
Quando nel maggio 2010 Carmela Serrone viene trasferita da Palermo al Commissariato di Scampia, trasportata dai pregiudizi verso un territorio molto complesso, cerca in tutti i modi di evitare il trasferimento. «Sono arrivata a Scampia quando si respiravano ancora gli strascichi delle faide criminali. C’erano ancora le piazze di spaccio, i condomini presi in ostaggio dalla criminalità organizzata per le attività illegali, un degrado sociale e ambientale che è durato per molti anni. La realtà che ho trovato era avvilente, ma con il corso del tempo è cambiata notevolmente. Sono arrivata con dei pregiudizi sul quartiere, e invece ho trovato, nonostante le difficoltà, un impegno sociale su territorio che non ho visto altrove. E proprio questo impegno ha permesso di avere dei risultati sul contrasto al fenomeno della violenza di genere che da sola non avrei mai potuto ottenere» racconta ai nostri microfoni.
Carmela Serrone è stata responsabile della Sezione Anticrimine del Commissariato di Scampia fino a marzo 2026, mentre oggi lavora nella Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura per i minorenni, ed ha deciso di raccontare la storia di 17 donne del quartiere che hanno affrontato il dramma della violenza di genere, dal punto di vista di una “sbirra per amica”, come ama definirsi. “Diario di una sbirra. Una poliziotta a Scampia” è il titolo del suo libro che, almeno all’inizio, non era stato pensato per la pubblicazione: «Il libro nasce da un diario tenuto e conservato nel corso degli anni in cui ho lavorato a Scampia. Era uno spazio personale in cui trascrivevo delle storie che mi erano rimaste particolarmente impresse, delle sensazioni, degli spunti rispetto a delle cose che mi avevano colpito. Nel momento in cui aiutiamo le vittime, noi poliziotti alziamo automaticamente delle barriere emotive rispetto alle loro storie. Affrontiamo certe cose successivamente, quando ci spogliamo della divisa e torniamo a casa. Il modo migliore per interiorizzare il vissuto di queste donne era metterlo nero su bianco. Ma l’idea di pubblicare il libro è nata dopo».

L’obiettivo del testo è mostrare il dolore che milioni di donne attraversano. È per questo che l’autrice ha scelto di pubblicare il suo diario, in modo tale che chi si riconosca nei personaggi del libro possa prendere consapevolezza e agire in tempo. Serrone sottolinea anche che moltissimi casi di violenza di genere sono accomunati da dinamiche simili tra loro: «Tante donne provano vergogna nel dover svelarsi vittime e ammettere a loro stesse di aver subito atti di violenza da parte di uomini di cui si fidavano. Poi hanno paura di non trovare una persona che le possa capire, un referente nelle forze dell’ordine o nelle altre istituzioni che possa comprendere il loro dolore e tradurlo in termini di tutele legali. Ma spesso hanno anche paura di non avere la forza per potercela fare in seguito. È per questo che il protocollo antiviolenza attivato a Scampia, per non lasciare le donne sole dopo la denuncia, accompagna le vittime sin da subito nel percorso di consapevolezza e fornisce gli strumenti per proseguire la vita senza il proprio persecutore».
L’autrice, in conclusione, ha delineato il testamento sociale che ha voluto lasciare: «Spero che ad una lettrice vittima di violenza rimangano la speranza e la consapevolezza che, chiedendo aiuto, si possa uscire dal vortice della violenza: ci sono gli strumenti e le risorse per poterlo fare. Basta saper chiedere aiuto e saper affidarsi e fidarsi, anche non direttamente alle forze dell’ordine. Bisogna evitare l’isolamento sociale e personale, condividere il proprio dolore, parlarne. La scelta è: denunciare ma avere paura o non esserci più e non poterne parlare? Spero che il mio diario possa lasciare qualcosa anche all’uomo violento: deve capire quali sono le conseguenze delle sue azioni e che anche partendo da un semplice schiaffo si può arrivare a non avere più il controllo sugli impulsi aggressivi. In questo senso è necessario che anche lui chieda aiuto: ci sono da pochi anni dei centri che aiutano gli uomini violenti con supporto psicologico».
di Donato Di Stasio e Alessandro Scotti
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...