificazioni. La sua partecipazione a Una Voce per San Marino nel 2024, dove si è piazzato tra i finalisti, è stato un segno che il suo lavoro sta cominciando a essere riconosciuto. «La sfida più grande è sempre stata farmi conoscere a Napoli, pur non essendoci fisicamente. Con Napulegno, spero di lasciare qualcosa. Voglio che la gente capisca chi sono come artista e che c’è tanto lavoro dietro a ogni traccia».
Le soddisfazioni, dunque, sono finalmente arrivate. Ma il percorso è appena iniziato. Per il 2025, DEZ promette nuove sorprese, nuovi singoli, e chissà, forse una nuova tappa del suo viaggio musicale. Una cosa è certa: la sua voce, e la sua storia, continueranno a far rumore. Un rumore che, come il Napulegno, ha l’obiettivo di cambiare le cose.
«Ogni volta che torno a Napoli, scopro qualcosa di nuovo. Napoli è una città che non smette mai di sorprenderti, non smette mai di evolversi. Sarò sempre innamorato di lei».
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